Le relazioni con Quelli che non-è-mai-abbastanza

 

Prendi quelle persone che hanno sempre qualcosa da obiettare, anche quando fila tutto liscio. Difficile accontentarle, la loro risposta a qualunque proposta generalmente è: sì, ma... Quando ci sono loro, la critica è dietro l’angolo. Insolito che si lascino andare a un complimento. Perché per queste persone, qualsiasi cosa – che sia un risultato, una idea, uno spettacolo, un vestito, una persona, un piatto di pasta – non è mai abbastanza: bello, buono, originale, coinvolgente, attraente, e così via, verosimilmente all'infinito. In pratica, impossibile soddisfarli.

Potremmo definirli quelli che non-è-mai-abbastanza; quando ti imbatti in uno di loro ti ritrovi poi con una spiacevolissima sensazione di inadeguatezza, come se avessi fallito e se il tuo errore fosse irrimediabile. In sostanza, sei tu a non sentirti abbastanza bravo, ad esempio, o attraente. O capace, o interessante. Insomma, abbastanza all'altezza di quel che desideri essere. 

Conosci qualcuno che ti ricorda questa descrizione? Magari, c’è anche una relazione stretta che vi unisce? Tua madre, tuo nonno, il tuo fidanzato, tua moglie, l’amico più intimo? Se sì, è proprio alle persone come te che mi rivolgo oggi, con questo post: voglio raccontarti come funzionano le relazioni tra quelli che non-è-mai-abbastanza e quelli come te, che pur sforzandosi e facendo di tutto per soddisfare i primi, si ritrovano con un carico di inadeguatezza e frustrazione.  

Te lo racconto da due punti di vista, uno probabilmente lo sentirai tuo, l’altro un’alternativa ad esso.

Accogliere un invito (più o meno sottinteso) dei non-è-mai-abbastanza è una grande tentazione, quasi fosse una sfida. Da una parte ci sono loro, così difficili da soddisfare, a cui non piace mai niente, che hanno sempre qualcosa da criticare; e dall'altra tu, spinto dal desiderio di dimostrare che sei in gamba, sei alla (loro) altezza, sei quello bravo a cui diranno sì senza però. 

La realtà è che nel momento stesso in cui accogli la sfida, vai incontro a una sconfitta annunciata, alla quale però non ti eri preparato. Perché dentro di te è sempre viva l’aspettativa di farcela, stavolta, e di uscirne vincitore soddisfatto (invece che perdente frustrato e incapace). 

Ma se ti tiri fuori da questa dinamica relazionale, solo nella tua fantasia, solo per un momento, potrai contemplare la possibilità che non esiste un modo per soddisfare quelli che non-è-mai-abbastanza! Anzi, è altamente improbabile che succeda – anche perché spesso, neanche loro sanno cosa vogliono, te ne sei mai accorto?

Dunque, puoi scegliere se continuare a nutrire la tua aspettativa segreta di essere tu colui o colei che finalmente ci riuscirà! Ottenendo quel riconoscimento per cui ti sei sforzato tanto e sentendosi per questo, anche abbastanza all'altezza - la loro. Oppure no: puoi cambiare punto di vista e riflettere su come tu puoi darti i riconoscimenti di cui hai bisogno e sei alla ricerca, e prenderti cura della tua paura di non essere mai abbastanza all'altezza di…(completa tu). 

 

Questo post ti è stato di ispirazione? Ti ha offerto spunti utili? Raccontami quali! Sarò felice di leggerti e continuare la conversazione con te.

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 2
  • #1

    Lu (mercoledì, 03 ottobre 2018 08:12)

    Ciao Liria,
    E nel caso fossi io ad avere questo comportamento (tralasciando il motivo ovvio di averlo ereditato/assorbito dall'ambiente familiare)? Cosa posso fare per non linciare gli sforzi di chi mi vuole bene? Credo che potrebbe essere utile includere entrambi i punti di vista negli articoli! Così chiunque ha almeno lo stimolo a immaginare l'altro lato della situazione. Grazie!

  • #2

    Liria (mercoledì, 03 ottobre 2018 08:34)

    Buongiorno Lu, grazie per il tuo suggerimento. Valuterò la possibilità di fare un post dedicato al punto di vista dei non-è-mai-abbastanza. A presto!