La fatica di prendersi cura di sé

4 Maggio 2024

Non è affatto facile prendersi cura di sé, e non parlo soltanto della cura che diventa necessaria quando si sta male, ma di quella ordinaria: nutrirsi come serve, dormire abbastanza, fare controlli medici di routine, stare in contatto con le proprie emozioni, rispettare il proprio corpo, non lasciarsi soli. 

Spesso noi persone attribuiamo questa difficoltà alla quantità di cose che dobbiamo fare, che in realtà c’entra davvero poco. Più frequentemente la poca cura nei propri riguardi parla di altro: una sofferenza interiore che si riflette nei propri comportamenti, qualche condizione del neurosviluppo, quell’attitudine alla (non) cura che facciamo nostra, per qualche motivo. E a volte parla di tutte queste cose insieme. 

La propria visione della cura

La cura di sé è un concetto molto personale: ognuna di noi tiene inconsapevolmente a mente degli standard che la orientano nella cura. Standard che ci siamo costruite strada facendo, nel nostro percorso di crescita, e che spesso, quando andiamo a ricercare da dove arrivano, scopriamo simili a quelli degli adulti che ci hanno mostrato come si fa a stare nella vita. 

Ogni famiglia ha la propria cultura della cura, e ogni cultura include non soltanto delle indicazioni su come si fanno certe cose (ogni quanto tempo si va dal dentista? cosa si fa quando ci si sente tristi o si ha paura? come si lava il proprio corpo?) ma anche i motivi per cui si fanno in quel modo, o non si fanno affatto invece. 
Ad esempio, dietro la scelta di cercare una visita medica solo quando costretti, cioè in casi di emergenza, a volte si nasconde la tendenza inconsapevole a soffocare l’angoscia di dover prendere atto di un problema di salute, e poi anche farsene carico. Talvolta è il concetto su sé stessi che guida certe scelte: che senso ha prendersi cura di sé se si sente di non essere abbastanza importanti (o di non esserlo mai stati)?

La cultura della cura che si respira in famiglia viene tramandata dai grandi ai piccoli solo in parte a parole, con messaggi e indicazioni chiare. Una grande parte, invece, passa attraverso i vissuti, i silenzi, i comportamenti talvolta apparentemente insensati, di cui gli stessi adulti spesso non sono consapevoli: come possono allora esserlo delle persone piccole che stanno imparando da quei grandi a diventare grandi? 

La cura genera cura: cambiamenti a catena 

Non è un caso, infatti, che spesso, mentre si procede in un percorso di terapia, ci si attivi in una serie di altre azioni di cura a tutto tondo, come ad esempio fare una visita medica che si procrastinava da tempo, anche quando non erano questi i motivi che avevano spinto a iniziare una terapia.

Insomma, la cura genera altra cura. Un cambiamento concreto che di solito non passa inosservato tra le persone che fanno parte della propria vita e diventa possibile grazie a ciò che sta cambiando dentro di sé: un nuovo modo di guardarsi e trattarsi, più onesto, libero, sintonizzato con la propria essenza. Un modo che rende possibile trasformare la cura di sé stessi non solo in un’azione concessa, ma anche in una delle proprie (nuove) priorità

Vuoi ricevere le mie newsletter?

Condividi
Articoli correlati
Il bisogno di carezze

Il bisogno di carezze

Ci sono due parole importanti nella psicoterapia analitico transazionale, che fanno puntualmente capolino nella stanza di terapia perché riguardano le storie di tutte e tutti. Una è fame e l’altra è carezza, e qui è dove provo a spiegare cosa sono...

La paura di scoprirsi simili ai propri genitori

La paura di scoprirsi simili ai propri genitori

Essere figli di genitori che non si stimano, le cui scelte e modi hanno provocato sofferenza mentre si cercava di diventare grandi, può comportare di fare i conti con il timore di riscoprirsi simili a loro.Una possibilità tutt’altro che...

Ipercontrollare per tenere a bada la paura

Ipercontrollare per tenere a bada la paura

Quello con il controllo può essere un rapporto complicato. Specialmente quando ci si accorge o viene fatto notare dagli altri che se ne agisce troppo, cioè si controlla più di quanto serva o anche quando non serve affatto. Non senza conseguenze...

Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta

Aiuto le persone a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte più consapevoli e felici. Lo faccio accompagnandole in percorsi di psicoterapia individuali e di coppia costruiti su misura per loro, nel mio studio a Roma (quartiere Trieste) e online.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *