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Il bello di non poter controllare (tutto)

 

Molte delle persone che richiedono il mio aiuto, arrivano da me per abbassare il livello di ansia o angoscia che sperimentano in quello specifico periodo o in una determinata situazione. Non sanno come gestirla, e nella maggior parte dei casi, non sanno neanche a cosa sia dovuta. Iniziando a lavorare insieme in un percorso di psicoterapia, scopriamo che l’ansia e l’angoscia sono solo dei sintomi, dei modi attraverso cui la mente e il corpo segnalano che qualcosa si è rotto e va riparato, e non il vero problema - quello, cioè, di cui ci occupiamo durante il lavoro insieme. Perché una volta risolto quel problema (e riparato il guasto) l’ansia e l’angoscia non avranno motivo di esistere. 

Spesso, il problema che alimenta i vissuti ansiosi, ha a che fare con la pretesa (irrealistica) di controllare tutto: eventi, persone, emozioni, comportamenti. Nei fatti, generalmente si traduce con il bisogno, percepito come un impulso irrefrenabile, di trovare soluzione all'imprevisto che non si è ancora verificato – e molto probabilmente non si verificherà mai; di prevedere nei minimi dettagli i passi importanti della propria vita (percorso di studi, lavoro, matrimonio, figli) e il loro esito, e rispettarli a tutti i costi; di farsi carico in prima persona anche di quei pesi che possono essere delegati, nel lavoro, in famiglia, nella vita di tutti i giorni; di accertarsi che tutto proceda secondo piani già decisi; di tenere nascosti agli altri vissuti e pensieri scomodi che intaccherebbero quell'immagine di sé che si vuole mostrare, sempre e comunque. 

Soddisfare il bisogno di controllo richiede tantissima energia e un costante stato di allerta e tensione, che in alcuni momenti particolarmente significativi o stressanti della propria vita, o più spesso in seguito a un fallimento della propria modalità (e attesa) di controllo, può scatenare stati ansiosi, panico, angoscia. 

Accorgersi del nesso tra l’ansia percepita (e mal gestita) e la pretesa di controllare tutto (e tutti), in molte persone favorisce l’apertura verso una nuova prospettiva: prende forma la consapevolezza che controllare necessariamente tutto è una aspettativa irrealizzabile. Insieme a questa, fa capolino anche il desiderio di darsi la possibilità di lasciare andare il controllo eccessivo (almeno un po’!), per (ri)conquistare serenità, leggerezza, un inaspettato e possibile piacere di meravigliarsi. 

Se quello che scrivo ti suona familiare, in questo post puoi trovare qualche spunto per guardare il tuo bisogno di controllo da una altra prospettiva: da indispensabile a (anche) no! Perché anche se lo credi impossibile, non poter controllare tutto ha diversi risvolti positivi: oggi te ne racconto 3.

 

(Ri)trovare leggerezza. Per molte persone che tendono a controllare tanto rigidamente e duramente, la leggerezza è una esperienza sconosciuta o dimenticata. Spesso volutamente esclusa, perché intesa come sinonimo di menefreghismo, irresponsabilità o superficialità. In realtà, durante i loro percorsi di cambiamento, si accorgono che è vero l’esatto contrario: quando ti dai il permesso di allentare il controllo su quel che non è realistico controllare (come risponderanno gli altri alle tue azioni, ad esempio, o come reagirai tu dinanzi a quella situazione nuova; o come procederà quel lavoro, quella relazione, quell'evento), scegli consapevolmente di alleggerire alcuni momenti della tua vita, gli effetti di alcune decisioni, il tuo modo di vivere relazioni e situazioni. E godere appieno di quel che davi per scontato, o di cui – chissà – non ti eri neppure accorto. 

Dare spazio ai propri limiti. Pretendere di avere il controllo, sempre e comunque, significa anche far fatica a riconoscere di avere delle fragilità, che in quanto persone, tutti abbiamo. Fingere di non averle, mostrandosi a sé stesso e agli altri più forte, autonomo, sicuro, competente di quanto si è davvero e alzando così il livello di controllo, paradossalmente contribuisce a nutrire quelle fragilità. Perché non trovando spazio, né cura, si faranno presenti in altri modi: un disturbo psicosomatico, l’ansia, il panico, l’insonnia, e così via. Quando ti dai la possibilità di riconoscere i tuoi limiti e scegli di dar loro spazio, accogliendoli e rispettandoli, fai anche due cose. Ti osservi con onestà e accogli te stesso in tutto quel che sei (e non solo in quel che fai), e ti dai il permesso di usare le enormi energie impiegate per nascondere le tue fragilità, per qualcosa che può tornarti davvero utile: chiedere aiuto, cercare compagnia, delegare a qualcuno che sa farlo meglio, farti conoscere per quel che sei realmente, (ri)trovare la tua strada. 

(Ri)costruire fiducia in sé stessi. Controllare sempre e comunque è una strategia che molti mettono in atto naturalmente, perché lo hanno sempre fatto, perché per molto tempo ha funzionato. Perché dà sicurezza laddove non viene percepita: se ci rifletti un momento, controlli perché vuoi essere sicuro che tutto vada come hai deciso che vada e perché, lasciandoti andare e allentando un po’ il controllo, temi potrebbe verificarsi ciò che non vuoi - non è così? Ti ritrovi a controllare la tua relazione di coppia e il tuo partner perché in questo modo ti aspetti che non finirà e tu non rimarrai solo; a tener nascosta la tristezza che provi, controllando le tue reazioni, perché temi che gli altri ti vedano debole e di suscitare il loro pena per te; a immaginare cosa potrebbe succedere e trovare preventivamente soluzioni e risposte, per non rischiare di trovarsi dinanzi a qualcosa di sconosciuto e imprevisto, sul quale credi di non poter aver il controllo.  

In realtà, allentando il controllo puoi darti la possibilità di metterti alla prova. Rischiando di scoprire che puoi farcela anche dinanzi a ciò che non avevi previsto e non conosci ancora; che dalle cadute puoi rialzarti e ricominciare o riprendere da dove ti eri interrotto; che puoi affrontare le tue paure e rimanere integro, invece di evitarle controllandole. In poche parole, costruendo, riconquistando e nutrendo la fiducia in te stesso. Allora sì, che potrai sentirti solido e sicuro, anche se e quando ti lascerai andare, consapevole del fatto che non tutto è controllabile - per fortuna! 

 

Se ne hai voglia, raccontami come questo post ti è stato di ispirazione. Ti ha suggerito spunti utili? Come vuoi usarli? Sarò contenta di conoscere la tua esperienza e fare il tifo per te!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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