IL MIO BLOG: spunti e riflessioni su infiniti modi di stare bene (con te e con gli altri)


 

Il mio blog è come un piccolo e confortevole salotto in cui puoi metterti comodo e prendere quello che ti è più utile.

 

Ogni settimana ci trovi le mie riflessioni e i miei consigli su come stare meglio con te stesso e con gli altri. A volte ti racconto alcuni preziosi pezzi del mio lavoro e di come mi piace farlo. Puoi girovagare tra le mie rubriche a tema e leggere ciò che ti interessa di più; e poi, se lo desideri, puoi anche continuare la conversazione con me lasciando un commento ai miei post.

 

Accomodati, dunque, e buona lettura!

 


Non riuscire a godere dei propri successi: perché succede?

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Sindrome dell'impostore: cos'è e come prendersene cura

 

La cosiddetta sindrome dell’impostore è un fenomeno psicologico parecchio comune, che vive chi non si ritiene meritevole di un determinato successo, ruolo o prestazione. Anche in presenza di elementi che supportano il contrario, tende ad attribuire il merito dei propri risultati scolastici e lavorativi a fattori esterni: un colpo di fortuna, il proprio aspetto fisico, un errore di valutazione. Si sente, appunto, come un impostore, che non ha il diritto di ricevere quel voto a scuola o quella promozione al lavoro, perché non abbastanza in gamba, capace, competente, qualificato, e che vive nel timore che prima o poi anche gli altri se ne accorgeranno.  

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La vita dopo la quarantena: (ri)trovare un nuovo equilibrio in cui sentirsi comodi

 

Sono giorni che sento parlare di vita dopo la quarantena: ascolto dubbi e aspettative, accolgo timori e preoccupazioni, sostengo nuove consapevolezze che si sono fatte strada, spesso con fatica, durante questo delicato periodo. 

Cosa ci aspetta, fuori dalle nostre case tanto rassicuranti quanto asfissianti? Riprenderemo la nostra vita, laddove l’abbiamo sospesa? Quanti e quali cambiamenti dovremo affrontare, e come faremo? 

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Coronavirus e vite sospese in quarantena: come gestire le emozioni scomode e affrontare la nuova quotidianità sotto emergenza

 

Da quando il coronavirus è diventato una realtà, raggiungendo il nostro Paese e costringendoci tutti all'isolamento dentro casa, domina un clima di profonda incertezza e impotenza. Fare previsioni su quanto effettivamente durerà l’emergenza sanitaria è complicato, così come sull'andamento della pandemia, poiché si hanno ancora poche informazioni sul virus e sul suo comportamento. Difficile capire quando e come avverrà il rientro alla vecchia vita, se sarà possibile riprenderla da dove l’abbiamo interrotta, o se ci ritroveremo dinanzi a nuove sfide, quali saranno, di cosa avremo bisogno per affrontarle. 

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Quando soffri di stress cronico ma (forse) non lo sai: 7 segnali a cui fare attenzione

 

Stress e routine sono due condizioni essenziali per vivere bene. Lo stress è un processo naturale, che facilita le tue risposte alle richieste del contesto in cui vivi e ti aiuta a tener testa a tutte quelle situazioni scomode, spesso anche incerte o problematiche, che non puoi prevedere né controllare, che non rientrano nella tua routine e per questo motivo ti fanno traballare; eppure accadono. 

È grazie allo stress – e al prestito di energie e risorse extra che ti viene concesso da questo processo - se mentre vivi un’esperienza difficile, che ti sembra insormontabile, da cui hai la sensazione verrai schiacciato, invece la affronti e la superi. In sostanza, stress e routine hanno la stessa sanissima e utilissima funzione: mantenere il tuo stato di sicurezza. Mentre la routine (intesa come le azioni, i luoghi, le relazioni, i tempi per te familiari) ti permette di sentirti più sicuro e comodo, lo stress si attiva in te e ti spinge a ripristinare quello stato di sicurezza quando viene minacciato o intaccato. 

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Spazi e tempi per sé: perché è così difficile concederseli?

 

Se discutessimo sull'utilità di ritagliarsi spazi e tempi privati, tutti per sé, probabilmente saremmo tutti d’accordo: fanno bene, e in molti casi sono anche necessari. Per ricaricare le pile alla fine di una giornata parecchio stancante o in un momento stressante della vita, ad esempio; ma anche nella vita di tutti i giorni, a prescindere dagli impegni o dagli sforzi cui si è sottoposti, per soddisfare bisogni, passioni, desideri, e sentirsi nutriti, pieni, appagati. 

