Perché gli psicologi non danno consigli (e non scelgono per te)

 

Ricevo spesso email e messaggi da parte di persone che mi chiedono un consiglio. Molte di loro si trovano confuse dinanzi a un bivio e non sanno che scelta fare; alcune sanno qual è la decisione migliore da prendere ma non riescono a renderla concreta; altre persone, invece, mi scrivono perché si sentono insoddisfatte e chiedono a me la ricetta (segreta) della felicità. 

Io rispondo sempre a tutti. Dubito, però, che le mie risposte regalino il sollievo che chi mi scrive cerca nelle mie parole. Perché le mie risposte non contengono consigli, né ricette pronte, veloci e facili da usare, né indicazioni sulla strada migliore da intraprendere. Oggi voglio spiegarti perché. 

La risposta breve alla domanda che dà il titolo a questo post è che se gli psicologi dessero consigli, non sarebbero di aiuto: in sostanza, non farebbero il loro lavoro. Lo so, può sembrare un controsenso – anche perché è diffusa l’idea secondo cui colei o colui che aiuta, risolve i problemi dicendoti esattamente come fare o facendolo al posto tuo – ma ti garantisco che non lo è.  E te lo spiego meglio con una risposta più lunga. 

Per prima cosa, ognuno ha i propri criteri di scelta – il che significa almeno due cose:

  • che in quanto persona diversa da te che – poniamo il caso – mi chiedi un consiglio su cosa fare, ho una storia diversa dalla tua, conduco una vita diversa, ho le mie idee, le mie preferenze, ho fatto e faccio esperienze diverse, ho i miei valori, i miei sogni nel cassetto, le mie emozioni, i miei bisogni. E quando faccio una scelta, piccola o grande che sia, tengo conto di tutto questo, che in poche parole contribuisce a creare e consolidare i miei personalissimi criteri in base ai quali prendo le mie decisioni.
  • che io non so quali sono i tuoi criteri. Anche se ti conoscessi abbastanza e da molto tempo, anche se tu fossi la persona a me più vicina, potrei solo ipotizzare o immaginare in base a cosa fai le tue scelte, ma ti assicuro che non potrei saperlo con certezza. L’unica certezza di cui posso dire di sentirmi sicura è il mio modo: di osservare, pensare, valutare, costruire, scegliere. I modi degli altri, invece, sono sempre disponibile ad ascoltarli, scoprirli e accoglierli – ed è quello che faccio ogni volta con i miei pazienti in studio o online

E poi, accettare di scegliere al tuo posto presuppone che tu non sia in grado di farlo.

Se ci pensi un momento, nel mio lavoro, incontro quotidianamente persone che si trovano in difficoltà perché non sanno come far qualcosa: è il motivo per cui si rivolgono a me. Non sanno come chiudere una relazione dolorosa o non più appagante, come gestire una emozione o una situazione spiacevole, come ritrovare serenità e pace dopo una esperienza traumatica o stressante. Non sanno come realizzare i propri desideri, o come capire cosa desiderano davvero. Non sanno come mettere ordine nella confusione, come sentirsi soddisfatti a lavoro, come smettere di fare sempre gli stessi errori. 

Prendere decisioni al loro posto equivarrebbe a sostituirsi a loro, decidendo io come devono condurre la loro vita, sminuendo i loro bisogni, cosa provano, e anche in cosa si sentono davvero comodi e contenti. Ma più di tutto, equivarrebbe a svalutare la loro capacità di farcela e di possedere le risorse necessarie per capire e scegliere il meglio per sé. E ti assicuro: fino ad oggi non ho mai incontrato nessuno che fosse privo di risorse e capacità. 

 

Come psicologa, quindi, non posso darti consigli né scegliere per te, dicendoti cosa fare: non ti sarei di aiuto, se fossi io a rispondere ai tuoi dilemmi. Nutrirei il tuo senso di sconforto e un’immagine povera di te, se ignorassi quello che, invece, sei in grado e hai il potere di fare. Perché pur mettendomi nei tuoi panni, immaginando cosa vivi, o anche capendolo fino in fondo perché potrei aver vissuto la tua stessa situazione, la mia organizzazione di quell'esperienza sarebbe influenzata dai miei personalissimi criteri di valutazione e scelta.

Io, invece, voglio essere di aiuto con il mio lavoro. Lo sono se ti ascolto, comprendo cosa stai passando e cosa vuoi cambiare, e metto in moto tutte le mie competenze per aiutarti a coltivare le tue riflessioni in modo utile. E a trovare le tue risposte alle tue domande e le tue soluzioni alle tue difficoltà.

Allora sì, che scegliere il meglio per te non ti sembrerà più così assurdo e complicato. 

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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