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Trattarsi con gentilezza

 

Riflettevo su come il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi influenzi, in modo più o meno prepotente, tutti gli ambiti della nostra vita. Se abbiamo un rapporto molto critico con noi stessi, ad esempio, questo inevitabilmente avrà un impatto sul nostro grado di soddisfazione personale, a lavoro, a scuola, mentre ci relazioniamo con gli altri. Così, sarà più facile notare gli errori e gli intenti non ancora realizzati, piuttosto che le cose ben fatte e i traguardi raggiunti; dirci che potevamo fare di più e meglio piuttosto che accorgerci di quanto e cosa siamo riusciti a fare nonostante fossimo stanchi; rimproverarci per aver parlato o essere rimasti in silenzio o qualsiasi altra nostra responsabilità, piuttosto che ricordare i motivi che ci hanno spinto a fare quella scelta ed essere comprensivi con noi. 

Mentre riflettevo su tutto questo, mi sono tornate alla mente le parole di una paziente che un giorno mi disse che aveva deciso di “abbracciarsi piuttosto che demolirsi”. Quale modo migliore, se non questo, per descrivere con poche e amorevoli parole, il concetto di accogliersi e trattarsi con gentilezza, piuttosto che criticarsi demolendosi - con tutto ciò che questo atteggiamento comporta?

Te lo racconto in questo post, perché voglio ricordarti di essere gentile con te. Di non sottovalutare il potere di questo modo di trattarti. Di usare le energie che impieghi nel modo in cui ti dai addosso per concederti il permesso, invece, di abbracciarti e darti calore e supporto.

Chissà, forse è proprio ciò che desideri, ma è faticoso da rendere concreto per te, che fino ad oggi ti sei trattato severamente e con durezza. Probabilmente sei cresciuto in un ambiente in cui hai respirato tanta critica e hai osservato uno stile relazionale giudicante. Pensa a cosa succedeva quando sbagliavi o ti mostravi in difficoltà: come venivano accolti i tuoi errori? Cosa pensavi si aspettasse la tua famiglia da te? E chi si prendeva cura di te come si comportava dinanzi ai propri sbagli, come si trattava?

Rispondere a queste domande, mentre rifletti sulla tua storia, può aiutarti a:

  • comprendere meglio il modo in cui sei solito relazionarti con te stesso e perché continui a farlo, nonostante ti piacerebbe trattarti con più dolcezza, rispetto, stima. 
  • accoglierti ed essere empatico con te, allentando, anche solo per qualche momento, la tua autocritica. 

Se vorresti cambiare il rapporto con te stesso, il primo passo è proprio comprendere dove e come hai imparato a trattarti come sei solito fare. E il secondo assumerti la responsabilità del tuo desiderio di trattarti diversamente, scegliendo di dargli potere, spazio, possibilità. 

Se sei disponibile a concederti il permesso di accoglierti e a lasciar andare, anche solo per un'ora, il giudizio spietato che sei solito riservarti, ci sono molti modi in cui puoi iniziare a essere gentile con te: festeggiarti per un piccolo traguardo raggiunto, concederti 15 minuti di ritardo, ricordarti che tu, come tutti, hai il diritto di sbagliare, ritagliarti una pausa nutriente, dar via un vestito che non ti piace più, ringraziarti per le consapevolezze che hai raggiunto fino ad oggi, tenere a mente che sbagliare non fa automaticamente di te una persona sbagliata. Solo per fare qualche esempio, te ne vengono in mente altri che ti piacerebbe provare?

Voglio lasciarti con un piccolo ma prezioso momento impegno, a cui se vuoi puoi dedicare un po' della tua attenzione: qualsiasi gentilezza tu scelga di praticare nei tuoi confronti, concediti la possibilità di godere della sensazione di piacevolezza che ne ricaverai. Sarà un po' come farti un doppio regalo. 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.