Annaffiare i fiori, tagliare i rami secchi

 

Scrivo questo post, con cui riapro il mio blog dopo la (mia, sua e spero anche tua) pausa estiva, mentre mi godo un po’ della bellezza e della pace delle Dolomiti, nel bel mezzo delle mie vacanze (a proposito, la foto viene proprio da lì!).

A contatto con la natura, nel silenzio quasi surreale di questi luoghi, mi appare sempre più limpida una grande certezza (o meglio, due grandi certezze ma legate tra loro, perché secondo me, l’una senza l’altra perde forza ed efficacia) che voglio condividere con te, perché credo possa esserti utile, così come lo è stata per me.

Trovo l’immagine metaforica azzeccatissima per spiegare il concetto, e sono certa che se hai messo in moto anche solo un po’ del tuo intuito, hai già capito di cosa sto parlando!

Si tratta di due buoni propositi che con un po’ di allenamento puoi trasformare in buone abitudini – e godere poi dei loro benefici. Vado di metafore, dunque, per ricordarti di:

 

Annaffiare i tuoi fiori, per iniziare.

Per me sono le mie relazioni intime e quelle in cui mi sento comoda, le mie passioni e le cose che mi piacciono e mi divertono, me stessa e i miei bisogni più importanti. Simbolicamente parlando, sono i fiori di cui voglio prendermi cura, ricordandomi della loro esistenza, attivandomi per tenerli vivi, coccolandoli per renderli sempre più belli.

Lo faccio per due motivi. Primo, perché per me sono nutrimento allo stato puro, e questo nutrimento è alla base delle energie che metto in moto ogni giorno, nella mia vita, e anche nei momenti difficili e più faticosi. E poi, perché se li trascurassi, mi spoglierei della responsabilità (e anche del potere) di contribuire alla loro forza, avendo una parte, invece, nel loro deperimento.

E i tuoi fiori, quali sono? Come te ne prendi cura? Se hai dimenticato di annaffiarli, che aspetti?! Sono sicura che sei ancora in tempo per rimediare!

 

Tagliare i rami secchi, per non lasciare il lavoro a metà.

Un altro modo di prendersi cura è ripulire, eliminare, lasciare andare ciò che non funziona più, o è rimasto in attesa di una decisione, o è diventato tossico piuttosto che nutriente.  I miei rami secchi sono le relazioni che hanno avuto una fine dolorosa per me, le collaborazioni lavorative che mi sono accorta di portare avanti senza desiderarlo davvero e quelle che non hanno funzionato, alcune decisioni rimandate o lasciate in sospeso. Ho verificato (anche sulla mia pelle) che ignorare i rami secchi non funziona, neanche un po’: più ti sforzi di metterli da parte (magari nascondendoli con qualche bel fiore!) e di dirti che tanto no, non ti disturbano affatto, o di lasciare le cose al caso (leggi: al potere di qualcun altro) sperando che svaniscano miracolosamente da sé, più quelli rimangono lì, forti e vigorosi, ma comunque secchi e, dunque, tutt’altro che nutrienti.

Tagliare i rami secchi significa dare un senso a ciò che è andato male, e accettarlo e digerirlo – anche quando non siamo riusciti a trovarlo, il senso, o quando quello che abbiamo trovato non ci piace per niente. Significa essere liberi da strascichi, chiudere e lasciare andare anche se fa male e si è esposti a critiche. Significa agire invece di aspettare e continuare a rimandare.

Ecco: prendermi cura di tutto questo, dando ai miei rami secchi la giusta collocazione, mi permette di avere più spazio per i fiori che ho già e a cui tengo, e anche per i nuovi che arriveranno.  

Quali sono i tuoi rami secchi? Continui ad annaffiarli, nonostante tutto? O ti sei già adoperato per tagliarli e fare spazio al bello?

 

Prova a portare questa metafora nella tua vita e poi, se ti va, raccontami cosa hai scoperto e come sta andando :) 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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