Il mito delle psicoterapie infinite (e quanto dura, in realtà, una terapia!)

 

Una delle perplessità che incontro spesso quando si parla di intraprendere una psicoterapia, è la durata: lunga, troppo. Perplessità che spesso coincide con la scelta di non iniziarla affatto - per paura di doverla poi fare a vita - e di continuare a tenersi il problema (e l’infelicità che ne deriva), rinforzando l'idea che è necessario farcela (o non farcela) da soli. 

La verità è che un percorso di psicoterapia non dura a vita, ma solo finché serve. E oggi voglio approfondire l’argomento in questo post, a partire da alcune domande che ho ricevuto via mail e che mi è capitato mi facessero anche in studio persone che poi hanno deciso di iniziare un percorso di psicoterapia insieme a me

È difficile stabilire a priori quanto durerà una terapia. Questo per (almeno) 3 motivi: uno riguarda l’obiettivo del percorso terapeutico, un altro i tempi personali di chi è impegnato a farlo e l’ultimo i fuori programma.

Quando una persona arriva da me, la prima cosa che faccio è ascoltare il motivo per cui vuole il mio aiuto e la seconda stabilire insieme a lei o lui l’obiettivo che vuole raggiungere grazie a un percorso con me. È su quello che lavoriamo, suddividendolo in piccoli passi che possiamo via via monitorare insieme, per capire se stiamo procedendo nella direzione desiderata. Passi concreti, realistici, misurabili. 

Fino ad oggi, non mi è mai successo di lavorare a due obiettivi terapeutici uguali. Se è vero, infatti, che molte persone che poi diventano miei pazienti sono accomunate da problemi ed esperienze simili, è altrettanto vero che non esistono soluzioni standard a problemi (standard): ogni persona trova la sua soluzione, la migliore per sé stessa, che diventa l’obiettivo del suo percorso psicoterapeutico. 

Ogni psicoterapia è diversa da un’altra, come lo sono le persone, come lo sono i loro desideri di benessere e cambiamento. Per realizzarli, io e i miei pazienti ci prendiamo il tempo che serve.

Il tempo che serve è un altro motivo per cui è difficile decidere la durata di una terapia, perché ogni persona ha i suoi, di tempi. Ho incontrato persone molto consapevoli di come si mantenevano in situazioni dolorose o problematiche, che faticavano a trasformare quelle consapevolezze in cambiamenti concreti – perché avevano bisogno di tempo per digerirle e decidere di usarle a loro vantaggio. E ne ho incontrate altre che hanno avuto bisogno di tempo per accorgersi di come fosse proprio un loro comportamento a innescare una dinamica relazionale distruttiva e faticosa da sostenere – perché non è per niente semplice guardarsi allo specchio e riconoscere le proprie responsabilità - ma una volta consapevoli hanno avviato quasi immediatamente dinamiche più costruttive e appaganti. Sono due esempi molto diversi e li ho scelti per dirti non solo che i tempi personali sono una variabile che influenza la durata di un percorso terapeutico, ma anche che non esistono tempi migliori di altri (o più brevi, o più intensi), ma solo tempi degni di rispetto.

Tempi che possono allungarsi o accorciarsi, inoltre, a seconda che nel percorso si inseriscano o meno dei fuori programma. Molte persone, ad esempio, si rivolgono a me perché non riescono a gestire da soli un sintomo di malessere (ansia, relazioni infelici, insoddisfazione lavorativa) e per alcuni di loro il miglioramento del proprio benessere psicologico è sufficiente al punto che l’obiettivo finale che avevamo concordato insieme all'inizio del percorso perde importanza dinanzi alla gioia di aver trovato (o ritrovato) un equilibrio inaspettato. Un altro esempio di fuori programma è rappresentato da quei pazienti che, invece, scelgono di spingersi oltre il cambiamento concordato, ricontrattandolo insieme a me alla luce di nuove consapevolezze e nuovi desideri che emergono man mano che si conoscono meglio, si accolgono, si ascoltano, imparano a trattarsi con gentilezza e a leggere e gestire le loro spaventose esperienze emotive. 

 

Insomma, i tempi di una psicoterapia non sono infiniti - questo è certo. E per valutarli, qualora volessi iniziare un percorso terapeutico, la prima domanda che puoi farti è: quale cambiamento voglio portare nella mia vita?

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 0