2 modi in cui regali il tuo potere agli altri (e collezioni insoddisfazione)

 

Uno dei temi che incontro spesso nelle storie che ascolto, in studio o su skype, è il senso di impotenza. Quello che si vive quando ci si trova dinanzi a situazioni frustranti o spiacevoli, emozioni difficili da digerire, relazioni strette o dolorose, e non si riesce a uscirne. A volte la soluzione è lì davanti, eppure sembra irraggiungibile (è il caso di chi sa cosa potrebbe fare, ma qualcosa dentro di sé lo blocca dal farlo); altre volte, invece, si vive immersi nel proprio vissuto di impotenza e infelicità, convinti che non esistano alternative (insomma, è così: tocca rassegnarsi, amen!).

Molte persone si sentono impotenti finché non si accorgono di tutto il potere che regalano agli altri, togliendolo a se stessi e passando da protagonisti a spettatori della propria vita, come se fossero privi della capacità di scegliere, decidere, esprimersi.

Se credi di far parte del club, questo post può tornarti utile. Perché oggi ti racconto 2 modi in cui rischi di regalare il tuo potere agli altri – chissà, forse senza neanche accorgertene? – per poi sentirti, a lungo andare, im-potente e raccogliere insoddisfazione, rancore, frustrazione.

  • Quando attribuisci la responsabilità delle tue scelte agli altri. Pensa a tutte le volte che scegli di fare qualcosa seguendo le esigenze e i desideri di qualcun altro e mettendo da parte i tuoi. Sia che si tratti di piccole decisioni quotidiane (dove andare a cena sabato sera, che film vedere al cinema domani, come trascorrere un pomeriggio libero, di che colore tingersi i capelli) o di importanti scelte di vita (sposarsi o non sposarsi, cambiare città o lavoro, fare un figlio o non provarci neppure), tu rinunci a qualche parte di te. E più ti metti da parte, più ti senti insoddisfatto. Se a questo aggiungi il fatto che hai la sensazione di aver agito in un determinato modo per favorire il benessere di qualcun altro e soddisfare i suoi desideri (l’ho fatto per lui/lei!), corri il rischio di vedere quel qualcuno come il responsabile della tua insoddisfazione.
  • Quando lasci fare le tue scelte agli altri. Come quando ti astieni dal prendere una posizione, ti trattieni dall’esprimere le tue preferenze e i desideri, nascondi le tue emozioni e opinioni, e ti mostri indifferente a qualsiasi decisione venga presa, anche quando ti riguarda. Una scelta – quella di lasciar decidere a qualcun altro – che ti preserva dalla paura di mostrarti e dalla fatica di asserirti, regalandoti brevi momenti di sollievo all’inizio e grande frustrazione dopo, quando fai i conti con una vita che, di fatto, non ti rispecchia, perché non risponde a te, al tuo modo di essere, sentire, pensare, fare. Un altro modo di appallottolare il tuo potere, ciò che tu puoi (per vivere come desideri), e cederlo agli altri.

Provo ad anticipare la tua obiezione e ti dico che, sì è vero, (ri)prendersi il proprio potere è faticoso e può essere difficile, specialmente quando sono in gioco le relazioni con gli altri. Significa assumerti la piena responsabilità di ciò che senti e pensi, delle tue decisioni, di quello che vuoi, delle cose che ti piacciono – e poi corri anche il rischio di essere giudicato!

E vuoi sapere cos’altro è vero? Tutte le volte che fai una scelta mettendo l’altro al primo posto ed escludendoti completamente, o quelle in cui lasci agli altri la possibilità di decidere per te, alimenti il tuo senso di impotenza, frustrazione, rassegnazione: finché quello che ti succede non dipende da te (perché l’hai fatto per qualcun altro, o un’altra persona l’ha scelto per te), non c’è niente che tu puoi fare per trasformarlo in qualcosa di diverso, qualcosa che ti soddisfa. Viceversa, c’è molto che puoi fare se ti riconosci la responsabilità delle tue scelte (o non-scelte) e, di conseguenza, il potere di modificarle.

 

Ti propongo allora di cambiare registro e riprenderti ciò che è TUO! Da cosa vuoi iniziare? Quale responsabilità sei pronto ad assumerti per poter cambiare quel che non ti soddisfa?

Scrivimi e condividi questo impegno con me, se vuoi, oppure confidalo a qualcuno di cui ti fidi: fai in modo che la tua risposta alla mia domanda dia il via a qualcosa di concreto!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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