Sul valore che ti dai (e su quello che meriti davvero)

 

La scorsa settimana ho condiviso con te alcune mie riflessioni sul valore che do al mio lavoro e sul perché scelgo di farlo in un modo piuttosto che in un altro (per esempio rifiutando le richieste di consulenze di 5 minuti). Oggi, come promesso, torno a parlare di valore, ma stavolta del tuo – o meglio, di quello che riconosci a te stesso.

Incontro giornalmente - nel mio lavoro e nella mia vita privata – persone che, senza neanche accorgersene, tendono a sminuire non solo il proprio valore (leggi: le proprie capacità, il talento, il loro originalissimo modo di essere, le proprie risorse), ma anche ciò che fanno, sanno fare e potrebbero fare (se solo riconoscessero quanto valgono). Il risultato è che si sentono perennemente in dubbio quando devono fare una scelta (sarà quella giusta?) e stentano a credere veri e sinceri i complimenti e i riconoscimenti che ricevono dagli altri (complimenti?? What?!).

Sai di cosa sto parlando? Ecco, oggi conto di offrirti degli spunti che spero possano ispirarti se hai la sensazione di essere una di quelle persone insicure che, probabilmente, non dà riconoscimenti di valore né a se stessa né ai propri pensieri e scelte, perché, di fatto, non ritiene di meritarli.

La scorsa settimana ti lasciavo a ragionare su quale e quanto valore dai a te e alle cose che ti riguardano. E oggi voglio iniziare proprio da qui, invitandoti a riflettere sul tuo modo di trattare...

  • Le paure e le tue difficoltà: le ascolti e cerchi di comprenderle e affrontarle o le eviti più e meglio che puoi? (Promemoria: fingere di non sentire la paura o di non avere un determinato problema non ti aiuterà a farli magicamente scomparire).
  • Le tue gioie e le scelte belle (e giuste per te) che hai fatto: le accogli, te le godi, le coltivi o le lasci in ultima fila, dimenticandotene facilmente? (Ah! Sapevi che la gioia è energia allo stato puro?).
  • I tuoi punti di forza: ti conosci e li conosci e usi a tuo vantaggio o ignori la possibilità che, sì, anche tu ne hai? (Nota: non ho mai conosciuto completamente sprovvisto di risorse - e tu?).
  • Le relazioni che ti fanno soffrire: ci rimani con tutto te stesso, pur di non rimanere solo e credendo di non poter avere di meglio, o le lasci andare, perché di fatto, non fanno per te? (Promemoria: tutti hanno il diritto di vivere relazioni piacevoli e serene).
  • Le relazioni in cui ti senti al sicuro: le nutri, contribuendo a renderle belle, appaganti, intime, comode, o le trascuri, dandole per scontate? (Promemoria: tutti hanno il diritto di costruire relazioni piacevoli e serene).

In sostanza, quale e quanto valore dai a tutte queste cose, che, seppur in modo diverso, parlano tutte di te e del valore che riconosci a te stesso?

E vengo a quando ti ritrovi a pensare a quello che ti piacerebbe e vorresti, e ti regalerebbe quel senso di pienezza e soddisfazione di cui sei costantemente alla ricerca (un progetto lavorativo o di vita che vorresti realizzare, una scelta legata al tuo mondo relazionale, una carezza che vorresti concederti, un modo più efficace per gestire ciò che ti preoccupa…e probabilmente la lista potrebbe proseguire ancora), ma poi lo lasci andare e lo perdi di vista, perché forse non è la scelta giusta, quella che tutti approverebbero, quella che gli altri farebbero al posto tuo, quella che andrebbe fatta - e allora “sarebbe bello se…” ma meglio lasciar perdere.

Pensaci un momento: di qualsiasi cosa si tratti, quando metti da parte le cose importanti per te, con una scusa qualsiasi ("non era poi così importante", "in fondo, ho sempre fatto così.."), stai svalutando il loro valore e il valore che hanno per te. Svaluti le cose che funzionano o potrebbero funzionare. E più continuerai a svalutarle, pur di non correre il rischio di essere criticato o di rimboccarti le maniche e iniziare a fare invece di aspettare o lasciar perdere, più metterai da parte Te. In fondo, se ci rifletti, come puoi sentirti soddisfatto se non includi te, prima di tutti e tutto, nelle tue scelte?

 

Gli spunti sono tanti e il discorso è ampio e complesso, lo so. Ma spero di aver (ri)acceso in te il desiderio di rivalutare il tuo valore e quello che dai ai pezzi con cui costruisci la tua vita. Se questo post ti è stato di ispirazione, fammi sapere come scrivendomi una mail o clasciando un commento qui sotto! Io rispondo sempre :)

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 0