Quando è il futuro (e non il passato) a influenzare il tuo presente

 

Se sei convinto che tutte le spiacevoli esperienze che ti capitano nei tuoi oggi, siano colpa del tuo passato e del destino a cui sei stato condannato e che subisci tuo malgrado, questo post è per te. 

Lo scrivo per raccontarti di quella che viene chiamata profezia che si autoavvera e offrirti una chiave di lettura diversa - spero più utile - delle esperienze che vivi. 

Tutti noi ci muoviamo nel nostro presente con in mano il nostro bagaglio personale. Immagina che dentro ci sia la tua storia, le tue esperienze passate, ma anche le tue capacità, le aspirazioni, i tuoi desideri, quel che sai di te, quello che ti aspetti dagli altri. È con quel bagaglio – fatto di passato, presente e speranze (o disillusioni) future - che ogni giorno, contribuiamo a costruire la nostra realtà. Sì, così come la tua storia fino ad oggi ha influito sulle convinzioni che hai maturato su di te, sugli altri, su come va il mondo – e soprattutto, su come va il tuo -, allo stesso modo le tue stesse convinzioni influenzano le tue aspettative sul futuro: cosa e chi diventerai, che tipo di relazioni vivrai, se qualcuno ti starà vicino, se sarai lasciato solo, e molto altro.

È la profezia che si autoavvera: ciò che ti aspetti dal tuo futuro condiziona il tuo presente

In pratica, ti ritrovi a subire la realtà che tu stesso hai creato per te, dando credito a profezie spiacevoli, o addirittura catastrofiche, che guideranno le tue azioni e le tue esperienze, senza che tu te ne accorga. 

Prendi le tue relazioni: ti sei fatto l’idea che non vivrai mai una relazione appagante o duratura? Perché i partner che incontri si rivelano sempre immaturi, disinteressati, egocentrici, poco rispettosi? Molto probabilmente, inizierai ogni relazione convinto che prima o poi finirà, verrai abbandonato anche stavolta o sarai tu a chiuderla perché sarà l’ennesima delusione della tua vita. Guidato da queste convinzioni, agirai di conseguenza. Potresti, ad esempio, comportarti come se la relazione fosse già finita, dedicandogli poco tempo ed energie – in fondo, perché impegnarsi a coltivare qualcosa che sicuramente seccherà prima ancora di sbocciare? Oppure potresti rimanere chiuso nel tuo guscio, mostrando poco di te, non offrendo all'altro occasioni per conoscerti davvero ed entrare in intimità con te – del resto, perché aprirsi con qualcuno che, sai già, non sarà l’uomo o la donna della tua vita?

Oppure, pensa alla tua ultima impresa lavorativa: procedi nel tuo percorso focalizzandoti sulle difficoltà e convinto che non puoi farcela (leggi: non ce la farai mai)? Perché non sei abbastanza brillante, capace, bravo per ciò che devi fare? Mi immagino, allora, che ti relazionerai con il tuo capo in modo impacciato, insicuro, timoroso, probabilmente apparendo dall'altra parte tutt'altro che brillante, capace e bravo in quel che fai. 

In entrambi i casi, come vedi, le convinzioni di partenza verranno confermate: quel che ti aspetti dal tuo futuro avrà condizionato il tuo presente. 

Se quel che scrivo ti interessa e ti piacerebbe iniziare a costruire una realtà diversa da quella che continui a vivere ogni giorno, ti invito a utilizzare il principio della profezia che si autoavvera a tuo vantaggio. Piuttosto che lasciarti andare a profezie catastrofiche e alle spiacevoli emozioni che naturalmente accompagneranno questi pensieri, usa le tue energie e tuo entusiasmo per darti una possibilità. Per aprirti al futuro con curiosità invece che con paura. Per creare tu il tuo destino, invece che subirne uno deciso da qualcun altro. 

 

Che ne dici? Raccontami quale tua convinzione negativa ha più peso nella tua vita, condizionando il tuo presente e, dunque, anche il tuo futuro: sarà un’occasione per metterla a fuoco e individuare da dove puoi partire per avviare il cambiamento che desideri! 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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