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Farsi condizionare dai pareri altrui: perché succede e come evitarlo

 

Che si tratti di un commento critico riguardo a qualche comportamento o scelta fatta o di un’opinione diversa dalla propria, può succedere di farsi influenzare da quel che dicono gli altri e (ri)mettere in discussione le proprie parole, azioni, decisioni, persino sé stessi e il proprio valore. 

Più la persona che esprime i suoi pareri è vicina e importante (il partner, un genitore, un amico intimo), poi, più è difficile non farsi influenzare da questi. Penso in particolare a quando, in una coppia, uno dei due partner non prende decisioni finché non è certo dell’approvazione dell’altro, o teme la sua disapprovazione rispetto a una scelta già fatta. E andando ancora oltre, a quando l’intera autostima di una persona, e di conseguenza anche le sue scelte, dipendono da quel che il partner pensa di lei o lui: il suo modo di vestire, come gestisce le sue emozioni, il suo aspetto fisico, le sue preferenze in campo amicale, le parole che usa, le scelte che ha fatto o non ha fatto.

In tal modo, si rischia di costruire il proprio valore o disvalore sulla base di quanto creda una persona importante della propria vita - come può essere il partner in una coppia – e non in base a quanto di più affidabile esista: il proprio modo di essere. Con talenti e limiti, gusti e desideri, emozioni e bisogni. Con la propria storia, la propria strada, i fallimenti, i traguardi, le aspirazioni. 

Nel mio lavoro, ho incontrato persone che (ri)scoprivano il proprio valore nel momento della vita in cui si sentivano più doloranti: alla fine della loro storia d’amore. Perché rappresentava l'occasione in cui, per la prima volta o dopo molto tempo, si davano la possibilità di guardarsi liberamente, con onestà, concedendosi il permesso (e il diritto) di chiedersi cosa desiderassero, pensassero, sentissero, preferissero fare o non fare, e di scegliere di conseguenza, a prescindere da chi avessero vicino.

Ho incontrato anche chi, invece, al capolinea della propria relazione di coppia, si sentiva una nullità, perché insieme al partner sentiva di aver perso anche le proprie qualità, i meriti, le capacità. Perché con lui o lei si sentiva finalmente attraente, in gamba, importante, propositivo, come se la vicinanza di quella persona potesse determinare o quantificare il proprio valore, e di conseguenza la sua assenza annientarlo, e con esso anche la propria capacità di decidere, riconoscere i propri desideri, agire. 

Se quel che sto descrivendo ti suona familiare, questo post può tornarti utile. Voglio raccontarti perché tendi a farti influenzare dal parere altrui e cosa è importante che tu tenga presente, invece, per evitare che succeda. 

Quando dai più importanza a ciò che pensa qualcun altro, rispetto a quel che credi tu, al punto da ritrovarti a metter da parte la tua opinione o rinunciare a qualche tua decisione perché non sarebbe in sintonia con il parere dell’altro, non ti dai credito. Non ti fidi dei tuoi criteri di valutazione e scelta e di conseguenza quel che credi e scegli si rivela (quasi) sempre sbagliato.   

Se è vero che in una relazione il confronto è necessario - perché stimola, rende vivi, arricchisce, contribuisce alla crescita di entrambi – ed è frequente in una coppia raccontarsi al partner e chiedergli consigli e pareri su qualcosa di personale - perché in quanto persona di fiducia e stima, quel che pensa è interessante e ha un valore; è altrettanto vero che mettere in dubbio le tue decisioni e opinioni, fino a non riconoscere più cosa ti piace e cosa vuoi, è il segnale che il parere dell’altro non è solo importante, ma una conferma (o disconferma) indispensabile di quel che pensi, senti, valuti, scegli tu, senza la quale non procedi, o lo fai in preda a mille dubbi e insicurezze. 

Ecco perché, se vuoi iniziare a darti valore a prescindere da chi hai vicino e da cosa questi pensa di te e del tuo modo di essere, è bene tu ti prenda cura del tuo valore. 

In sostanza, per evitare di farti condizionare dagli altri è necessario che tu costruisca (o ricostruisca) la fiducia in te stesso. Lo so, non è un traguardo raggiungibile dall'oggi al domani, al contrario richiede tempo, pazienza, impegno e un grande desiderio di volersi bene. Tuttavia, voglio lasciarti alcuni spunti grazie ai quali tu possa muovere qualche passo in quella direzione:

  • Ricordati di te. Richiama la tua attenzione interamente su di te e mettiti al centro per qualche istante: come stai? Cosa pensi? Quali emozioni provi? Cosa è importante per te? Cosa ti piace? Cosa fatichi a tollerare? Cosa desideri? Come tieni presente tutto questo, nella vita di tutti i giorni? Se non lo fai, se non ti ricordi di te, darti credito potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile, non trovi?
  • Recupera i tuoi criteri di valutazione e scelta. Sono quelli che ti guidano quando vuoi prendere una posizione, esprimere la tua opinione, scegliere cosa indossare oggi, come accogliere le emozioni che senti, come trascorrere il tuo giorno libero, fare una scelta importante al lavoro, decidere come comportarti in seguito a una delusione o alla realizzazione di un desiderio. Sai quali sono i tuoi? Cosa vuoi tenere presente quando scegli qualcosa per te?
  • Concediti il permesso di sbagliare. Tutti commettono errori, anche i più sicuri di sé dopo le migliori analisi e le più attente valutazioni. Sbagliare, tuttavia, non equivale a essere sbagliati o perdere valore per questo, mentre può rappresentare, se vuoi, un’occasione per riflettere su cosa fare di diverso la prossima volta, perché tu ti senta soddisfatto della tua scelta ad esempio, invece che deluso o frustrato.  

 In fondo, il tuo valore è a prescindere - ci avevi mai pensato? 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.