Come il tuo bisogno di piacere sempre a tutti ti fa dimenticare di Te

 

Chi non ha mai desiderato di piacere agli altri, almeno una volta? Pensa a quando ti prepari per un colloquio di lavoro o un esame universitario, e vuoi fare una buona impressione a chi ti valuterà. O a quando esci con la persona che ti piace e con cui vorresti iniziare una relazione, e speri che anche lui o lei ti troverà interessante e attraente. Insomma, solo qualche esempio per dire: con molta probabilità, nessuno.

E in effetti, questo post non parla di desiderio, ma di bisogno - e c’è una bella differenza. Perché mentre il desiderio ci guida verso uno stato di benessere e libertà, facendo anche da spinta per individuare quel che ci serve per realizzarlo (e poi goderne), il bisogno ci catapulta immediatamente in uno stato di necessità, facendoci sentire prigionieri, pressati, obbligati.

Se il bisogno in questione, poi, è quello di piacere, e anche sempre e a tutti, la sensazione di costrizione e fatica aumenta considerevolmente.

Immagino quei momenti in cui vorresti dire No e invece ti ritrovi a dire . O quando fai scegliere agli altri, pur di non rimanere solo. Quando accetti proposte e opinioni altrui, anche se lontane anni luce dai tuoi desideri e pensieri. Quando tieni riservato il tuo punto di vista per timore che non corrisponda a quello dell’altro. Quando cerchi costantemente l’approvazione o i riconoscimenti degli altri. Quando sorridi e sei gentile, e invece avresti il diritto di arrabbiarti. Quando ti fai calpestare.

E tutto questo accade anche se sai benissimo che non è ciò che vuoi per te – il tuo desiderio di benessere e libertà - eppure ci ricaschi ogni volta e te ne accorgi quando è troppo tardi.

È il tuo bisogno di piacere sempre, a tutti i costi, agli altri a muovere le tue scelte – ci avevi mai pensato? E mentre ti affanni a soddisfare questo bisogno, rischi di perdere di vista te stesso (mentre riesci a indovinare le esigenze degli altri prima ancora che loro te le dicano), ciò che vuoi davvero (tu stavolta, non gli altri) e quel che è meglio per te (mentre sei concentrato su ciò che è meglio per qualcun altro).

Se sei stanco di nasconderti dietro una maschera che, in fondo, non ti appartiene e vorresti cambiare rotta, puoi iniziare a riflettere sul motivo per cui per te è così vitale piacere agli altri: cosa rischi se non piaci o non piaci abbastanza? Di cosa hai paura?

Probabilmente sei cresciuto credendo che per essere al sicuro, protetto e amato, fosse necessario compiacere l’ambiente in cui vivevi rinunciando a definire te stesso, i tuoi desideri, le tue emozioni. In sostanza, è  come se il  messaggio che hai recepito fosse stato: “Vai bene solo se fai (senti, pensi, scegli…) quello che dicono gli altri o che gli altri si aspettano da Te (mamma, papà, nonni, amici, partner…)”. Il risultato? Hai imparato che definirsi e asserirsi comportano il grande rischio di essere non solo una persona indegna di valore, ma anche di amore. E di rimanere solo con tutto questo.

Ma la fregatura è che nonostante faccia tutto secondo le regole, riuscendo a compiacere e piacere a una buona parte di persone della tua vita (o a tutte?), spesso metti in dubbio il tuo valore e temi di rimanere da solo. Insomma, rinunci a molto (tutto Te stesso!) per risultati deboli o nulli.

E allora, voglio invitarti a focalizzarti su qualcosa che vorresti tanto fare, ma abbandoni per timore di essere criticato dalle persone cui vuoi bene, o, peggio ancora, di perdere il loro amore e la relazione con loro. Ma, piuttosto che pensare a cosa rischi di perdere se segui il tuo desiderio scegliendo di esprimere te stesso, ti propongo di soffermarti stavolta su quale pezzo di Te stai perdendo.

Non sarebbe bello se, almeno per una volta, ti concedessi il permesso di piacere a Te invece che agli altri? Io dico che è arrivato il momento di metter via la maschera e provarci. Che ne dici?

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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