Parliamo di ANSIA e PAURE: per gestirle e usarle a proprio vantaggio



Il bello di non poter controllare (tutto)

 

Molte delle persone che richiedono il mio aiuto, arrivano da me per abbassare il livello di ansia o angoscia che sperimentano in quello specifico periodo o in una determinata situazione. Non sanno come gestirla, e nella maggior parte dei casi, non sanno neanche a cosa sia dovuta. Iniziando a lavorare insieme in un percorso di psicoterapia, scopriamo che l’ansia e l’angoscia sono solo dei sintomi, dei modi attraverso cui la mente e il corpo segnalano che qualcosa si è rotto e va riparato, e non il vero problema - quello, cioè, di cui ci occupiamo durante il lavoro insieme. Perché una volta risolto quel problema (e riparato il guasto) l’ansia e l’angoscia non avranno motivo di esistere. 

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Quando la paura di disturbare ti blocca

 

Quando hai paura di disturbare gli altri, sei attento e ti comporti con cautela nei loro confronti: il loro benessere è importante per te, e così mantieni un atteggiamento delicato e gentile, sei discreto e non invadente, sensibile a ciò che li infastidisce e a quel che invece fa loro piacere. Tuttavia, quando il timore di disturbare è eccessivo e costante, al punto da bloccarti dal dire o fare qualcosa, quello che sembrerebbe un atto di gentilezza verso gli altri può diventare una difficoltà di cui prendersi cura.  

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Cambiamenti, che ansia!

 

Disse colei, o colui, che faticava a mettere la testa fuori dalla sua comfort zone. Ossia quello spazio – inteso come condizione mentale - conosciuto, comodo e rassicurante, in cui tutto è esattamente dove ti aspetti che sia e le novità (con rischi e paure annesse) sono tagliate fuori. Non è un caso, infatti che per molte persone, i cambiamenti siano fonte di ansia perché vissuti come una minaccia di quel livello di benessere percepito che, appunto, la comfort zone regala. 

In sostanza, rimanere fermo nel tuo spazio sicuro ti consente di metterti al riparo dal senso di fallimento che, invece – chissà - potresti vivere confrontandoti con esperienze, persone, realtà ancora sconosciute. Ma tutto questo ha un costo, perché la comfort zone può diventare una vera e propria prigione che ti impedisce sia di imparare cose nuove e metterti alla prova, e quindi anche di crescere, affrontare alcuni aspetti di te che percepisci come limitanti, nutrirti di nuove esperienze, far entrare nella tua vita nuove emozioni, relazioni, conoscenze, competenze; sia di tirarti fuori da situazioni infelici e dolorose, che fai fatica a lasciar andare perché familiari e in qualche modo, per questo, prevedibili e rassicuranti.

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3 motivi per cui dovresti (ri)prendere fiato

 

Scrivo questo post per te che ti senti continuamente sotto pressione, impegnato a vivere la quotidianità correndo contro il tempo (che non basta mai!), fagocitato dalle tue stesse cose da fare (che sembrano essere infinite!). Fino a ritrovarti senza respiro.

A volte, il motivo di questa corsa sfiancante è l’ansia. Hai presente quel senso di tensione e pressione costante? Agisce sui tuoi pensieri (quando inizi a rimuginare e non riesci a smettere), sul tuo corpo (quando sei rigido, come compresso, e magari anche dolorante), su ciò che scegli di fare (quando fai una cosa dopo l’altra, o ti muovi e basta, senza portare a termine nulla). E infatti, l’ansia è scomoda, asfissiante, ingombrante, tanto da farti sentire messo all'angolo, impotente. 

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Dietro la (tua) tendenza a rimandare a domani

 

Una delle difficoltà più diffuse che ascolto intorno a me, dentro e fuori il mio studio, è la tendenza a rimandare a domani (che il più delle volte rischia di diventare: mai) quelle cose da fare che suscitano ansia o che determinerebbero un piccolo o grande cambiamento. Per qualcuno può trattarsi dell'iscrizione al corso di yoga o della prenotazione di un controllo medico di routine, per qualcun altro della preparazione di un esame all'università, o della ricerca di un nuovo lavoro, o del momento in cui parlare con il partner dei propri problemi di coppia.

Procrastinare regala brevi ma intensi istanti di sollievo e mette in una condizione di calma apparente: è il suo effetto immediato. Ma a fine giornata o il giorno dopo, arriva puntuale un grande senso di insoddisfazione per quel che neanche oggi è stato fatto: ci sente delusi, scontenti, in colpa.

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Ti sei perso? Ascolta le tue emozioni

 

Le emozioni ci dicono quotidianamente moltissime cose di noi e anche di cosa potremmo fare per stare bene: mi piace immaginarle come un marchingegno che ci indica la strada, come un vero e proprio navigatore.

Se hai la sensazione di esserti perso, se ti senti disorientato e senza bussola, un ottimo modo per ritrovare la (tua) direzione, è (ri)centrarti su di te, ascoltando le tue emozioni, poi valutando come e verso dove muoverti e aggiustando il tiro strada facendo.

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Quando la paura di sbagliare ti blocca

 

Prendere decisioni non è sempre facile, e non per tutti. Specialmente quando si tratta di scelte relative a grandi aspetti della nostra vita, come le relazioni, i figli, il lavoro; ma non solo.

Ogni scelta ha delle conseguenze, e può rivelarsi la migliore o quella sbagliata: difficile saperlo a priori, nonostante attente e scrupolose valutazioni. E spesso, non poter sapere se la scelta che si vuole fare si rivelerà quella giusta o meno, può scatenare grandi paure paralizzanti. 

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