Come le tue paure possono renderti più forte

 

La paura è l’emozione che incontro più spesso nelle storie che ascolto nel mio lavoro (e non solo!), seppur tutte diverse tra loro. C’è chi non si mostra liberamente per ciò che è per paura di essere giudicato e rifiutato. Chi non si lascia andare nelle relazioni amorose per paura di essere ferito e chi si accontenta di relazioni insoddisfacenti per paura di restare solo. Chi non si avventura in progetti ambiziosi o nel lavoro che desidera per paura di fallire. Chi nasconde le proprie emozioni per paura di perdere il controllo su di esse. Chi si riempie di cose da fare per paura di rimanere da solo con i propri pensieri (ed emozioni spiacevoli).

Generalmente, poi, la paura viene vissuta come qualcosa di negativo, ingombrante, e per questo motivo, in modo per lo più istintivo, viene evitata. Nascosta dietro l’ennesima scelta infelice, che – vero - se da un lato può sembrare un’ottima soluzione per non spaventarsi e fare i conti con le proprie paure, dall’altro si rivela la scelta che non fa per te – leggi: quella che quando la fai, già ti dici che sai come andrà a finire, che ti sentirai ancora e di nuovo insoddisfatto, che non hai alternative allo stallo in cui ti trovi da tempo, che sarebbe bello se non avessi così tanta paura.

Già, sarebbe bello perché renderebbe tutto più facile, ma la realtà è che la paura esiste, fa parte dell'essere umano e della vita di ognuno, e anche se è incredibile da credere, è una emozione utile!

Utile perché ci mette dinanzi a sfide grazie alle quali possiamo conoscere i nostri limiti, confrontarci con essi e scegliere se accettarli o superarli. Perché ci aiuta a renderci consapevoli di cosa abbiamo bisogno e cosa vogliamo ed è importante per noi. Perché ci dà la possibilità di prenderci il potere delle nostre scelte e sentirci così i veri e unici protagonisti della nostra vita.

Ci avevi mai pensato? Avevi mai visto la faccenda da questo punto di vista?

Ecco, oggi scrivo di paura perché sono fermamente convinta che le nostre paure possano renderci più forti e felici – se solo sappiamo dar loro la possibilità di essere utili. E per farlo, servono 3 passi.

 

Accettarle invece di criticarle

Chi avverte paura – dicevamo - la classifica come una emozione negativa, perché percepita come scomoda, spiacevole, limitante. È sinonimo di fragilità, insicurezza e debolezza e nessuno, si sa, vorrebbe sentirsi così, né tanto meno vorrebbe che gli altri lo vedessero come un debole. La paura, insomma, è immensamente criticata. Da chi la sperimenta in prima persona e da chi la vede negli occhi e nel comportamento degli altri. E tutto questo non è di grande aiuto – te ne sei accorto anche tu, vero?

Allora, se vuoi trasformare le tue paure in un punto di forza (invece che di debolezza), il primo passo da fare è accettarle. Darti il permesso di dire a te stesso (e se vuoi, anche agli altri): “beh, sì, ho paura!”. Prenderne atto senza giudicarle e giudicarti – semplicemente perché fanno parte di te, e se ci sono vuol dire che hanno qualcosa da dirti che forse ancora non sai. Vedere che ci sono e come interferiscono con le tue scelte di felicità.

 

Accoglierle invece di evitarle

La paura genera altra paura. La eviti – ossia eviti le situazioni in cui sperimenteresti paura – perché hai paura di sentirti impaurito. Eviti persino di nominarla, meglio non pensarci – ti dici, perché pronunciare quella parola, pensarla, raccontarla, equivale a farla entrare nella tua vita e a convivere con essa ogni giorno. In pratica, ignorando ed evitando la paura ti illudi di farla fuori in qualche modo, mentre quel che succede in realtà è che ottieni l’effetto opposto: la paura è sempre lì, si ripresenta alla prima occasione, condiziona le tue scelte ogni giorno. E quando credi di non sentirla, quella si fa viva nei modi più fantasiosi: hai il cuore accelerato senza un apparente motivo, di notte dormi male o non dormi proprio, hai i muscoli doloranti come se avessi corso per 24 ore senza interruzione.

Ecco perché la tua paura non va solo vista e accettata, va anche accolta. Se evitarla non serve a liberartene perché la paura rimarrà prepotentemente nella tua vita, decidendo per conto tuo, accoglierla ti permetterà invece di essere tu a scegliere di farla entrare e a riprenderti il potere di scegliere come gestirla (piuttosto che sentirti gestito dalla tua paura!).

 

Ascoltarle invece di metterle a tacere

Posso immaginare cosa ti stai chiedendo: sì, ma dopo che accetto la sua presenza e la accolgo pure, che ci faccio? Come faccio a gestirla?  Ascoltala. Ascolta cosa ha da dirti su di te, su ciò che vuoi e non vuoi, su cosa ti serve per soddisfare i tuoi bisogni trascurati.

Qualche settimana fa, con una mia paziente che ha faticato tanto ad accettare una sua grande paura – la solitudine – riflettevamo insieme su quanto fosse diversa l’idea che lei aveva avuto di sé fino a poco tempo prima: una donna forte, dura e indipendente, che non aveva bisogno di niente e di nessuno, si era scoperta terrorizzata dalla paura di restare sola. Era una wonder woman che si era data il permesso di togliersi la maschera e chiedere aiuto quando le cose diventavano troppe o tanto faticose, di condividere la sua paura con il suo compagno e di scoprire che non sarebbe stata vista meno forte per questo, ma al contrario più umana, calda, morbida. Ascoltando la sua paura, aveva trovato gli strumenti per gestirla e a sentirsi rassicurata.

Il punto è che quando metti a tacere le tue paure, ti precludi la possibilità di scoprire cose utili e belle, su di e sugli altri, e di godertele, sentendoti appagato, oltre che più forte e potente per essere riuscito a guardare in faccia ciò che temi, prenderlo a braccetto e iniziare a fare qualcosa di diverso: prendere in mano la tua vita e farci quello che vuoi.

 

Che ne dici? Se ti va, vieni Nel tuo posto, il gruppo facebook riservato agli iscritti alla newsletter (se non sei ancora iscritto, puoi farlo ora), e raccontami quale paura vuoi finalmente affrontare. Non vedo l’ora di incontrarti :)

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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