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Quando dire no (e affermare sé stessi) è una possibilità

 

Dire no agli altri e alle loro richieste non è facile, anche quando sei pienamente consapevole del fatto che mettere un confine tra te e loro ti aiuterebbe a sentirti più comodo e muoverti più liberamente nella tua vita. Che si tratti della collega invadente e curiosa, dell’amico poco disponibile e molto richiedente, di tua sorella che ti telefona più volte al giorno per lamentarsi di qualcosa, del cliente che continua a chiedere sconti e lavori extra; tutte le volte che li ascolti e assecondi le loro pressioni, anche quando non vorresti affatto, ti ritrovi frustrato e stretto nella tua stessa vita. Una condizione che non ti piace, ma nonostante tu ti ripeta che la prossima volta farai diversamente, continui a dire sì anche quando vorresti dire l’opposto - sentendoti insoddisfatto e anche sbagliato e incapace, perché non sei riuscito nel tuo intento.

Con questo post voglio raccontarti perché decidere di cambiare comportamento e reazioni spesso non è sufficiente per ottenere il risultato desiderato, e invitarti a guardare le cose da un'altra prospettiva, più utile per ottenere quel che vuoi: smettere di dire sì a tutti, sempre e comunque. 

Probabilmente ti sarai accorto che assecondare anche le richieste più irrispettose e invadenti ti permette di tenere a bada i sensi di colpa che avverti al solo pensiero di dire: “no, grazie!” – ad esempio, perché non sarebbe un buon momento per te, vorresti stare un po’ da solo, ti piacerebbe dare più spazio ai tuoi tempi e desideri.

Se da un lato, questa scelta ti regala un senso di sollievo dai sensi di colpa, dall'altro rappresenta il modo in cui lasci indietro te e i tuoi bisogni e metti avanti gli altri e i loro. In sostanza, ti fai da parte, come se quel che desideri tu non fosse abbastanza importante, o non tanto quanto ciò che vuole qualcun altro. 

Nelle storie che incontro grazie al mio lavoro, spesso i pazienti che faticano ad asserirsi con gli altri, a lavoro, nelle amicizie, in famiglia e in altri contesti, si arrabbiano con sé stessi e si danno parecchio addosso perché non riescono a dire (qualche) no: descrivono la scelta di dire (malvolentieri) sì come una reazione istintiva, un impulso incontrollabile, un’azione automatica, al punto che il più delle volte si accorgono solo in un secondo momento di aver assecondato le richieste altrui – quasi non ci fosse stato un tempo di ascolto di sé e di valutazione sul da farsi. 

Lavorando insieme, spesso scopriamo che questo apparente impulso (che invece prende la forma di una scelta inconsapevole) è nutrito dalla paura. Di ferire, di apparire maleducato o poco gentile, di essere giudicato per questo, di essere rifiutato e restare solo, di deludere le aspettative altrui. 

Se non lo hai mai fatto, dunque, ti invito a osservare sotto questo punto di vista la fatica che sperimenti quando ti impedisci di dire no e affermare te stesso, chiedendoti cosa temi succeda (a te) quando agli altri rispondi “no, grazie”. In fondo, se non accogli né dai un senso a ciò che si muove dentro di te, per cui poi ti senti obbligato ad assecondare una richiesta invece di sentirti libero di asserirti in un dato momento (o sempre), come puoi cambiare le cose e sentirti più fiero e rispettoso di te?

Come potrai dire finalmente e serenamente no a qualcuno, finché ti sentirai terrorizzato dalle conseguenze della tua scelta? Come potrai sentirti libero di darti tempo, spazio, possibilità, e di soddisfare i tuoi bisogni, se non ti prenderai cura delle paure che provi - e che sono talmente convincenti da bloccarti dal prenderti quello che vuoi?

Pertanto, se ti interessa iniziare a dire più no sereni e meno sì infelici, prendi in considerazione la possibilità di fare un passo indietro - per farne poi uno avanti, verso ciò che speri per te. Piuttosto che importi di mettere confini (e poi raccogliere frustrazione perché non ci sei riuscito, o l’hai fatto con enormi sensi di colpa che hai cercato faticosamente di silenziare, senza successo), prenditi cura della paura di farlo. Ascoltala, dalle un significato, cura le ferite che l’hanno resa così forte oggi, trova il tuo modo di gestirla: allora sì, che dire no a ciò che non vuoi sarà solo una delle tante scelte possibili che potrai fare. 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.