10 cose da fare per essere sicuramente...INfelice!

 

Come ho scritto qualche mese fa in una newsletter, ognuno ha la sua idea di felicità ed è difficile trovare una felicità uguale a un’altra. Del resto, non credo esistano delle linee guida che, se seguite, rendano tutti sicuramente felici.

A volte, ascoltando le storie di coloro che incontro, nel mio lavoro e anche nella mia vita fuori dal mio studio, mi accorgo di quanta fatica alcune persone facciano a vivere una vita infelice e anche come, pur essendo pienamente certe di voler essere finalmente felici, continuino a fare ogni giorno quelle cose che le tengono ben lontane dalla loro idea di felicità.

Come se stessero seguendo una di quelle liste di cose da fare per. Proprio riflettendo su questo, ho buttato giù una lista di 10 cose da fare per essere infelici, le prime che mi sono venute in mente.

 

1. Lamentarti. Ossia impiegare tante, tante delle tue energie (tutte?) per ricordare a te e a chi ti sta intorno cosa non va, di cosa vorresti liberarti, cosa vorresti cambiare. La tua attenzione è focalizzata su ciò che ti manca e non ti soddisfa, e mai su quello che invece hai già e ti piace e ti rende fiero e soddisfatto. In pratica, un ottimo modo per sguazzare nell’infelicità, specialmente se scegli di rimanere fermo lì, a lamentarti, invece di muoverti e agire, per scovare le alternative che fanno per te, quelle che ti soddisfino.

 

2. Criticarti incessantemente. Che fa di te un campione di autocritica e anche un inesperto di autocelebrazioni, al punto che quando qualcuno ti fa un complimento o ti fa notare quanto sei stato bravo, capace, in gamba, provi un forte disagio, che va oltre il semplice imbarazzo. E sì, le critiche sono utili per crescere e migliorare, ma diventa un po’ difficile sentirsi soddisfatti e felici se si fatica a riconoscere i propri meriti e punti di forza, non trovi?

 

3. Dare agli altri o agli eventi esterni la responsabilità dei tuoi problemi (e anche dei tuoi cambiamenti). Non è il momento. Lo faccio per lui/lei. Una questione di sfortuna. È colpa sua. Aspetto che passi. Sono le cose che ti racconti quando sei in difficoltà e ti confronti con qualcosa che proprio non ti piace, come se non avessi nessuna responsabilità in ciò che ti accade o ti potrebbe accadere, come se non fossi tu il protagonista della tua vita e non potessi fare nulla per cambiare direzione. Spostando all’esterno tutte le cause della tua infelicità, sicuramente senza neppure accorgertene, ti senti apparentemente più leggero e sollevato, perché in effetti se non hai responsabilità non c’è nulla che puoi fare, ma anche impotente e perennemente insoddisfatto, perché mentre ti sollevi da ogni responsabilità ti togli anche il potere di fare del tuo meglio per renderti felice.

 

4. Scegliere ascoltando solo le tue paure. Ascoltare le proprie paure è molto utile, ma se l’ascolto viene seguito dalla comprensione del loro significato, dalla loro elaborazione e gestione. Diverso è sentire paura e bloccarsi, scegliendo di conseguenza: evitando di lasciarsi coinvolgere in una relazione, di dire la propria opinione, di cambiare le cose scomode, di aprirsi e condividere, di mostrarsi autentici e limpidi, seppur non perfetti. Quando scegli (o non scegli) per paura, perdi l’occasione di scoprire cosa c’è oltre di essa e anche di fare scelte che la tengano in considerazione, certo, ma non la usino come l’unica strada possibile da percorrere.

 

5. Scegliere ignorando i tuoi bisogni. Che in pratica significa che procedi nella tua vita NON contemplando la possibilità che tu abbia dei bisogni (amore, vicinanza, riposo, autorealizzazione, relazione, sicurezza, …) che, se ripetutamente trascurati e insoddisfatti, si fanno vivi prima o poi attraverso quella perenne sensazione di insoddisfazione e stanchezza, a volte rabbia, a volte apatia. E poi, se non dai ascolto neppure alle tue sensazioni ed emozioni, ti ritrovi a fare le tue scelte, grandi o piccole che siano, completamente prosciugato, proprio come un terreno arido e sofferente per questo, che non è stato nutrito come avrebbe meritato.

 

6. Sapere cosa vuoi e non fare nulla, proprio nulla, per realizzarlo. Molte persone si sentono incomplete e infelici perché non sanno cosa vogliono, qual è la direzione che vogliono seguire, cosa desiderano davvero. E poi ci sono altre persone che, invece, hanno messo a fuoco molto bene i loro desideri, ma svalutano la possibilità di realizzarli (o la loro capacità di riuscirci). Ecco, se sei una di queste, hai un tesoro tra le mani che tieni nascosto (anche a te stesso), perché se sai cosa vuoi e ti muovi verso il tuo obiettivo – attenzione, attenzione! - rischi di raggiungerlo pure e di sentirti felice per questo.

 

7. Fingere di essere forte a tutti i costi. Quello che non deve chiedere mai (aiuto) e deve apparire sempre allegro e felice, perché mostrarsi in difficoltà comporta due cose. La prima è che non sei perfetto – umano, insomma. Hai dei limiti e te ne vergogni, perché appariresti debole e bisognoso e non vorresti mai suscitare pietà negli altri. La seconda è che se ti mostri in difficoltà, il tuo problema diventa reale. E se diventa reale, allora sì, che devi vederlo, prenderlo in mano e affrontarlo. In parole povere: moltissima fatica in cambio di un’illusione, non sempre così efficace poi.

 

8. Dimenticarti di te. E non solo dei tuoi bisogni (vedi sopra) ma anche di ciò che vuoi, del tempo che ti occorre per stare con te e con gli altri, delle tue passioni, delle cose che ti appagano, di ciò che ti ricarica, di quello che ti serve. Se ti dimentichi di te, come fai a stare in piedi e sostenerti? Come fai a sentirti pieno e felice?

 

9. Dimenticarti degli altri. Che sono le tue relazioni importanti, in cui ti senti a casa, al sicuro, su cui puoi contare, per cui ti senti grato, di cui ti puoi fidare. Se non dedichi a queste relazioni il tempo di qualità che meritano, se non stai in queste relazioni con tutto te stesso, lasciandoti coinvolgere, condividendo, ascoltando e aprendoti a tua volta, allora ti dimentichi di un pezzo fondamentale della tua vita e della tua felicità.

 

10. Rimanere fedeli all’infelicità. Come se fosse il tuo destino, o – peggio - la tua condanna. Come se ti dicessi: ormai, è così che deve andare. Come se non si potesse cambiare idea, mai, e neppure strada, anche quando ti accorgi che è quella sbagliata. Come se non esistessero alternative, solo perché è faticoso cercarle, o perché non le hai ancora trovate. Io dico che tutto questo è il modo migliore per rimanere ancorati, ma proprio bene bene, all'infelicità.

 

Ora: se sei impegnato a seguire la tua lista di cose da fare per essere infelici, puoi:

  • continuare a farti guidare da quella lista (e raggiungere più o meno velocemente il punto 10)
  • oppure iniziare a pensare come puoi trasformare ogni singola voce della lista in modo da cambiarne l’effetto, perché, si sa, se vuoi essere felice non puoi continuare a fare quello che fino a oggi ti ha allontanato dalla tua idea di felicità, piuttosto che avvicinarti ad essa. Hai qualche idea? Scrivimela!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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