3 motivi per cui dovresti (ri)prendere fiato

 

Scrivo questo post per te che ti senti continuamente sotto pressione, impegnato a vivere la quotidianità correndo contro il tempo (che non basta mai!), fagocitato dalle tue stesse cose da fare (che sembrano essere infinite!). Fino a ritrovarti senza respiro.

A volte, il motivo di questa corsa sfiancante è l’ansia. Hai presente quel senso di tensione e pressione costante? Agisce sui tuoi pensieri (quando inizi a rimuginare e non riesci a smettere), sul tuo corpo (quando sei rigido, come compresso, e magari anche dolorante), su ciò che scegli di fare (quando fai una cosa dopo l’altra, o ti muovi e basta, senza portare a termine nulla). E infatti, l’ansia è scomoda, asfissiante, ingombrante. O per dirla come me l’ha raccontata una mia cliente prima di iniziare Ansia, non ti temo!: “se dovessi descrivere il mio rapporto con l’ansia, io sarei piccola e messa all’angolo e lei [l’ansia] enorme, a dominare tutto”.

Altre volte, procedi compresso e in apnea perché in preda alla confusione. A causa della quale hai l’impressione di vagare senza direzione, ti blocchi quando devi prendere una decisione o ti ritrovi a scegliere puntualmente qualcosa che non vuoi. Ti senti oppresso e pieno di cose (da fare, pensare, risolvere) eppure svuotato. È come se vivessi senza una bussola che ti suggerisce dove andare e quando arriva sera, nonostante tu abbia riempito la tua giornata di cose da fare, vai a letto portandoti dietro la sensazione di non aver concluso nulla di buono.

Qualunque sia l’esperienza che si nasconde dietro il tuo senso di pesantezza e oppressione, oggi ti racconto perché fermarti un momento e (ri)prendere fiato potrebbe rivelarsi non solo efficace ma anche necessario.

  • Perché respirare ti obbliga a fermarti e rallentare il passo, invece di correre all’impazzata. E quando rallenti, ti dai la possibilità di (ri)metterti in contatto con te e osservare dove sei, come ci stai e se vuoi qualcosa di diverso.
  • Perché quando ti fermi a respirare profondamente, l’ansia che senti diventa più gestibile. Il corpo si distende, la mente si allarga, l’agitazione si placa. Quindi, da provare (e riprovare) subito: respiri lunghi, lenti e profondi (invece che brevi, corti e affannosi) per calmarsi e ampliare le prospettive.
  • Perché fermarti a riprendere fiato ti aiuta a mettere ordine nel disordine. E se impari a farlo con regolarità, potrai guadagnare lucidità e consapevolezza – leggi: due condizioni essenziali per stabilire le tue priorità, quanto tempo e ed energia vuoi dedicare a cosa, capire cosa vuoi per te (e nella tua vita).

 

Passo la palla a te e ti lascio con uno spunto di riflessione: osservati, ascolta il ritmo del tuo respiro, guarda che effetti ha sul tuo comportamento. A proposito, a quando risale un tuo respiro profondo e illuminante?!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 1
  • #1

    Fede (domenica, 11 marzo 2018 15:48)

    Credo che l'ansia sia una componente, più o meno intensa, del nostro carattere (ma anche del corredo genetico). C'è chi la subisce di più e chi di meno. Per quanto riguarda la mia esperienza personale io sono riuscito a superarla semplicemente spostando l'attenzione su altre cose della vita, naturalmente cose che non fossero generatrici di ansia, c'è voluto molto tempo ma ha funzionato. Più che provare a 'guarire' secondo me si deve spostare il centro della propria mente-vita. Ed avere molta pazienza.