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3 cose da sapere se vuoi perdonarti

 

Ho riflettuto sulla facilità con cui molte persone riescano a perdonare gli altri e su quanta fatica, invece, quelle stesse persone impieghino per perdonare se stesse, il più delle volte senza neppure riuscirci. Oggi voglio invitarti a riflettere e darti qualche spunto proprio su questo tema: il perdono che puoi concederti – e io dico che dovresti anche. Perché se è vero che l’autocritica è il tuo pane quotidiano, e trattarti in questo modo è cosa scontata e familiare per te, non è altrettanto vero che tu sia destinato a farlo in eterno!

Voglio raccontarti 3 cose che credo sia importante che tu tenga in considerazione se vuoi perdonarti, che altro non sono che 3 passi per iniziare a farlo e coltivare dentro di te questa buona e generosa pratica.

Attenzione, dunque: se vuoi continuare a darti addosso e criticarti in modo costante e spesso anche immotivato, questo post non è per te!

La prima cosa su cui voglio soffermarmi è proprio la facilità con cui ti dai addosso. Probabilmente sei cresciuto in un ambiente molto critico, con pochi margini di flessibilità e libertà espressiva, e nel tempo, quel modo in cui sei stato trattato, visto, guidato, è diventato lo stesso con cui ancora oggi ti tratti quando hai a che fare con te. Che questa descrizione si avvicini tanto oppure poco alla tua storia, il primo passo per perdonarti consiste proprio nell’accorgerti che ti critichi così tanto. Spesso può essere davvero difficile, perché darti addosso è la modalità con cui ti osservi, ti valuti, ti rivolgi a te da chissà quanto tempo – così automatica e antica da percepirla naturale, parte essenziale di te.

Ecco un ottimo motivo per iniziare ad ascoltarti, allora. Sono certa che, per quanto sia naturale per te criticarti, l’effetto che ne deriva non sia piacevole. Accumuli insoddisfazione, coltivi un forte senso di inadeguatezza, ti butti giù. Fatti guidare da queste sensazioni sgradevoli per accorgerti che, eccola, la fedele autocritica che si affaccia e si fa strada: in pratica, parti da come ti senti (le emozioni e sensazioni che provi) per arrivare a come ti stai trattando (dandoti addosso). Più sarai consapevole di tutte le critiche che ti riservi, più ti darai la possibilità di scegliere se, come e quando continuare a farlo – o meno.

Vengo al secondo punto: per perdonarti è fondamentale che tu tenga vivo il tuo desiderio di volerti bene. Di accoglierti invece di criticarti. Di abbracciarti invece di punirti. Di comprenderti invece di giudicarti. E tutto questo, a prescindere: da quello che fai e da come lo fai, da ciò che hai detto o che non hai detto, da quel che hai fatto e da ciò che avresti potuto fare di diverso.

Fermati un istante a pensare. Quanto spazio dai a questo desiderio? Come lo coltivi, ogni giorno, dentro di te? E in concreto, cosa fai per realizzarlo? Attenzione, se credi di non avere delle “buone” risposte a queste domande, resisti alla tentazione di criticarti (anche) per questo! Piuttosto, prendi carta e penna e butta giù micro azioni concrete (le prime che ti passano per la testa) che ti possono aiutare a dare spazio a un desiderio così importante per te.

E arrivo al terzo passo. Ti propongo di ribaltare la prospettiva: hai mai provato a osservarti con un altro occhio – quello della gentilezza? Lo so, sull'autocritica vai forte, e probabilmente non ti batte nessuno, ma se vuoi perdonarti è bene che inizi a sperimentare anche nuovi modi di avere a che fare con te. Un esempio? Prendi una tua recentissima brutta giornata e scegli una piccola parte di essa su cui soffermarti. Manda in ferie l’autocritica per qualche minuto e guardati con gentilezza: individua un micro momento, solo uno, in cui vuoi regalarti comprensione e parole di conforto e incoraggiamento. E poi, raccogli i frutti del gesto gentile che ti sei concesso. Come vuoi usarlo?

 

Quindi, ricapitolando: consapevolezza (di come ti tratti) + desiderio (di volerti bene) + esperimenti (di gentilezza nei tuoi confronti). Ti va di provare, lasciandoti ispirare dagli spunti che ho condiviso con te in questo post?

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.