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Coronavirus e vite sospese in quarantena: come gestire le emozioni scomode e affrontare la nuova quotidianità sotto emergenza

 

Da quando il coronavirus è diventato una realtà, raggiungendo il nostro Paese e costringendoci tutti all'isolamento dentro casa, domina un clima di profonda incertezza e impotenza. Fare previsioni su quanto effettivamente durerà l’emergenza sanitaria è complicato, così come sull'andamento della pandemia, poiché si hanno ancora poche informazioni sul virus e sul suo comportamento. Difficile capire quando e come avverrà il rientro alla vecchia vita, se sarà possibile riprenderla da dove l’abbiamo interrotta, o se ci ritroveremo dinanzi a nuove sfide, quali saranno, di cosa avremo bisogno per affrontarle. 

È come se le nostre vite fossero sospese, o perlomeno è così che le percepiamo. In fondo, ci siamo ritrovati a dover affrontare diversi cambiamenti, tutti di una certa portata e all'improvviso: lavorativi (il repentino adattamento del lavoro in casa ma anche l’inattività per l’impossibilità di tramutarlo in smart working), familiari (conciliare le esigenze di tutti, adulti e bambini, spesso in spazi ridotti), relazionali (essere troppo distanti dalle persone care o troppo vicini, tutto il giorno, tutti i giorni), emotivi (troppa noia o la fatica per le tante cose da fare, il senso di vuoto o di oppressione, l’iperattivazione o la svogliatezza). Cambiamenti che in breve tempo sono diventati parte di una nuova quotidianità, per la maggior parte delle persone difficile da gestire e fonte di grande stress. 

La continua assenza di certezze insieme alla necessità di riorganizzare velocemente tempi, spazi, routine, ha un peso notevole sul nostro senso di sicurezza interiore, alterando il senso di controllo con cui siamo soliti condurre la vita di ogni giorno. In sostanza, non sapere può attivare uno spiacevole stato di allerta, a causa del quale è naturale sentirsi minacciati, spaventati, inquieti, indecisi, stressati. 

Nell'arco delle ultime settimane, nei racconti dei pazienti che ho continuato a incontrare grazie all'ausilio di Skype, ho riscontrato tanti segnali di stress, osservando come in parte fossero legati alla difficoltà di gestire un nuovo modo di trascorrere le giornate, in parte all'allarme naturalmente generato dalla pandemia, in parte da entrambe le condizioni. 

Tra gli effetti dello stress più frequenti, ho ascoltato la difficoltà a concentrarsi anche per poco tempo e su attività semplici, spesso accompagnata dalla frustrazione di non riuscire a sfruttare tutto il tempo a disposizione (in alcuni casi, improvvisamente vuoto da impegni). L’agitazione e il senso di inquietudine, percepito come apparentemente inspiegabile. La paura e la costante preoccupazione per i propri cari, sé stessi, per le persone lontane, a volte anche per l’intera popolazione. Il sonno disturbato o la difficoltà di addormentarsi, spesso pur avvertendo una grande stanchezza fisica giustificata da un’intensa giornata di attività. L’irritazione, il nervosismo, le crisi di rabbia o di pianto, il più delle volte seguite da sensi di colpa (nei confronti del familiare attaccato, ad esempio) ma anche di impotenza e rassegnazione (per via della fatica a controllare l’impulso rabbioso).

Tutte reazioni assolutamente normali, considerata la situazione di emergenza mondiale. Lo scrivo e lo evidenzio perché ritengo che normalizzare certi vissuti e comportamenti che probabilmente anche tu, che sei qui a leggere questo post, sperimenti in questo momento storico non sia solo utile, ma anche essenziale per favorire una gestione più efficace dello stress che stai vivendo. 

 

Il contesto non è un dettaglio da sottovalutare

Se vuoi ridurre lo stress e limitare i suoi effetti, così da poter affrontare più serenamente la tua quotidianità sospesa, il primo passo da considerare è tener conto del contesto in cui ti trovi, in cui tutti ci troviamo. 

È importante ricordare i dati di realtà: la pandemia è reale, l’emergenza sanitaria anche. Queste condizioni provocano allarme e incertezza, e queste minacce generano stress. Lo stress ha degli effetti su ognuno di noi, non tutti reagiamo allo stesso modo, ma molte reazioni sono riscontrabili in tante, tantissime persone.

Pertanto, se ti ritrovi nelle mie descrizioni, o se ti accorgi di sentirti o comportarti in modi stranamente diversi dal solito, probabilmente sei stressato, come molti o tutti in questo momento. Ciò non significa che devi rassegnarti a questa condizione, ma intanto puoi provare a tranquillizzarti ricordandoti che le tue emozioni, i pensieri che fai e i tuoi comportamenti hanno una spiegazione.

