Quando la (tua) ansia prende il sopravvento

 

Può succedere di sentirsi in balia delle proprie emozioni e di provare disagio per questo, sentendosi disorientati, confusi, inquieti, specialmente quando le emozioni in questione sono spiacevoli o dolorose. Può succedere di sentirsi così arrabbiati o spaventati, per esempio, da non riuscire a vedere nient’altro che quella emozione e di agire di conseguenza - in preda alla rabbia o alla paura.

Oggi voglio raccontarti cosa succede quando è l’ansia a prendere il sopravvento. In pratica, quando la senti così forte che agisci automaticamente in un certo modo, anche quando vorresti fare altro o farlo diversamente. Come se l’ansia che provi iniziasse a spadroneggiare, lasciandoti impotente.

Quando ascolto le persone che mi raccontano questo tipo di esperienza la prima domanda che mi faccio (e che faccio loro) è: come usano l’ansia? Lo so, ti sembrerà una domanda assurda e forse la prima risposta che ti viene in mente è: come IO uso l’ansia?! C’è e basta! Ma, in realtà, anche l’ansia, proprio come le emozioni, può essere “usata”. Ed essere consapevoli del modo in cui la usi e di come vorresti usarla (per stare meglio!) è il primo passo per evitare che prenda il sopravvento – leggi anche: per far sì che sia tu a condurre la vita che desideri per te.

Ci sono molti modi di sentire, vivere e usare l’ansia. Oggi ti racconto quelli che ho incontrato più spesso mentre ascoltavo le storie di chi ho accolto nel mio studio.  

L’ansia come spinta a fuggire. Se questo modo di usare l’ansia ti sembra familiare, è probabile che la tua esperienza sia questa: quando senti salire l’ansia per quella telefonata da fare, quella situazione da affrontare, quella decisione da prendere, quella persona da incontrare, il modo in cui reagisci è evitare ciò per cui ti senti ansioso. Rimandando, girandoci intorno, rimanendo fermo e privandoti della possibilità di sentirti più pieno e realizzato, lasciarti incuriosire, sperimentare.

L’ansia come spinta ad agire. Succede quando vivi in uno stato costante di tensione e agitazione fisica: più si accumulano le cose da fare e le scadenze, più ti muovi, procedi senza soste, corri, iper-attivandoti e ritrovandoti spesso in affanno. Il rischio più grande che corri è che mentre fatichi moltissimo per ottenere i risultati che vuoi, ti togli la possibilità di fermarti per respirare, ricordarti di te e godere di ciò che realizzi di bello e di ciò che hai già.

In entrambi i casi, che tu sia un esperto della fuga o del fare senza respiro, stai perdendo di vista un aspetto essenziale: non stai usando la tua ansia a tuo vantaggio. Semplicemente perché lasci, probabilmente senza neanche accorgertene, che questa guidi le tue scelte e il tuo modo di procedere nella tua vita.

 

Voglio invitarti allora a considerare una terza strada, un altro modo di usare l’ansia. Più utile, perché ti permette di diventare consapevole di cosa fai e perché lo fai, offrendoti nuovi orizzonti di scelta.

E se considerassi l’ansia come una spinta a scoprire, invece? E se iniziassi a vederla come uno strumento utile che può aiutarti a sbirciare oltre, mettere a fuoco cose di te che ancora non conosci e intravedere strade che non credevi possibili? Se non avevi mai considerato questa possibilità, allora è proprio il momento di iniziare a farlo!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 1
  • #1

    Rosalba (giovedì, 03 agosto 2017 12:11)

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