6 pregiudizi sullo stress: se li conosci li eviti

18 Giugno 2019

Di stress sento parlare continuamente: non solo mentre lavoro con i miei pazienti, ma anche intorno a me, nella vita di tutti i giorni, mentre faccio la spesa al supermercato, nelle parole che leggo sui social, durante una serata con gli amici. Lo stress fa parte delle nostre vite, inevitabilmente: vero.

Non sono veri, invece, alcuni pregiudizi diffusi su questa condizione. Oggi sono qui a parlarne, perché ritenerli veri non è affatto di aiuto per gestire efficacemente il proprio stress e, di conseguenza, per vivere in modo più consapevole e appagante. Voglio soffermarmi su quei pregiudizi che ho sentito più spesso – e ti confido che ad alcuni ho creduto anche io, per lungo tempo.

Lo stress è una condizione dannosa

Non proprio, o meglio non sempre. Occorre fare una distinzione tra di-stress ed eu-stress: il primo può rivelarsi pericoloso per la salute psicofisica, perché debilita, a differenza del secondo, che si rivela un processo positivo, perché attivante.
Anche se può essere difficile da credere, infatti, lo stress ha una funzione legata alla sopravvivenza dell’uomo: significa che serve a salvarti la vita attivando meccanismi fisiologici necessari a fornirti l’energia per affrontare gli imprevisti.
Se ci pensi un istante, lo stress ti permette di realizzare cose che altrimenti non avresti mai fatto, ti stimola, ti spinge oltre! In alcune circostanze questa spinta può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi o gestire un imprevisto, perché usi bene l’energia che il tuo organismo ti sta concedendo in prestito, fermandoti a riposare tra una fatica e l’altra. Ma in altre circostanze, tuttavia, gli stimoli stressogeni possono diventare troppi o troppo intensi rispetto all’energia disponibile, o essere percepiti come poco stimolanti in proporzione all’energia impiegata: ecco il di-stress.

Lo stress va evitato a tutti i costi

Più che evitato, lo stress va gestito: è possibile imparare a interagire efficacemente con esso per trarne vantaggio. Gestire lo stress, infatti, non equivale a liberarsene. E liberarsene non significa necessariamente cambiare radicalmente vita, abbandonare la città, i suoi ritmi frenetici e i suoi abitanti prepotenti, e rifugiarsi in solitudine in campagna. Gestire lo stress implica principalmente un cambiamento interiore, piuttosto, che permetta di cambiare la modalità con cui si affrontano gli stimoli stressanti (specialmente quelli che non si ha il potere di cambiare o evitare).

Lo stress è solo tensione nervosa

In realtà, lo stress è che una risposta strategica e adattiva dell’organismo a qualunque esigenza venga sottoposto, sia questa fisiologica o psicologica – che si tratti, dunque, di un carico di molti chili da sollevare, o di un conflitto relazionale da sostenere. La tensione nervosa, invece, è una delle sue possibili conseguenze, ossia un segnale che il nostro corpo ci invia per farci notare che siamo sotto stress e che è arrivato il momento di prendercene cura, prendendoci cura di noi.

Lo stress colpisce solo le persone più delicate e fragili

Come dicevo, lo stress non è solo un processo naturale (ossia naturalmente attivato dall’individuo per sopravvivere) ma anche un meccanismo funzionale, prezioso per affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane. In sostanza, ha la funzione di preparare l’organismo ad affrontare una situazione nuova, non ordinaria, percepita come più o meno insolita o preoccupante: esso fornisce un carico di energie tale da consentire all’organismo di reagire. Insomma, lo stress fa parte della vita (di tutti) e chi si sente colpito e impotente di fronte a esso non è più fragile di chi riesce ad affrontarlo e gestirlo, ma solo meno consapevole di quel che gli accade e di cosa ha bisogno per stare meglio.

Di questi tempi siamo tutti vittime dello stress

La verità è che nessuno di noi è vittima dello stress, anche quando ci sentiamo così. Non siamo condannati né inermi di fronte a esso, perché possediamo uno strumento, la consapevolezza, che possiamo risvegliare e allenare in modo da avere il potere e il controllo dei processi che generalmente gestiamo in automatico, senza accorgercene.

Tutti reagiamo alle situazioni fonte di stress allo stesso modo

No, affatto. Così come dinanzi a potenziali stimoli stressogeni in alcune persone si attiva una condizione di stress, più o meno grave, e in altre no; e così come lo stress può provocare effetti fisici e psicologici diversi su persone diverse; allo stesso modo, ognuno di noi manifesta il proprio personalissimo stile di reazione allo stress. Ad esempio, c’è chi tende a fare, focalizzandosi sul problema; chi a stare, concentrandosi sui vissuti emotivi; chi a evitare tanto il problema quanto le emozioni sperimentate. E c’è chi, più frequentemente, dinanzi a una situazione stressante, mette in atto una combinazione di tutte queste strategie.

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Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Aiuto le persone a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte più consapevoli e felici. Lo faccio accompagnandole in percorsi di psicoterapia individuali e di coppia costruiti su misura per loro, nel mio studio a Roma (quartiere Trieste) e online.

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