 

Tranquillizzarsi per ripristinare il senso di sicurezza

Per gestire lo stress e le emozioni scomode che provoca, è importante contenere il senso di allarme. In tal modo, potrai tenerti più tranquillo e sfruttare al meglio le tue energie e le tue risorse per affrontare con maggiore consapevolezza i momenti difficili della quotidianità in quarantena.

Voglio proporti qualche suggerimento che può tornarti utile: 

  • Informati responsabilmente e con moderazione. Tieniti informato e connesso con la realtà esterna, ma evita di esporti continuamente alle notizie che possono (ri)attivare in te il senso di allarme e favorire preoccupazione e angoscia. Puoi scegliere uno o due momenti della giornata in cui informarti e attraverso quale fonte farlo. Allo stesso modo, evita o frequenta meno i social se ti rendi conto che sono luoghi in cui ti senti continuamente sollecitato, a causa di opinioni, link, news (a volte anche fake…) condivisi dai tuoi contatti.
  • Asseconda (o recupera) il desiderio di prevedibilità. Cerca di rispettare le tue routine quotidiane e svolgi le tue solite attività, se possibile, più che puoi. Ciò che conosciamo ci fa sentire al sicuro, rende la realtà prevedibile piuttosto che incerta, ci permette di sentirci comodi invece che barcollanti. Ciò significa anche che se nel tempo libero eri solito dedicarti a un hobby o a una frivolezza, ad esempio, puoi (e dovresti) continuare a farlo. Rimanere preoccupato o concentrato sulla pandemia non solo non è necessario, ma è anche il modo in cui tieni alti i livelli di allerta e, di conseguenza, anche quelli di stress. 
  • Sii empatico con te stesso, non solo con gli altri. Accogli le emozioni che provi: come tutti, anche tu hai il diritto di avere paura, sentirti arrabbiato, abbatterti, agitarti. Sii indulgente con te e concediti il tempo e lo spazio per esprimere ciò che sperimenti, proprio come fai con gli altri che si aprono con te e che sei pronto ad ascoltare e accogliere. Puoi parlare di come stai con qualcuno di cui ti fidi, anche se non sei al top e ti senti invece fragile e spaventato, per (ri)trovare comprensione, compagnia e sollievo. 
  • Cimentati (o recupera) attività che permettono di allentare le tensioni. Puoi fare attività fisica anche in casa: il web è pieno di video e lezioni, anche gratuite, che puoi seguire attraverso lo schermo. Se non sei uno sportivo, potrebbe essere l’occasione per cimentarti in qualche attività che ti ha sempre incuriosito ma non hai mai osato provare. Respirare profondamente è sempre un valido aiuto, specialmente se fatichi a fermarti o corri tutto il giorno, anche in casa, tra le tante cose da fare. Ma per allentare le tensioni de corpo, andrà bene qualsiasi attività per te rilassante: cucinare, leggere, curare le piante, riordinare l’armadio. 
  • Continua a tenerti in compagnia. Grazie alla tecnologia e a internet possiamo continuare a incontrare le persone lontane e gli amici. Gli strumenti di videochiamata, ad esempio, ci permettono di continuare a vederci e stare insieme, anche davanti a un caffè o una pizza, dandoci la possibilità di uscire dall'isolamento seppur in modo virtuale. Anche se quel che più desideri adesso è stringerti forte a qualcuno lontano, o scavalcare il distanziamento fisico per poter godere di un sano e divertente momento di convivialità con i tuoi amici, non sottovalutare il conforto che puoi sentire durante una videochiamata: è uno strumento che sicuramente possiedi (o facilmente recuperabile) e anche l’unico realisticamente utilizzabile in questo momento perché tu possa continuare a tenerti in compagnia. 
  • Costruisci spazi e tempi nuovi. Per tante persone, la casa è diventata il contenitore in cui si svolge la propria vita familiare e anche il lavoro; dove trascorrere il tempo libero, sbrigare faccende, riposare; in cui incontrare gli amici, fare sport, partecipare a un corso, fare la spesa. In cui ci si può sentire stretti, invasi, imprigionati, perché è un solo spazio per tutto, dove i confini tra un’attività e l’altra, tra una persona e l’altra, e anche tra lo spazio fisico e quello interiore di ognuno, rischiano di svanire o indebolirsi. È importante ripristinare la propria libertà di movimento, almeno in parte, laddove possibile: ad esempio, dedicando una stanza o un angolo della casa esclusivamente all'attività lavorativa e non anche ad attività di svago, o regalandosi 15 minuti della giornata in solitudine, lontani dalla folla e dal chiasso familiare. 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.