Parliamo di ANSIA e PAURE: per gestirle e usarle a proprio vantaggio



Cambiamenti, che ansia!

 

Disse colei, o colui, che faticava a mettere la testa fuori dalla sua comfort zone. Ossia quello spazio – inteso come condizione mentale - conosciuto, comodo e rassicurante, in cui tutto è esattamente dove ti aspetti che sia e le novità (con rischi e paure annesse) sono tagliate fuori. Non è un caso, infatti che per molte persone, i cambiamenti siano fonte di ansia perché vissuti come una minaccia di quel livello di benessere percepito che, appunto, la comfort zone regala. 

In sostanza, rimanere fermo nel tuo spazio sicuro ti consente di metterti al riparo dal senso di fallimento che, invece – chissà - potresti vivere confrontandoti con esperienze, persone, realtà ancora sconosciute. Ma tutto questo ha un costo, perché la comfort zone può diventare una vera e propria prigione che ti impedisce sia di imparare cose nuove e metterti alla prova, e quindi anche di crescere, superare i tuoi limiti, nutrirti di nuove esperienze, far entrare nella tua vita nuove emozioni, relazioni, conoscenze, competenze; sia di tirarti fuori da situazioni infelici e dolorose, che fai fatica a lasciar andare perché familiari e in qualche modo, per questo, prevedibili e rassicuranti.

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Dietro la (tua) tendenza a rimandare a domani

 

Uno dei problemi più diffusi che ascolto intorno a me, dentro e fuori il mio studio, è la tendenza a rimandare a domani (leggi: più in là possibile. Oppure mai?) le cose da fare - ossia quelle che suscitano ansia o richiedono un cambiamento. Rimandare regala brevi ma intensi istanti di sollievo e mette in una condizione di calma apparente: è il suo effetto immediato. Ma a fine giornata o il giorno dopo, arriva puntuale il suo effetto a lungo termine: insoddisfazione, ansia, senso di inadeguatezza, malessere sparso. Fino alla prossima decisione di rimandare, che, inevitabilmente, attiva un circuito che fa più o meno così: “che ansia!” – “che sollievo!” – “che disastro!”.

È l’arte della procrastinazione, e i più esperti nel campo, ossia i procrastinatori incalliti, raccontano che uscire da questo circuito ansiogeno è praticamente impossibile (hai presente la frase: “è più forte di me!”?).

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Quando la (tua) ansia prende il sopravvento

 

Può succedere di sentirsi in balìa delle proprie emozioni e di provare disagio per questo, sentendosi disorientati, confusi, inquieti, specialmente quando le emozioni in questione sono spiacevoli o dolorose. Può succedere di sentirsi così arrabbiati o spaventati, per esempio, da non riuscire a vedere nient’altro che quella emozione e di agire di conseguenza - in preda alla rabbia o alla paura.

Oggi voglio raccontarti cosa succede quando è l’ansia a prendere il sopravvento. In pratica, quando la senti così forte che agisci automaticamente in un certo modo, anche quando vorresti fare altro o farlo diversamente. Come se l’ansia che provi iniziasse a spadroneggiare, lasciandoti impotente.

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Chi dice che non bisogna avere paura?

 

Leggo e ascolto spesso intorno a me incoraggiamenti a non aver paura, sempre usati con i migliori intenti e generalmente, però, inefficaci. Quello che osservo spesso nelle storie di chi mi chiede aiuto è che molte persone confondono la possibilità di avere paura (di agire in un determinato modo, di fare una specifica scelta, di esprimere una certa opinione, e via dicendo) con l’impossibilità di superarla.

Per fare un esempio concreto: è come se il fatto che hai paura di lasciarti coinvolgere in una relazione intima, non ti permetterà di vivere realmente e finalmente quella relazione che tanto desideri. Oppure: siccome hai paura di sbagliare quando fai le tue scelte, allora non farai mai quelle scelte. O ancora, poiché temi di sentirti giudicato quando prendi posizione e dici la tua, rimarrai nell’ombra, protetto e al sicuro dalle critiche.

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La (tua) paura del giudizio (altrui)

 

Quando è difficile dire la tua, che sia un punto di vista o un’emozione che provi. Quando è faticoso parlare di te, raccontare una tua esperienza, i tuoi desideri, quello che non vorresti assolutamente. Quando è difficile scegliere e ti sembra impossibile muoverti verso una direzione diversa da quella che gli altri (e forse anche tu?) si aspetterebbero da te. Quando rinunci a chiedere quello che ti piace e vorresti.

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"Vorrei ma..." - Quando la paura di sbagliare ti blocca

 

Decidere non è sempre facile, e non per tutti. Specialmente quando si tratta di scelte relative a grandi aspetti della nostra vita: le relazioni, i figli, il lavoro – solo per citarne qualcuno. Ogni scelta porta la sua conseguenza, e può rivelarsi quella migliore o quella sbagliata.

Ecco, e io vorrei parlare delle scelte sbagliate – perché le migliori, possiamo immaginarlo tutti, non rappresentano un problema per nessuno!

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