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Chi dice che non bisogna avere paura?

 

Leggo e ascolto spesso intorno a me incoraggiamenti a non aver paura, sempre usati con i migliori intenti e generalmente, però, inefficaci. Quello che osservo spesso nelle storie di chi mi chiede aiuto, è che molte persone confondono la possibilità di avere paura (di agire in un determinato modo, di fare una specifica scelta, di esprimere una certa opinione, e via dicendo) con l’impossibilità di superarla.

Per fare un esempio concreto: è come se aver paura di lasciarti coinvolgere in una relazione intima, non ti permetterà di vivere realmente e finalmente quella relazione che tanto desideri. Oppure: siccome hai paura di sbagliare quando fai le tue scelte, allora non farai mai quelle scelte. O ancora, poiché temi di sentirti giudicato quando prendi posizione e dici la tua, rimarrai nell'ombra, protetto e al sicuro dalle critiche.

Da qui l’idea che l’unico modo per realizzare i tuoi desideri (una relazione intima e felice, quella scelta che ti soddisfi, asserirti con te e con gli altri), a cui tanto aspiri ma che tanto temi, sia non sentirla proprio, questa paura. Metterla da parte, come se non esistesse. Criticarla anche, dicendosi che è esagerata, inopportuna, inutile, ingombrante, come se giudicarla e giudicare la sua presenza bastasse a farla scomparire.

L’esperienza mi ha insegnato, invece, che più allontani la paura, più diventa prepotente. Più la nascondi, più quella si fa presente. Può trovare sfogo nei modi più diversi: attraverso l’ansia, l’iper-agitazione, l’insonnia, un disturbo fisico (mal di testa, dermatite, colite). Dirsi “Non aver paura” non solo non fa da tranquillante e dunque non aiuta a superarla, ma contribuisce ad aumentare il senso di frustrazione e fallimento che spesso accompagna le persone paurose che si bloccano a causa delle loro paure.

La paura è l’emozione che incontro più spesso duranti i miei colloqui, anche nelle persone che arrivano da me perché vogliono cambiare a tutti i costi, ma allo stesso tempo hanno una paura terribile di farlo. Ed è comprensibile, perché tutte le volte che la vita (o le scelte che ci fanno felici) ci mette dinanzi all'ignoto, noi tendiamo in modo del tutto naturale a tornare indietro, a quello che ci è familiare, anche se ci fa stare male, ci sta stretto, ci svuota. Anche se sappiamo che non è quel che desideriamo per noi stessi.

Ho ripensato a tutto questo diverse settimane fa, quando una speaker di Radio InBlu mi ha contattato per una intervista in radio. Il tema era il rientro dalle ferie, per molti vissuto come traumatico e occasione immediata per ripiombare nella routine quotidiana, tanto sofferta e soffocante. Per quanto fossi contenta di questo invito, ho pensato subito di rifiutare: ero terrorizzata! L’idea di parlare in radio, esperienza nuovissima per me, e che i miei consigli fossero ascoltati da chissà quante e quali persone, mi ha spaventato non poco. Ma mi conosco e sapevo che dire di no non sarebbe stata la scelta migliore per me. Non solo perché avrei perso l’occasione di fare una esperienza preziosa, da cui imparare qualcosa di nuovo e durante cui divertirmi ed essere utile a qualcuno allo stesso tempo, ma anche perché non volevo che quella paura che si era affacciata (ricordandomi delle cose importanti di me) avesse la meglio. Non volevo rinunciare a una esperienza piacevole e utile senza neppure provare ad affrontare (e superare) quell'ostacolo.

Poi l’intervista l’ho fatta, è piaciuta ed è stata per me momento di piacevolissima sperimentazione e gioco. E occasione per superare un limite con cui rischiavo di bloccarmi (e poi sentirmi insoddisfatta e dispiaciuta).

Condivido con te tutto questo perché spero possa esserti utile. E ho scritto questo post per dirti che puoi sentirle tutte, le tue paure, perché sono pezzi di te, che hanno un senso e nascondono un messaggio che è importante tu impari a codificare.

Non è vitale smettere di aver paura, ma decidere di prenderla in mano e affrontarla. Perché se è vero che puoi farti bloccare dalle tue paure, è altrettanto vero che puoi imparare a tranquillizzarti e a superarle, e godere finalmente di quello che più desideri.

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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