Eppure, essere consapevoli dei benefici che si possono trarre da una pausa rigenerante, nella maggior parte dei casi non è abbastanza per darsi il permesso di concedersela. Al contrario, il solo pensiero di fermarsi o ritagliarsi un momento di solitudine, può scatenare paure, sensi di colpa, preoccupazioni, in preda a cui si sceglie di rimandare quell'occasione o rinunciarvi del tutto.

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Farsi condizionare dai pareri altrui: perché succede e come evitarlo

 

Che si tratti di un commento critico riguardo a qualche comportamento o scelta fatta o di un’opinione diversa dalla propria, può succedere di farsi influenzare da quel che dicono gli altri e (ri)mettere in discussione le proprie parole, azioni, decisioni, persino sé stessi e il proprio valore. 

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6 pregiudizi sullo stress: se li conosci li eviti

 

Di stress sento parlare continuamente: non solo mentre lavoro con i miei pazienti, ma anche intorno a me, nella vita di tutti i giorni, mentre faccio la spesa al supermercato, nelle parole che leggo sui social, durante una serata con gli amici. Lo stress fa parte delle nostre vite, inevitabilmente: vero. 

Non sono vere, invece, alcune credenze diffuse su questa condizione. Oggi sono qui a parlarne, perché ritenerle vere non è affatto di aiuto per gestire efficacemente il proprio stress e, di conseguenza, per vivere in modo più consapevole e appagante. Voglio soffermarmi su quelle che ho sentito più spesso – e ti confido che ad alcune ho creduto anche io, per lungo tempo. 

 

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Quando dire no (e affermare sé stessi) è una possibilità

 

Dire no agli altri e alle loro richieste non è facile, anche quando sei pienamente consapevole del fatto che mettere un confine tra te e loro ti aiuterebbe a sentirti più comodo e muoverti più liberamente nella tua vita. Che si tratti della collega invadente e curiosa, dell’amico poco disponibile e molto richiedente, di tua sorella che ti telefona più volte al giorno per lamentarsi di qualcosa, del cliente che continua a chiedere sconti e lavori extra; tutte le volte che li ascolti e assecondi le loro pressioni, anche quando non vorresti affatto, ti ritrovi frustrato e stretto nella tua stessa vita. Una condizione che non ti piace, ma nonostante tu ti ripeta che la prossima volta farai diversamente, continui a dire sì anche quando vorresti dire l’opposto - sentendoti insoddisfatto e anche sbagliato e incapace, perché non sei riuscito nel tuo intento.

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Comunicare la rabbia senza esplodere

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Quando il criticone sei tu

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Il bello di non poter controllare (tutto)

 

Molte delle persone che richiedono il mio aiuto, arrivano da me per abbassare il livello di ansia o angoscia che sperimentano in quello specifico periodo o in una determinata situazione. Non sanno come gestirla, e nella maggior parte dei casi, non sanno neanche a cosa sia dovuta. Iniziando a lavorare insieme in un percorso di psicoterapia, scopriamo che l’ansia e l’angoscia sono solo dei sintomi, dei modi attraverso cui la mente e il corpo segnalano che qualcosa si è rotto e va riparato, e non il vero problema - quello, cioè, di cui ci occupiamo durante il lavoro insieme. Perché una volta risolto quel problema (e riparato il guasto) l’ansia e l’angoscia non avranno motivo di esistere. 

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Quando una storia d'amore finisce: affrontare il vuoto lasciato dall'altro

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Cosa non dire (mai) a chi sta passando un momento difficile (se vuoi essere di aiuto)

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Gestire le critiche: accoglierle o farsele scivolare addosso?

 

Ricevo spesso messaggi e email da chi fa fatica a digerire le critiche che riceve dagli altri, al lavoro, a scuola, a casa, nella propria relazione di coppia; percepisce insopportabile il loro peso, perché quando si sente giudicato inizia a sua volta a darsi addosso e a (ri)mettere in discussione ogni cosa, buttandosi giù, credendosi incapace, sentendosi fuori posto, senza valore, tutto sbagliato. La richiesta che ricevo di solito, suona più o meno così: come si fa, invece, a rimanerne indifferente, lasciandosi scivolare addosso le critiche degli altri, così da non soffrirne più? 

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Quando la paura di disturbare ti blocca

 

Quando hai paura di disturbare gli altri, sei attento e ti comporti con cautela nei loro confronti: il loro benessere è importante per te, e così mantieni un atteggiamento delicato e gentile, sei discreto e non invadente, sensibile a ciò che li infastidisce e a quel che invece fa loro piacere. Tuttavia, quando il timore di disturbare è eccessivo e costante, al punto da bloccarti dal dire o fare qualcosa, quello che sembrerebbe un atto di gentilezza verso gli altri può diventare una difficoltà di cui prendersi cura.  

