Quando tuo figlio piange (e non sembra abbia intenzione di smettere...)

 

Sul pianto dei bambini ho da dire due cose.

La prima riguarda la sua funzione e la seconda i vari tipi di pianto. E poi, mi soffermerò sulla tua reazione dinanzi al pianto di tuo figlio (o del bambino di cui, per vari motivi, ti occupi) che non solo piange disperato, ma non ha nessuna intenzione di smettere – almeno così pare.

Partiamo dalla funzione: comunicare. In sostanza, il pianto è lo strumento che il tuo bimbo usa per parlarti e dirti un enorme mucchio di cose, specialmente se è ancora piccolo e il suo linguaggio e la sua consapevolezza sono poco sviluppati.

Nei miei colloqui con i genitori ho notato che questa informazione non è così scontata – ecco perché ho pensato di condividerla anche qui, con te. Quando i genitori iniziano a vedere i pianti dei propri figli come dei mezzi piuttosto che come dei problemi da risolvere, la gestione del pianto stesso diventa più leggera e praticabile. Quindi: ok, tuo figlio non piange per rovinarti intenzionalmente la vita ma per comunicarti qualcosa. Il punto è: cosa?

La prima cosa che mi viene in mente, per rispondere a questa domanda, è che serve un bel po' di allenamento per capirlo. Ma, in realtà, credo che l’allenamento perda qualsiasi efficacia se non è supportato da una buona dose di empatia. Quel modo in cui ti metti nei panni di tuo figlio e, conoscendolo bene (chi meglio di te?!), ti chiedi: come mi sentirei se fossi al posto suo? Cosa mi darebbe fastidio? Cosa mi consolerebbe?  

Secondo me, poi, esistono vari tipi di pianto – un po’ come se esistessero diverse comunicazioni. Nella mia esperienza di educatrice, ho incontrato tanti, tanti bambini e voglio raccontarti l’idea che mi sono fatta a riguardo. Facendo una sorta di media tra tutte le esperienze che ho visto e vissuto, direi che esistono (almeno) due tipi di pianto – una categorizzazione parecchio riduttiva (perché ogni esperienza è diversa, e volendo anche ogni pianto lo è), ma funzionale per condividere con te due concetti essenziali.

Ci sono delle lacrime che esprimono una vera e propria sofferenza. Spesso ti rendi conto che si tratta di questo tipo di pianto perché ti senti male anche tu, mentre senti piangere tuo figlio. Pensa ai bimbi molto piccoli che hanno fame, ma non sanno dirtelo altrimenti, o semplicemente hanno bisogno di contatto. O ai bimbi che tentano di comunicare una emozione “sgradevole”, come la tristezza o la paura, non sempre facile da esprimere, a prescindere dalle capacità linguistiche e dall’età del bambino.

E poi, ci sono le lacrime di protesta, spesso accompagnate da urla esagerate e scene degne di una coinvolgente rappresentazione teatrale (!). Quelle che ti fanno arrabbiare molto o ti fanno impaurire e disperare.

Lo so, può essere difficile da credere, ma in entrambi i casi sono lacrime che nascondono un bisogno (insoddisfatto) e una emozione (più o meno sgradevole, da capire e imparare a gestire). In entrambi i casi, lacrime con cui il tuo bimbo ti vuole dire qualcosa.

E vengo alla tua reazione. Può darsi che tu sia un genitore che non sa che fare quando suo figlio piange, o uno che reagisce sempre allo stesso modo (arrabbiandosi sempre o consolando sempre) a prescindere dal “tipo” di pianto del bambino. In ogni caso, il mio invito è lo stesso.

Cerca di comprendere la sua comunicazione: cosa vuole dirti? Cosa ti sta chiedendo?

Sii comprensivo con l’idea che i bambini, sì piangono, ma lo fanno per un motivo. Se scopri qual è, anzi di quali motivi si tratta (perché non ce ne sarà solo uno!), puoi scegliere come reagire.

E la tua risposta al pianto di tuo figlio potrà essere quella che risolve il problema, perché il rischio che ti auguro di correre è di soddisfare quel bisogno e accogliere quell’emozione – proprio quelli che si nascondono dietro lacrime più o meno disperate.

E poi goderti gli sguardi grati e i sorrisi del tuo bimbo!

 

A Capricci, non vi temo! parleremo anche di questo: se ti va di approfondire, metterti in gioco e continuare la conversazione, questa è l’occasione per te! Ci sarai? :)

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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