Paura di non essere all'altezza: accettarla senza lasciarsene sopraffare

 

La sensazione di non essere all'altezza è una paura che ti accompagna da tempo, a prescindere dalle persone che incontri, e si presenta puntuale soprattutto nelle occasioni nuove e per te importanti: quando esci per la prima volta con qualcuno, quando devi sostenere un esame, quando prendi un nuovo lavoro. In pratica, quando devi confrontarti con qualcosa che ancora non conosci e con cui non ti sei mai misurato.

E a quel punto cosa fai? Inizi mettendo in dubbio che puoi farcela e finisci credendo che no, tanto non puoi.

Ricordati che quello che pensi di te ha un impatto sul tuo comportamento e quindi anche sulle tue scelte. Ecco perché, in preda a questa paura, ti ritrovi (quasi) sempre a seguire una di queste due strade: o eviti le situazioni delle quali non ti senti all'altezza, o provi ad affrontarle, ma continuando a credere di non esserlo. 

Se ad esempio, temi di essere inferiore (e quindi, meno interessante, attraente, simpatico, capace, e tu sai cos'altro) della persona che dovrai incontrare, annullerai l’appuntamento oppure ci andrai rischiando di mettere in atto una profezia che si autoavvera, che suona più o meno così: non mi sento alla sua altezza e farò di tutto per dimostrarglielo! Lo stesso può succedere in occasione di un colloquio di lavoro (non ti presenti o lo fai come assolutamente inadatto a quel ruolo, perché tu per primo credi di non esserlo). O ad una festa con nuovi amici (rifiuti l’invito o ti forzi ad andare, passando poi però tutta la serata nascosto in un angolo o mostrandoti timido e impacciato, mentre ti ripeti di non essere all'altezza di quella occasione e quelle persone). 

In tutti questi casi, il risultato è più o meno lo stesso: ti senti deluso da te stesso, per aver rinunciato senza neppure provare, o per aver provato scoprendo che era proprio come temevi che fosse.  

Un cane che si morde la coda: se ascolti la tua paura, finisci per lasciartene sopraffare. Se cerchi di non stare a sentirla, ti ritrovi a dirti che invece avresti dovuto farlo. 

Probabilmente ti sei rassegnato a sentirti così e a privarti di ciò che vorresti. Se è così, questo post è per te: L'ho scritto proprio per proporti un punto di vista diverso, che ti aiuti ad accettare la tua paura ma senza lasciartene sopraffare. Per farlo, hai bisogno di ascoltare, usare le consapevolezze, festeggiare le eccezioni. 

  • Ascoltare e assecondare sono due azioni differenti. Chiariamo subito una cosa: ascoltare non è sinonimo di assecondare. Ascoltare la paura, e in generale le tue emozioni e sensazioni, significa vedere che c’è (invece di far di tutto per negare la sua presenza) e quanto è presente (se è frequente e ti accompagna sempre, o se si presenta solo in specifiche circostanze). Assecondarla è una scelta, come ignorarla del resto, o cercare di comprendere da dove arriva, nella tua storia, o raccontarla in un diario, o condividerla con qualcuno che può capirti. Pertanto, il mio invito per te è: non smettere di ascoltarla. Piuttosto, evita di assecondarla se ti accorgi che questo tuo comportamento non ti aiuta a fare le cose che ti piacciono.
  • Prima la consapevolezza, poi il cambiamento. Immagino che la tua paura di non essere all'altezza nasconda un’idea povera e poco valida di te, idea che tu stesso ti sei costruito in qualche momento della tua vita (probabilmente incoraggiato da segnali e messaggi percepiti nell'ambiente in cui sei cresciuto), e a cui continui a dare credito, sentendoti spesso insicuro e inadeguato. Ti sembra una ipotesi coerente? Se ti suona familiare, è arrivato il momento di prenderti cura di questa ferita. Usa le tue consapevolezze per andare avanti e concederti possibilità, piuttosto che per rassegnarti a una condizione che hai tutto il potere di cambiare, invece. Non è obbligatorio farlo da solo: chiedi aiuto, se ti serve.
  • Le eccezioni meritano attenzione, quanto la regola. Fatico a credere che tutte le volte che non ti sentivi all'altezza della situazione in cui ti trovavi – sociale, lavorativa, personale che fosse – poi non sei riuscito a cavartela in qualche modo, e magari anche brillantemente. Mi immagino, piuttosto, che tu sia andato al tanto temuto primo appuntamento e ti sia stupito della reazione interessata dell’altra persona nei tuoi riguardi. E incredulo e sorpreso, invece di dirti che forse la tua paura non era così fondata, abbia iniziato a sminuire i complimenti e le attenzioni che avevi ricevuto. Accogli le eccezioni che ti suggeriscono che tu sei una persona capace e interessante, che sei all'altezza di quel lavoro che ti piace o di quella situazione difficile da superare - anche se hai paura di non esserlo. Accorgiti delle volte in cui la tua paura viene disconfermata dalla realtà, nelle esperienze che ti dai la possibilità di vivere. E festeggiale, festeggiati, ogni volta. 

Questo post ti è stato di ispirazione? Ti ha suggerito spunti utili? Raccontami quali, e magari anche come vuoi usarli! Ti ascolterò molto volentieri :)

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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