Quando finisce una relazione di coppia: affrontare il vuoto lasciato dall’altro

10 Maggio 2024

La fine di una relazione può lasciare un vuoto sentito come impossibile da colmare. Specialmente quando avviene per scelta dell’altra persona, la separazione mette di fronte non soltanto al dolore per la perdita del o della partner, ma anche alla ridefinizione di un intero contesto, fatto di una quotidianità da riprogrammare, un nuovo status sociale, la visione del futuro che si svuota di quel progetto a due. 

Ogni persona trova il proprio modo di rapportarsi a tutto questo. Ad esempio, per qualcuna diventa prioritario riempire a tutti i costi il vuoto lasciato dall’altro: ci si immerge nel lavoro, ci si lancia in nuove relazioni, ci si avventura in esperienze fino ad allora neppure immaginate, ci si concedono libertà avvertite come finalmente riconquistate o mai avute prima. 
Ci sono persone, poi, per cui è più protettivo il ritiro solitario: la socialità viene ridotta all’osso, si fatica a lavorare e a portare avanti anche le attività quotidiane, ci si lascia andare a pensieri catastrofici su di sé e il proprio futuro. 

Non esiste una strategia più o meno giusta per affrontare la fine di una relazione di coppia. 
Il modo in cui noi persone rispondiamo alla perdita è generalmente coerente con la nostra storia e il nostro modo di funzionare e stare nella vita, specialmente quando ci sentiamo travolte da una sofferenza che risveglia vecchie ferite abbandoniche. 
Il dolore provato può essere avvertito come insopportabile. Talvolta può essere complicato trovare un senso in quella fine, anche quando su un piano cognitivo si riconosce che in quella relazione ci si sentiva trascurate o giudicate. Nel nostro mondo emotivo possono farsi spazio le immagini di quando, da piccine, ci siamo sentite lasciate sole, e seppur ormai adulte, possiamo sentirci come allora: schiacciate, sperdute, impotenti.  

Può darsi che questo renda più complicato farci mettere a fuoco di cosa abbiamo bisogno oggi, nel nostro presente, nel momento di sofferenza attuale. D’altra parte, questa è la prima domanda che possiamo farci, quando stiamo male: di cosa ho bisogno ora?

Accogliere il dolore della perdita

C’è questa convinzione diffusa tra molte persone, secondo cui accogliere le emozioni dolorose equivalga a lasciarsi sopraffare da esse; da qui, a volte, la necessità di mettere distanza tra sé e il proprio mondo emotivo, con il rischio di rendere quel dolore cronico, come una ferita rimasta aperta che continua a bruciare. 

Affrontare e dare senso a una separazione comporta fare i conti con l’inevitabile sofferenza che ne deriva, perché è del tutto naturale sentirsi tristi e persino disperate quando si sente la mancanza di qualcuno a cui si era legate. Accoglierla come si riesce apre alla possibilità di digerirla e lasciar fluire tutte le emozioni spiacevoli che le girano intorno. 

Darsi il tempo che serve

Ogni separazione, ogni lutto ha bisogno di tempo per essere elaborato. A volte può risultare difficile concederselo, soprattutto per chi tende a considerare il tempo trascorso a sentirsi tristi e doloranti un tempo perso, sprecato, come se le emozioni spiacevoli non facessero parte anche loro della vita, o non parlassero di sé e di quel che capita. 

C’è un altro modo di vedere la cosa, ossia che nessun tempo che ci riguarda è sprecato, anche quando trascorso a soffrire. è nel tempo dell’elaborazione che possiamo dare un senso a quel che è successo, quando un senso c’è, o digerire la perdita che è stata perché non risulti più così ingombrante. 

Trasformare il dolore in un pezzo di storia

Elaborare il dolore della perdita aiuta ad andarvi oltre senza strascichi né spine sottopelle, in modo più fluido e libero. A salutare ciò che l’altra persona significava per noi e ciò che noi eravamo in quel rapporto. A trasformare il vuoto lasciato dall’altro in un pieno di nuovi significati. 

Elaborare la fine di una relazione, infatti, non equivale a dimenticare quel che è stato, piuttosto a trasformarlo in un altro pezzo della nostra storia, nel ricordo di chi e come siamo state. E a lasciar spazio per quel che vorremo ancora costruire. 

[Ho scritto questo post nel 2019 e l’ho aggiornato cinque anni dopo]

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Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Aiuto le persone a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte più consapevoli e felici. Lo faccio accompagnandole in percorsi di psicoterapia individuali e di coppia costruiti su misura per loro, nel mio studio a Roma (quartiere Trieste) e online.

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