3 cose belle di #PsicochiacchiereInSalotto (che puoi imparare a coltivare anche tu!)

 

Qualche settimana fa ti invitavo ad accomodarti nel mio piccolo salotto virtuale per ritagliarci un momento di condivisione e confronto: per te, uno spazio e un’occasione per ricevere spunti e risposte alle (psico)domande e agli (psico)dubbi che ti frullavano in testa, e per me una possibilità di condividere con te le mie competenze ed esperienze, rendendomi utile. Era Psico-chiacchiere in Salotto ed è avvenuto tutto nella mia pagina facebook (dove, infatti, poi è diventato #PsicochiacchiereInSalotto – e con questo hashtag puoi rintracciare tutti i post e le domande pubblicate nella pagina).

La prima cosa che voglio dire è: grazie!

A chi ha partecipato, con la sua presenza attiva o silenziosa. A chi è passato a condividere la sua esperienza con me e con tutti coloro fossero sintonizzati. A chi si è fidato di me, chiedendomi spunti e consigli. A chi si è voluto mettere in discussione, per fare scelte più felici. Grazie di cuore!

E poi, voglio condividere con te alcune riflessioni che ho fatto a esperimento finito. E te le racconto perché sono 3 cose che, se vuoi, puoi portare o coltivare anche nella tua vita.

 

Il potere (e il bello) della condivisione. Lo sapevo già, ma ne ho avuto l’ennesima conferma a #PsicochiacchiereInSalotto. La condivisione è formidabile: ti permette di aprirti, sentirti ascoltato e compreso, confrontarti su ciò che ti preoccupa o fa paura. Le persone che sono entrate nel mio salottino con le loro domande, scegliendo di condividere con me le loro storie e i propri dubbi, ne sono uscite arricchite, con spunti di riflessioni, nuove informazioni  e nuovi punti di partenza. Dall’altra parte c’ero io, che mi sono arricchita a mia volta, mentre condividevo tutto ciò che sapevo (e sentivo): arricchita di nuove storie, emozioni, stimoli, riflessioni. E, cosa più importante, mi sono portata a casa la soddisfazione di essere stata utile – grazie a risposte come queste…

Fidarsi di più, controllare di meno. Per come era strutturato (iniziativa pubblica su un social, raggiungibile da chiunque a qualsiasi ora), #PsicochiacchiereInSalotto era un evento non controllabile, sicuramente non da me (che però ero anche l’unica che se ne occupava!) e non per una settimana intera, 24h al giorno. Non potevo prevedere cosa sarebbe successo, chi avrebbe fatto quale domanda né tanto meno a che ora l’avrebbe fatta, se il salotto avrebbe avuto molti o pochi ospiti, se le mie risposte sarebbero state di aiuto o meno.

Ho deciso di fidarmi - di me e dei miei ospiti - abbandonando la pretesa di controllare l’incontrollabile. Il risultato? (Psico)chiacchiere in tranquillità, nel rispetto dei tempi e delle esperienze di tutti (miei che passavo a rispondere appena mi era possibile collegarmi, e di chi tornava con un’altra domanda, una riflessione sulla risposta ricevuta, una nuova condivisione).

 

Il bello di sperimentare. Questa iniziativa è stata un esperimento per me. Non mi ero mai cimentata in una esperienza del genere, neppure dal vivo, ed ero molto curiosa di come sarebbe andata. L’ho vissuta pensando fosse un’occasione – per me, innanzitutto – per mettermi alla prova in un contesto virtuale, pubblico e non privato (e dunque diverso dalle email), dinanzi alle domande più varie. Quando ti dai la possibilità di sperimentare rischi, è vero, ma la bella notizia è che puoi usare i risultati dei tuoi esperimenti a tuo vantaggio, sempre, trasformandoli in informazioni o lezioni da ricordare, osservando cosa puoi modificare e fare diversamente in futuro, o godendo di essi (evviva!). Per esempio, mi sono sentita soddisfatta del mio lavoro mentre leggevo che le persone si sentivano rispecchiate e comprese grazie alle mie parole. Mi sono anche appuntata diversi aspetti migliorabili di #PsicochiacchiereInSalotto, su cui rifletterò per renderla una esperienza ancora più utile e piacevole, in futuro.  

 

Condividere, fidarsi, sperimentare: che parole sono per te? Sconosciute? Familiari? Ti piacciono? Ti fanno paura?

Se vuoi raccontarmelo, sai dove trovarmi!

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 0