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3 motivi per cui non dovresti andare dallo psicologo

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Fidarsi di nuovo dopo una delusione: come e perché

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Sopravvivere al peso dei bilanci (e dei nuovi propositi)

 

Quando si arriva nei pressi di una fine, fare un bilancio di ciò che è successo fino a quel momento, il più delle volte è una azione che avviamo in modo del tutto naturale. Che sia stato un evento, una relazione, un lavoro, un periodo significativo della nostra vita, ci confrontiamo con un percorso che è iniziato ed è arrivato al suo termine. La fine dell’anno è uno di questi momenti, in cui si asseconda la spinta a mettere insieme i ricordi, le esperienze, le persone e a valutare quel che è stato

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4 cose da lasciar andare prima del nuovo anno

 

Quante volte, durante questo anno, avresti voluto prendere una direzione, fare quella scelta, cambiare qualche aspetto della tua vita, eppure ti sentivi incastrato nell'idea che non fosse possibile? Perché ormai era tardi, qualcun altro avrebbe sofferto, meglio il certo per l’incerto? 

Alla fine, quel che avresti voluto è rimasto (solo) un desiderio irrealizzato, e per questo ti sei sentito spesso appesantito, frustrato, insoddisfatto, tormentato da un malinconico e amareggiante “sarebbe bello se…”

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Come sopravvivere alle feste natalizie (in famiglia)

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Perché gli psicologi non danno consigli (e non scelgono per te)

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Come può esserti utile la tua rabbia (e perché non dovresti reprimerla)

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Paura di non essere all'altezza: accettarla senza lasciarsene sopraffare

 

La sensazione di non essere all'altezza è una paura che ti accompagna da tempo, a prescindere dalle persone che incontri, e si presenta puntuale soprattutto nelle occasioni nuove e per te importanti: quando esci per la prima volta con qualcuno, quando devi sostenere un esame, quando prendi un nuovo lavoro. In pratica, quando devi confrontarti con qualcosa che ancora non conosci e con cui non ti sei mai misurato.

E a quel punto cosa fai? Inizi mettendo in dubbio che puoi farcela e finisci credendo che no, tanto non puoi.

Ricordati che quello che pensi di te ha un impatto sul tuo comportamento e quindi anche sulle tue scelte. Ecco perché, in preda a questa paura, ti ritrovi (quasi) sempre a seguire una di queste due strade: o eviti le situazioni delle quali non ti senti all'altezza, o provi ad affrontarle, ma continuando a credere di non esserlo. 

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Se per te non è mai abbastanza

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Cambiamenti, che ansia!

 

Disse colei, o colui, che faticava a mettere la testa fuori dalla sua comfort zone. Ossia quello spazio – inteso come condizione mentale - conosciuto, comodo e rassicurante, in cui tutto è esattamente dove ti aspetti che sia e le novità (con rischi e paure annesse) sono tagliate fuori. Non è un caso, infatti che per molte persone, i cambiamenti siano fonte di ansia perché vissuti come una minaccia di quel livello di benessere percepito che, appunto, la comfort zone regala. 

In sostanza, rimanere fermo nel tuo spazio sicuro ti consente di metterti al riparo dal senso di fallimento che, invece – chissà - potresti vivere confrontandoti con esperienze, persone, realtà ancora sconosciute. Ma tutto questo ha un costo, perché la comfort zone può diventare una vera e propria prigione che ti impedisce sia di imparare cose nuove e metterti alla prova, e quindi anche di crescere, affrontare alcuni aspetti di te che percepisci come limitanti, nutrirti di nuove esperienze, far entrare nella tua vita nuove emozioni, relazioni, conoscenze, competenze; sia di tirarti fuori da situazioni infelici e dolorose, che fai fatica a lasciar andare perché familiari e in qualche modo, per questo, prevedibili e rassicuranti.

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Il mito delle psicoterapie infinite (e quanto dura, in realtà, una terapia!)

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Il bello di essere (troppo) sensibili

 

Mentre lavoro mi capita spesso di notare come le persone che raccontano il loro modo di essere, descrivano una loro risorsa come un limite. A volte, quel limite è vissuto come un vero e proprio problema, e in alcuni casi è talmente difficile conviverci da trasformarsi nel motivo che li spinge a rivolgersi a me e richiedere il mio aiuto a superarlo. 

Essere troppo sensibili è uno di questi casi. La sensibilità, percepita come eccessiva, viene vissuta come una sorta di prigione, che impedisce ai sensibili di mostrarsi onestamente agli altri e di agire liberi dal timore del giudizio esterno. 

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Le relazioni con Quelli che non-è-mai-abbastanza

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Come il valore che ti dai si riflette sulle tue relazioni

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