Perché dovresti prenderti cura delle tue relazioni

 

Uno dei principali motivi che spinge le persone a iniziare un percorso di cambiamento con me è l’insoddisfazione che sperimentano nelle loro relazioni. Perché non sono come vorrebbero – serene, divertenti, accoglienti, sicure, affidabili – e perché ogni giorno si ritrovano a fare i conti con emozioni e sensazioni tutt’altro che piacevoli: rabbia, rancore, senso di trascuratezza, delusione, incomprensione, inadeguatezza.

Anche se le storie di chi ho incontrato e incontro nel mio studio (o su skype) sono tutte diverse, qualcosa le accomuna tutte: un fortissimo desiderio di stare bene insieme agli altri – sia che si tratti di una relazione amorosa o familiare, o di una amicizia, o di un rapporto di lavoro.

Non molto tempo fa, ti raccontavo cosa ho imparato dalle relazioni che non funzionano, individuando anche alcuni ingredienti essenziali per farle funzionare, invece. Oggi scrivo questo post ispirata proprio dalle storie di chi ha capito cosa non funzionava nel suo mondo relazionale e cosa poteva fare per renderlo più appagante e piacevole (evviva!). E lo scrivo pensando, invece, a quelle persone insoddisfatte che, al contrario, pensano che le relazioni non facciano per loro e l’unico modo di starci sia rassegnarsi all’idea che sono così: tutto fuorché appaganti e nutrienti. Forse anche tu, come loro, ne hai provate tante ma senza risultati: hai la sensazione di essere sempre allo stesso punto, anche quando credevi di aver capito finalmente cosa fare.

Se stai per gettare la spugna e rinunciare a una vita relazionale felice, ecco, oggi voglio raccontarti perché non dovresti farlo invece. E lo farò tenendo presente cosa ho osservato nel mio studio nel corso degli ultimi anni, nelle persone che sono passate dall’altra parte, mettendo in moto consapevolezze importanti che le hanno portate a scegliere di prendersi cura delle loro relazioni in un modo diverso, contribuendo a renderle buone relazioni e sentendosi soddisfatte per questo.

Dunque, no, non dovresti rinunciarci, dicevo…

 

Per prenderti cura del tuo bisogno di relazione (e non solo).

Forse non ci hai mai pensato, ma – come ripeteva sempre il mio caro prof. Scilligo a noi psicologi inconsapevoli che volevamo diventare saggi psicoterapeuti – il bisogno di relazione è primario e vitale, alla pari di quelli fisici: fame, sete, riposo. In poche parole, siamo tutti esseri relazionali - anche nostro malgrado! Le relazioni sono essenziali per sopravvivere, proprio come il cibo, e le buone relazioni sono fondamentali per vivere bene.  È grazie alle relazioni che puoi sentirti parte di qualcosa più grande di te (il tuo gruppo di amici, la tua famiglia, la tua coppia). E nelle buone relazioni puoi sentirti visto per quello che sei davvero, riconosciuto e apprezzato senza se e senza ma, accolto e accudito quando ne hai bisogno e abbracciato anche quando sei in perfetta forma: ed ecco come, mentre ti prendi cura del tuo bisogno di relazione, soddisfi anche quelli di amore e riconoscimento, e ti senti importante per gli altri. E per te.

Certo, c’è sempre la possibilità di mettere da parte questo bisogno e con il tempo abituarsi a non sentirlo più, ma vale la pena di faticare così tanto, andando contro natura? Se poi il tuo desiderio è godere di una vita relazionale appagante e felice, bah, direi che la risposta è decisamente: no.

 

Perché grazie alle relazioni scopri cose importanti di te.

Le relazioni, e non solo quelle più intime e importanti, offrono preziosi spazi di confronto e condivisione, in cui puoi conoscere l’altro e il suo punto di vista, e aprirti a tua volta, esprimendoti e facendoti conoscere. Lo scambio reciproco regala nuove esperienze e prospettive a cui magari non avevi ancora pensato. Ed è grazie a questo scambio, grazie alle reazioni e alle opinioni degli altri, che scopri aspetti di te che non conoscevi ancora o ne confermi altri che avevi già visto anche tu e di cui eri già consapevole. Potrebbe essere una emozione che stavi vivendo e manifestando senza accorgertene, ad esempio - come la rabbia (che può essere percepita nella tue risposte durante una conversazione) o l’ansia (che è visibile mentre sei seduto in poltrona e le tue mani tamburellano nervose sui braccioli) - o un comportamento che hai messo in atto in modo automatico e inconsapevole, ma che parla di te. Le buone relazioni servono anche a questo.

Ovvio, puoi rinunciare al confronto e allo scambio reciproco. Purché tu lo faccia consapevole del fatto che ti stai privando di uno strumento importante, che può rendere la tua relazione più ricca e allenare la conoscenza di te.

 

Perché nelle relazioni puoi offrire molto di te.

Ti invito a osservare le relazioni (anche) dall’altra parte, dalla prospettiva di chi riceve grazie allo scambio con te. In fondo, il confronto e la condivisione reciproca di cui accennavo poco prima presuppone che tu sia attivo in quella relazione: attivo nel prendere e anche nel dare – e questo sicuramente lo sai già. Ciò che forse tendi a dimenticare è quanto possa nutrirsi l’altro (il tuo partner, tuo figlio, il tuo amico più caro) grazie alla tua partecipazione. Grazie a quello che hai da dire, all’affetto che puoi regalare, alla tua esperienza, al tuo modo di essere. Prenderti cura delle tue relazioni significa anche ricordarti che la tua presenza è fondamentale, perché hai molto da offrire a quel rapporto (ci avevi mai pensato?), anche se spesso fatichi a mettere a fuoco cosa (come se ciò che riguarda te non fosse abbastanza interessante o avesse abbastanza valore) o se il solo pensiero di mostrarti e renderti presente e visibile ti terrorizza.

 

Per diverse persone, queste consapevolezze, insieme al desiderio di avere una vita relazionale più appagante, sono state i primi passi verso la realizzazione di quel desiderio. E la tua esperienza qual è? Se già lo fai, come ti prendi cura delle tue relazioni? Scrivimi una email o lascia un commento a questo post: è sempre bello per me conoscere e ascoltare chi c'è dall'altra parte dello schermo! E poi, rispondo sempre :)

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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