Parliamo di EMOZIONI: per leggerle, viverle, renderle proprie alleate



Le emozioni che non dici

 

Torno a parlare di emozioni, un argomento che, in un modo o nell'altro, torna puntuale nelle storie che ascolto, che sia in studio, online o nelle mail che ricevo, anche quando il motivo per cui è stato chiesto il mio aiuto non è direttamente un problema – chiamiamolo – emotivo.

Questo post è per chi conosce e sa riconoscere le emozioni che prova, ma sceglie di non darvi voce, nascondendole, trattenendole, spegnendole (apparentemente) soprattutto agli occhi degli altri e spesso anche ai propri. Spesso dietro questo modo di gestire le proprie emozioni, si nasconde la convinzione che le emozioni debbano essere un fatto privato, una roba che non va mai e per nessun motivo condivisa con il mondo.

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Quando in famiglia alcune emozioni sono proibite

 

Le emozioni guidano costantemente e prepotentemente la nostra vita, anche quando non ce ne accorgiamo, anche quando non le sentiamo o siamo convinti che possiamo escluderle dai nostri vissuti. Ne sono fermamente convinta e il mio lavoro me lo conferma ogni giorno.

Le emozioni ci danno informazioni preziose, a volte indispensabili, su ciò che è meglio per noi, sulla scelta migliore che possiamo fare, su come è opportuno, sano, saggio comportarsi: sono lo strumento che ci permette di adattarci alla realtà e di trovare il nostro modo di viverci comodi. Ci danno informazioni che spesso non ascoltiamo, perché le svalutiamo (“oggi è un’altra giornata terribile, ma quando passerà questo brutto periodo?”), o le confondiamo (“non so dire come mi sento, non so bene cosa sento…”), o semplicemente perché non abbiamo imparato a individuarle o capirle (“io non sento niente!”). In casi come questi, le emozioni si trasformano in macigni pesantissimi, faticosi da sentire e duri da arginare, che ci rassegniamo a trascinarci dietro.

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