Il bello di essere (troppo) sensibili

 

Mentre lavoro mi capita spesso di notare come le persone che raccontano il loro modo di essere, descrivano una loro risorsa come un limite. A volte, quel limite è vissuto come un vero e proprio problema, e in alcuni casi è talmente difficile conviverci da trasformarsi nel motivo che li spinge a rivolgersi a me e richiedere il mio aiuto a superarlo. 

Essere troppo sensibili è uno di questi casi. La sensibilità, percepita come eccessiva, viene vissuta come una sorta di prigione, che impedisce ai sensibili di mostrarsi onestamente agli altri e di agire liberi dal timore del giudizio esterno. 

L’idea di scrivere questo post è nata proprio ripensando a tutti i troppo sensibili che ho incontrato nel mio studio e mettendo insieme le riflessioni che loro stessi hanno fatto nel lavoro insieme a me durante i propri percorsi, trasformando un problema in una grande, enorme, risorsa personale. E allora, oggi voglio raccontarti 3 aspetti di questa caratteristica che, se sei una persona (iper)sensibile anche tu, probabilmente vivi come un peso da arginare.

3 aspetti che, forse ancora non sai, dovresti invece accogliere e valorizzare

 

Sono troppo emotivo

È una delle obiezioni che ho incontrato più spesso. Le persone molto sensibili reagiscono alle esperienze in modo emotivamente più intenso; possono esultare o commuoversi dinanzi a uno spettacolo della natura o a un’opera d’arte; dinanzi a un torto, una delusione, una critica, in genere piangere è la loro reazione più immediata, che sfugge anche all'autocontrollo più severo. Di solito, il contesto non aiuta: il pianto e le lacrime vengono spesso classificate come un segnale di debolezza, che a sua volta ha un’accezione negativa – quindi nessuno vuole mostrarsi così, né vuole piangere, specialmente davanti a un pubblico. 

Le persone sensibili ci provano a controllare le lacrime, ma il risultato che ottengono è esattamente l’opposto: piangono a dirotto, sentendosi anche inadeguati per questo, e poi magari scusandosi pure per essersi mostrati per quel che sono davvero. 

Se capita anche a te, ti invito a considerare preziosa la tua sensibilità emotiva, invece di continuare a etichettarla come troppa. Quella che percepisci come un limite, infatti, è in realtà la base dell’empatia, che è una delle abilità relazionali più importanti, specialmente per chi è interessato ad entrare in connessione con gli altri e instaurare rapporti profondi e intensi.

Sapevi di essere empatico? E avevi mai pensato alla tua ipersensibilità come a una qualità relazionale? 

 

Non riesco a fregarmene

Obiezione numero due, con cui le persone sensibili rispondono generalmente a chi spiega loro che insomma, basta rimanerci male, il segreto è fregarsene di quello che dicono gli altri! Facile, no? Ecco, appunto, no: chi è tanto sensibile è anche molto ricettivo a quel che accade intorno a lui ed è iper-attento ad eventuali commenti critici. Oltre a tutto questo, l’ipersensibile poi si critica a sua volta per il fatto che se la prende troppo e non riesce a vivere leggero e spensierato come tutti gli dicono di fare: una critica dentro la critica. 

Se ti ritrovi in quel che scrivo, forse sei pronto guardare la tua incapacità di infischiartene da un'altra prospettiva. Ancora una volta, si tratta di una grande risorsa relazionale, che ti aiuta ad essere una persona interessata agli altri e ai loro bisogni, e non soltanto a te stessa; affidabile e attenta alla cura delle relazioni; una presenza attiva e disponibile.

 

Soffro troppo

Avere un sistema percettivo più complesso e delicato rende più sensibili alle stimolazioni ambientali, e di conseguenza anche più vulnerabili allo stress, i sovraccarichi, le esperienze dolorose o faticose. Per questo motivo, le persone sensibili si sentono (e definiscono) fragili, più degli altri. In realtà, è proprio la loro vulnerabilità che li rende molto più forti di quanto riescano ad immaginare! Perché si concedono la possibilità di guardarsi, sentire le loro emozioni, ascoltarsi: in poche parole, si rendono consapevoli di sé stessi - uno dei loro grandi poteri. 

Se quel che scrivo ti è familiare, se fino ad oggi ti sei etichettato come una persona fragile, che rischia di spezzarsi facilmente, è arrivato il momento di considerare la tua capacità di leggerti dentro come ciò che è in realtà: una grandissima risorsa, che ti aiuta a centrarti su di te, essere autentico e vero e a rimanere intero anche quando sei in preda alla disperazione e ti dici che stavolta è davvero troppa e non ce la farai.

Sapevi che quella che credi una tua grande fragilità è invece la tua forza più grande?

 

Ora tocca a te: accogli le bellezze che la tua sensibilità ti regala e inizia a pensare dove e come puoi usarle per vivere meglio. 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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