Quando una storia d'amore finisce: affrontare il vuoto lasciato dall'altro

 

La fine di una storia d’amore lascia un vuoto che a volte sembra impossibile da colmare. Specialmente quando avviene per scelta dell’altro, separarsi dal proprio partner significa ritrovarsi ad affrontare la perdita non soltanto della persona amata, ma anche di un intero contesto, molto più ampio: un ruolo sociale da sostituire (con quello di single), una quotidianità che si modifica all'improvviso, la visione del futuro, che si svuota di quel progetto a due. 

Il dolore della separazione può essere tanto grande da percepirlo insopportabile. Ci si sente letteralmente schiacciati da esso, perduti, svuotati, senza speranze. Si fanno i conti con emozioni scomode e dolorose: il senso di abbandono, la solitudine che ne deriva, la delusione, la tristezza, la paura. Può essere difficile farsene una ragione, anche nei casi in cui si riconosce razionalmente che quella relazione era tossica, non funzionava, o non aveva futuro. 

Spesso, la strategia migliore che si trova per sfuggire a tanto dolore, è tentare di riempire a tutti i costi il vuoto lasciato dall'altro: impegnandosi in una attività dopo l’altra, buttandosi a capofitto nel lavoro, lanciandosi in una nuova relazione, abbuffandosi di cibo. Ci si illude che questo sia il modo per non sentire quanto fa male, ma presto ci si accorge che il leggero sollievo che regala mentre ci si tiene impegnati in qualcos'altro o con qualcun altro, si trasforma in un vuoto ancora più insopportabile, non appena ci si ritrova di nuovo soli, con sé stessi, le proprie routine, i propri pensieri, le stesse identiche, dolorose emozioni.

Scrivo questo post per chi, forse come te, si ritrova ad affrontare la fine di una storia d’amore, suo malgrado e con grande fatica; e crede che l’unico modo per superarla, sia trovare modi per riempire il doloroso vuoto che l’altro ha lasciato, andando via. Ti racconto cosa puoi fare per prenderti cura del dolore della separazione, e no: colmare ad ogni costo quel vuoto (con qualcos'altro o qualcun altro) non è la soluzione.

Accogliere il dolore non equivale a lasciarsi sommergere da esso. Temi anche tu che, se non farai qualcosa per non sentire quelle emozioni difficili, queste ti schiacceranno? In realtà, è evitandole che rischierai si verifichi esattamente il contrario: che rimangano sempre vive, seppur nascoste a tratti da altro, come una spina sottopelle, che fa male anche se non la vedi (più). Finché eviterai di dare spazio al tuo dolore, ti precluderai la possibilità di viverlo ed elaborarlo – che è l’unico modo per superarlo. L’alternativa che hai è accoglierlo, invece. Prendere atto del fatto che c’è, ed è inevitabile dopo una separazione, perché è assolutamente naturale sentirsi tristi e anche disperati quando si sente la mancanza di qualcuno a cui si era legati.

Darsi tempo non equivale a perdere tempo. Sia chiaro: la sofferenza non è piacevole per nessuno ed è naturale desiderare che passi presto. Per non lasciarsi sopraffare dal dolore del vuoto, però, è fondamentale guardare in faccia la realtà e prendere consapevolezza del fatto che la fine di una relazione importante è un lutto vero e proprio, e come tale va trattato: concedendosi tempo per elaborare la perdita. Lavorando con persone che tendono a evitare di sentire (oltre che esprimere) le emozioni spiacevoli, mi accorgo che è diffusa la convinzione che il tempo passato a sentirsi triste e dolorante, sia sprecato. Come se solo le emozioni piacevoli avessero diritto di esistere ed essere vissute, mentre in realtà, tutto ciò che sperimentiamo ha un significato, perché è segnale di qualcosa di importante che ci riguarda, anche se non abbiamo voglia di scoprire di cosa si tratti. Dandoti tempo di affrontare ed elaborare il tuo dolore, ti concederai anche la possibilità di dare un senso a quel che è successo, trovare risposte, costruire nuovi significati, trasformare lentamente e in modo gentile un momento doloroso in una esperienza di scoperta e crescita – anche se leggendo le mie parole probabilmente lo credi impossibile. 

Lasciar andare non equivale a dimenticare. Quando avrai affrontato il tuo dolore, e ti sarai dato l’opportunità di viverlo, elaborarlo, trasformarlo; è allora che arriverà il momento in cui ti sentirai naturalmente pronto a voltare pagina. A far sì che quella sofferenza diventi un ricordo da cui forse puoi imparare qualcosa, o solo un altro pezzo della tua storia che non ti impedirà di andare avanti, per il solo fatto che è esistito e fa parte di te. Per procedere oltre, alleggerito, come rinato, e aperto a nuove possibilità. In sostanza, solo se lascerai andare - in modo libero, consapevole e sereno - quella relazione ormai finita, riuscirai ad aprirti a nuove persone e relazioni senza strascichi né spine sottopelle, e spinto da un interesse autentico e non inquinato dal tuo bisogno di colmare un vuoto trascurato, di cui non ti sei mai preso cura. 

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 2
  • #1

    Lidia (sabato, 23 febbraio 2019 08:35)

    Ho un matrimonio "fallito"dopo 20 anni...ma il dolore che ho ,non è per questo...sono 3 anni ormai che vivo sotto a questo dolore per il mio compagno, ha abbandonato il nostro rapporto, sto aspettando ancora una spiegazione, che, lui dice, me lo ha detto, che so il perché, ma io, non la trovo�.Il tuo post e veramente tutto quello che provo e non riesco ad uscire fuori da più di 3 anni.

  • #2

    Liria Valenti (sabato, 23 febbraio 2019 10:56)

    Buongiorno Lidia,
    non riuscire a spiegarsi il motivo per cui succedono gli eventi dolorosi, può rendere difficile e ancora più faticoso il processo di elaborazione di quel dolore - che permette poi di andare avanti, e ricominciare se occorre.
    Da quel che scrive, soffre da molto tempo ormai, e finora non ha trovato risposte né modi per stare meglio. La invito a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta, che possa aiutarla a trovare le risposte che cerca e, soprattutto, a prendersi cura del senso di abbandono che ha vissuto e continua a vivere, riportando pace nella sua vita.
    Un abbraccio