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Come il tuo bisogno di controllo controlla te (e la tua felicità)

 

Uno dei temi caldi che incontro spesso nelle storie che ascolto è il bisogno di controllare tutto, sempre e comunque. Sto parlando della (presunta) necessità di fare tutto da soli, insieme alla difficoltà a delegare e affidarsi agli altri. Dell’illusione di poter controllare gli eventi e il corso delle cose, organizzando tutto nel minimo dettaglio, anche i possibili imprevisti (che però, per definizione, non possono essere previsti…). Della pretesa che gli altri si comportino come vuoi tu, secondo i tuoi desideri o le tue dettagliate indicazioni. Dell’idea che le emozioni, soprattutto quelle spiacevoli e dolorose, vadano necessariamente controllate, lasciate inespresse e non mostrate all'esterno e a volte neppure a se stessi.

Se ti dai la possibilità di fermarti un istante, potrai accorgerti che tutte le volte che ti ritrovi affaticato, teso, legato, sotto pressione, senza via di uscita, solo, questo è dovuto alle aspettative di controllo eccessivo che cerchi incessantemente di soddisfare. Eppure, per te è come un bisogno, qualcosa che non puoi evitare di fare, un modo naturale e automatico di stare con gli altri e con te stesso, di essere, di comportarti.

Probabilmente c’è stato un momento nella tua vita in cui è stato importante, o addirittura necessario, rimanere all'erta, a controllare ciò che succedeva intorno a te o dentro di te: una vera e propria strategia di sopravvivenza. È ciò che ha funzionato in quel momento, nelle esperienze che hai vissuto, al punto che oggi il controllo fa parte di te e ti regala un senso di sicurezza.

E se questo è verissimo e anche utile in molti casi (ad esempio, quando non conosci la strada e guardi le indicazioni stradali per controllare che tu stia effettivamente andando nella direzione giusta), non è altrettanto utile in altri, cioè quando ti illudi che controllare (più o meno) tutto ti preservi da qualche dolore.

Quando ci soffermiamo sull'irrefrenabile ed eccessivo bisogno di controllo, quello che vedo sempre nelle persone che accompagno nei loro percorsi di cambiamento, è l’enorme fatica che impiegano per riuscire a soddisfarlo, a volte impegnandosi in imprese realisticamente impossibili. Perché la realtà, come sicuramente sai già anche tu, è che non tutto è controllabile. Bella fregatura, no?!

Voglio invitarti a vedere le cose da un’altra prospettiva, raccontandoti quello di cui, secondo me, rischi di privarti, assecondando il tuo eccessivo bisogno di controllo. In poche parole: il piacere di sorprenderti. Di te, delle cose belle che hai, di quel che ti capita (perché, in fondo, chi l’ha detto che deve essere qualcosa di terribile?!), delle persone che conosci già, di quelle che non conosci, delle occasioni che non immaginavi.

Mentre sei impegnato a controllare quello che potrebbe succedere, perdi di vista quello che sta già succedendo, quello che hai già. Quando rinunci a qualcosa o a qualcuno solo perché non puoi sapere come andrà a finire, stai rinunciando anche all'eventualità che quella cosa vada bene. E mentre controlli gli altri e te stesso (affinché le tue emozioni o ciò che realmente pensi rimanga ben nascosto), è te che stai perdendo di vista. Ne vale davvero la pena?

 

Ti va di allentare appena, solo poco, il controllo? Da cosa vorresti cominciare? Scrivilo da qualche parte o condividilo con qualcuno: non perdere di vista il tuo desiderio!

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.