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Quando la paura di disturbare ti blocca

 

Quando hai paura di disturbare gli altri, sei attento e ti comporti con cautela nei loro confronti: il loro benessere è importante per te, e così mantieni un atteggiamento delicato e gentile, sei discreto e non invadente, sensibile a ciò che li infastidisce e a quel che invece fa loro piacere. Tuttavia, quando il timore di disturbare è eccessivo e costante, al punto da bloccarti dal dire o fare qualcosa, quello che sembrerebbe un atto di gentilezza verso gli altri può diventare una difficoltà di cui prendersi cura.  

Se le mie parole ti suonano familiari, probabilmente sei una di quelle persone che apre le sue comunicazioni, di qualsiasi tipo esse siano, scusandosi – come se fossi guidato dalla certezza che l’altro non gradirà ciò che dirai o farai, o peggio ancora, lo criticherà. Può darsi che quando tu prenda posto a uno spettacolo, vedere le altre persone che cercano il loro, ti faccia dubitare di essere effettivamente in quello giusto e non aver occupato, invece, il posto di qualcun altro. Dinanzi a una porta chiusa, che sia l’ufficio in cui lavori o un luogo che non conosci, ci pensi più volte prima di bussare e chiedere di entrare e quando ti trovi costretto a farlo, senti salire l’ansia. Ti riesce difficile chiedere aiuto e conforto a un amico, e se ricevi un favore (o un regalo) ritieni fondamentale ricambiarlo quanto prima. In tutte queste situazioni, il senso di colpa è dietro l'angolo. 

Come tutte le paure, anche quella di essere un disturbo per qualcuno, può portarti a evitare la situazione che la innesca. Rinunci a chiedere, dire la tua, prendere quel ti spetta, coltivando l’idea che tu non ne abbia diritto. E alimentando un circolo vizioso, dove il pensiero di ciò che non fai (per paura) rafforza la paura che ti immobilizza. 

Scrivo questo post con lo scopo di offrirti qualche suggerimento per iniziare a rapportarti diversamente con la paura che senti. Se la percepisci come eccessiva e limitante, se ti accorgi che quando fa capolino ti ritiri e fai un passo indietro mentre vorresti andare avanti, allora è arrivato il momento di fare qualcosa, non trovi?

 

Ti invito allora a sperimentarti in un piccolo esercizio in 3 passi

  • Per alcune persone, è sufficiente accorgersi di quali parole o comportamenti scelgono inconsapevolmente per presentarsi o raccontarsi, perché mettano in moto la propria consapevolezza e avviino un cambiamento. Dunque: inizia ad accorgertene. Presta attenzione a quante volte usi la parola scusa in un giorno, ad esempio; registra il disagio che provi quando ti ritrovi a bussare a una porta chiusa; fai caso a come ti senti, quando, seduto in una stanza piena di persone, ti accorgi che i posti a sedere sono finiti e qualcuno aspetta in piedi.
  • Introduci un piccolo cambiamento. Inizia le tue comunicazioni diversamente: ad esempio, “scusami, posso parlarti?” può diventare “vorrei parlarti, sei disponibile ora?”. Fai un respiro profondo quando sei davanti l’ufficio del tuo capo e continua a respirare anche mentre bussi alla sua porta. Chiedi a un amico di cui ti fidi di farti compagnia per un’ora, in un giorno difficile per te.
  • E poi, verificane l’effetto su di te. Accorgerti delle parole che usi, dei pensieri che fai e dei comportamenti che metti in atto, ti permette di renderti consapevole di come la paura condizioni tutto questo. Quando introduci un cambiamento, seppur piccolo, in qualcosa che prima avviavi in automatico, ti dai la possibilità di gestire la paura che provi. L’ultimo passo, dunque, è cogliere l’effetto del gesto che hai reso concreto (una nuova espressione verbale, una piccola richiesta che non avresti mai fatto, un comportamento a cui non avevi ancora pensato) sulla tua esperienza: cosa noti di diverso in te? Cosa provi? Cosa pensi? E cosa noti nel comportamento degli altri? 

Se hai voglia di raccontarmi come è andata, vieni su facebook: c’è un gruppo caldo e accogliente in cui possiamo incontrarci, ascoltarci, chiacchierare - è proprio lì che è nata l’idea di questo post, mentre accoglievo le domande e le esperienze di alcuni partecipanti. Aspetto anche te!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.