Parliamo di EMOZIONI: per leggerle, viverle, renderle proprie alleate



Come può esserti utile la tua rabbia (e perché non dovresti reprimerla)

 

Questo post è per te se non vai granché d’accordo con la rabbia. Se tendi a reprimerla, invece di esprimerla. Se ti spaventi al solo pensiero di poterla mostrare, e così la tieni tutta dentro. E anche se sei convinto di non arrabbiarti mai. 

In realtà, la rabbia, come tutte le altre emozioni del resto, è utile, nel senso che ha una funzione: in pratica, ha lo scopo di segnalarti ciò che non va, così tu puoi decidere cosa fare per aggiustarlo. Pertanto, non sentirla o sentirla ma far di tutto per respingerla, può essere un problema; non soltanto perché possiedi uno strumento utile che invece non utilizzi, ma anche perché reprimerla equivale ad accumularla (fino a quando?) e rischiare di rivolgerla verso l’obiettivo sbagliato (generalmente te stesso).

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Come le tue paure possono renderti più forte

 

La paura è l’emozione che incontro più spesso nelle storie che ascolto nel mio lavoro (e non solo!), seppur tutte diverse tra loro. C’è chi non si mostra liberamente per ciò che è per paura di essere giudicato e rifiutato. Chi non si lascia andare nelle relazioni amorose per paura di essere ferito e chi si accontenta di relazioni insoddisfacenti per paura di restare solo. Chi non si avventura in progetti ambiziosi o nel lavoro che desidera per paura di fallire. Chi nasconde le proprie emozioni per paura di perdere il controllo su di esse. Chi si riempie di cose da fare per paura di rimanere da solo con i propri pensieri (ed emozioni spiacevoli).

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Le emozioni che non dici

 

Questa settimana torno a parlare di emozioni, un argomento che, in un modo o nell’altro, si presenta e torna puntuale nelle storie che ascolto, che sia in studio o online o anche nelle mail che ricevo, anche quando il motivo per cui è stato chiesto il mio aiuto non è direttamente un problema – chiamiamolo – emotivo.

Questo post è per chi conosce e sa riconoscere le emozioni che prova, ma sceglie di non darvi voce, nascondendole, trattenendole, spegnendole (apparentemente) soprattutto agli occhi degli altri e spesso anche ai propri. Spesso dietro questo modo di gestire le proprie emozioni (dove, in realtà, più che gestire si tende a zittire), si nasconde la convinzione che le emozioni debbano essere un fatto privato, una roba che non va mai e per nessun motivo condivisa con il mondo.

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Concediti il diritto di arrabbiarti


Rabbia: una sola emozione e tanti modi di viverla. O di non viverla, a seconda dei casi. Ecco, questo post è per chi sente suo il secondo tipo di esperienza, cioè: ok, la rabbia esiste, ma non fa per me!

Per chi, in pratica, la sente, più o meno confusamente, ma la mette da parte (sì, ma dove - poi?!). Per chi si descrive come una persona che non si arrabbia mai o a cui non piace arrabbiarsi. Per chi crede che la rabbia sia un fatto privato, una brutta emozione che non va mostrata né esplicitata – e che se non ci fosse sarebbe anche meglio!

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Perché non si parla mai della gioia?

 

Buon 2016! Sei pronto a ricominciare? Io voglio iniziare questo nuovo anno con un post sulla gioia.

Perché ti auguro di coltivarne un bel po’ ogni giorno, da solo e in compagnia. Perché mi piacerebbe che diventasse una tua routine quotidiana. Perché spero che le scelte che fai abbiano come obiettivo la gioia, e mai la sofferenza, l’insoddisfazione, il senso di costrizione.

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La paura di dire NO

 

Questo post è per te se ti ritrovi spesso (o sempre?!) a dire Sì. Se ti stai chiedendo perché non riesci a fare altrimenti, anche quando vorresti, invece, dire No. Se ti piacerebbe vederci più chiaro e magari iniziare a fare qualcosa di diverso, per imparare a concedere agli altri solo i Sì che vuoi - in cambio di qualche bel No! 

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Di quella volta che la paura diventò una tua grande amica – Seconda puntata

 

Il post che stai leggendo parla di paure e di come possiamo accoglierle come delle amiche e iniziare a vederle come alleate del nostro benessere, per essere più consapevoli. Perché il cambiamento di quello che non ci piace parte proprio dalla consapevolezza: di noi, dei nostri bisogni, delle emozioni, di come ci muoviamo nel mondo, dei nostri desideri di cambiamento. Prima di proseguire nella lettura, però, leggi la prima puntata.  

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Di quella volta che la paura diventò una tua grande amica – prima puntata

 

Lo so, il senso di questo post può sembrarti assurdo, perché - diciamolo chiaramente - la paura è una delle emozioni più scomode che possiamo provare. Abbiamo paura perché avvertiamo un pericolo e dunque, in modo del tutto naturale, ci proteggiamo evitando o allontanandoci da quel che ci spaventa.

Fin qui tutto ok. Perché la “funzione” psicologica della paura è proprio quella di proteggerci dai pericoli, permettendoci di prenderci cura di noi e preservare il nostro benessere ed equilibrio.

La paura diventa un limite quando ci blocca dinanzi a qualcosa che percepiamo come un pericolo ma che in realtà non lo è. Anzi, diciamo pure che in molte circostanze trattasi di opportunità! 

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Ti sei perso? Accendi il tuo navigatore emozionale!

 

Le emozioni ci dicono quotidianamente moltissime cose di noi e anche di cosa potremmo fare per stare bene. Mi piace immaginarle come un marchingegno che ci indica la strada, come un vero e proprio navigatore emozionale.

Per cui, se ti sei perso, sintonizzati su di te, ascolta le tue emozioni e imbocca la direzione. Aggiusterai il tiro strada facendo.

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Vietato sentire! Quando in famiglia alcune emozioni sono proibite

 

Le emozioni guidano costantemente e prepotentemente la nostra vita, anche quando non ce ne accorgiamo, anche quando non le sentiamo o siamo convinti che possiamo escluderle dai nostri vissuti. Ne sono fermamente convinta e tanto la vita quotidiana quanto il mio lavoro me lo confermano ogni giorno.

Le emozioni ci danno informazioni preziose, a volte indispensabili, su ciò che è meglio per noi, sulla scelta migliore che possiamo fare, su come è opportuno, sano, saggio comportarsi: sono lo strumento che ci permette di adattarci alla realtà e di trovare il nostro modo di viverci comodi. Ci danno informazioni che spesso non ascoltiamo, perché le svalutiamo (“oggi è un’altra giornata terribile, ma quando passerà questo brutto periodo?”), o le confondiamo (“non so dire come mi sento, non so bene cosa sento…”), o semplicemente perché non abbiamo imparato a individuarle o capirle (“io non sento niente!”). In casi come questi, le emozioni si trasformano in macigni pesantissimi, faticosi da sentire e duri da arginare, che ci rassegniamo a trascinarci dietro.

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