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Sul valore che ti dai (e su quello che meriti davvero)

 

La scorsa settimana ho condiviso con te alcune mie riflessioni sul valore che do al mio lavoro e sul perché scelgo di farlo in un modo piuttosto che in un altro (per esempio, rifiutando le richieste di consulenze di 5 minuti). Oggi torno a parlare di valore, ma stavolta del tuo – o meglio, di quello che riconosci a te stesso.

Nel mio lavoro incontro continuamente persone che, senza neanche accorgersene, tendono a sminuire non solo il proprio valore (cioè le proprie capacità, il talento, il loro originalissimo modo di essere, le proprie risorse), ma anche ciò che fanno, sanno e potrebbero fare (se solo riconoscessero quanto valgono). Il risultato è che si sentono perennemente in dubbio quando devono fare una scelta (perché poi: sarà quella giusta?) e stentano a credere veri e sinceri i complimenti e gli apprezzamenti che ricevono dagli altri.

Sai di cosa sto parlando? Sono qui per offrirti degli spunti che spero possano ispirarti se hai la sensazione di essere una di quelle persone insicure che probabilmente non dà riconoscimenti di valore né a se stessa né ai propri pensieri e scelte, perché, di fatto, non ritiene di meritarli.

Per iniziare, ti invito a riflettere sul modo in cui sei solito trattare: 

  • Le paure e le tue difficoltà: le ascolti e cerchi di comprenderle e affrontarle o le eviti più e meglio che puoi? (Per la cronaca: fingere di non sentire la paura o di non avere un determinato problema non ti aiuterà a farli magicamente scomparire).
  • Le tue gioie e le scelte giuste per te, che hai già fatto: le accogli, ne godi, le coltivi o le lasci in ultima fila, dimenticandotene facilmente?
  • I tuoi punti di forza: ti conosci e li conosci e usi a tuo vantaggio o ignori la possibilità che ne hai anche tu (Nota: non ho mai conosciuto qualcuno completamente sprovvisto di risorse - e tu?)
  • Le relazioni che ti fanno soffrire: ci rimani con tutto te stesso, pur di non rimanere solo e credendo di non poter avere di meglio, o le lasci andare, perché non fanno per te, o non più? (Siamo d'accordo sul fatto che tutti hanno il diritto di vivere relazioni piacevoli e serene, no?)
  • Le relazioni in cui ti senti al sicuro: le nutri, contribuendo a renderle appaganti, intime, comode, o le trascuri, dandole per scontate?

In sostanza, quale e quanto valore dai a questi aspetti di te e della tua vita, che, seppur in modo diverso, hanno un impatto sul valore che riconosci a te stesso?

E vengo a quando ti ritrovi a pensare a ciò che ti piacerebbe e vorresti, che ti regalerebbe quel senso di pienezza e soddisfazione di cui sei costantemente alla ricerca (un progetto lavorativo o di vita che vorresti realizzare, una scelta legata al tuo mondo relazionale, una carezza che vorresti concederti, un modo più efficace per gestire ciò che ti preoccupa); ma poi lo lasci andare e lo perdi di vista, perché forse non è la scelta giusta, quella che tutti approverebbero, che gli altri farebbero al posto tuo, o che andrebbe fatta.

Pensaci un momento: di qualsiasi cosa si tratti, quando metti da parte le cose importanti per te, con una scusa qualsiasi ("non era poi così importante", "in fondo, ho sempre fatto così.."), stai svalutando il loro valore e il valore che hanno per te. Svaluti le cose che funzionano o potrebbero funzionare. E più continuerai a svalutarle, pur di non correre il rischio di essere criticato o di rimboccarti le maniche e iniziare a fare invece di aspettare o lasciar perdere, più metterai da parte te. In fondo, se ci rifletti, come puoi sentirti soddisfatto se non rendi conto a te, prima di tutti e tutto, nella tua vita, nelle tue scelte?

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.