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Come le parole (limitanti) che usi influenzano il tuo modo di vivere la vita, ogni giorno

 

Questo è un post sul potere delle parole e su come queste influenzino i nostri comportamenti e i nostri modi di pensare, nel bene e nel male, e in modo del tutto inconsapevole – perlomeno finché non iniziamo a osservarci (o meglio, ascoltarci) e rifletterci su.

Nel mio lavoro le parole sono fondamentali. Me lo ricordo ogni volta che osservo l'effetto della scelta di una parola o una frase su chi siede di fronte a me. L’ultima volta è stata qualche settimana fa, quando ho detto a una persona che accompagno in un percorso di cambiamento che aveva il diritto di provare le emozioni le sentiva, mentre lei mi raccontava quanto si giudicasse per quello che sperimentava e di quanta fatica stesse facendo per non sentirlo. La potenza  di puoi (invece di non devi farlo) è stato visibile all'istante, davanti a me: occhi sgranati e increduli, seguiti da un grande sorriso e un sospiro di sollievo – una esperienza corporea ed emotiva che quella persona si è portata a casa e che le ha permesso di continuare a riflettere su di sé anche fuori dai nostri incontri.

Se credi che nel modo in cui gestisci la tua vita ci sia qualcosa che non funziona, voglio offrirti qualche spunto che ti aiuti a cogliere quelle parole o espressioni limitanti che usi abitualmente, e come queste abitualmente influenzino tutto il resto: pensieri, emozioni, comportamenti, scelte.

Le parole di cui non ti accorgi sono delle comunissime espressioni verbali per te familiari, perché le usi da sempre e che probabilmente non sai di pronunciare con regolarità. Ti racconto due esempi concreti:

  • Un genitore che si rivolge al proprio bimbo aprendo la frase con “Attenzione!”, anche quando non c’è nessun pericolo a cui prestare effettivamente attenzione: perché c’è differenza tra attraversare a piedi una strada ad alta velocità (in cui è protettivo rimanere vigili e non distrarsi) e sollevare un bicchiere d’acqua dal tavolo (il peggio che può succedere è che cada dell’acqua per terra, no?). Si tratta probabilmente di un genitore pauroso e ansioso, che, senza rendersene conto, sta trasmettendo a suo figlio le sue paure e un atteggiamento di continua allerta o di freno e blocco (perché anche se il pericolo non c’è, potrebbe sempre arrivare).
  • Una persona la cui espressione tipica è “Non posso… (uscirne, farlo, comportarmi diversamente, gestire questa situazione), anche quando non c’è nessun impedimento concreto. Togliersi potere è una scelta spesso dettata dalla paura di affrontare le conseguenze di un cambiamento personale o relazionale (“Potrei dire al mio capo cosa non va ma ho paura della sua reazione", ad esempio)

Quando certe parole o espressioni limitanti vengono usate con regolarità, queste diventano parte delle proprie esperienze quotidiane e, dunque, anche di sé stessi: sentirsi impauriti, impotenti, privi di valore, sono vissuti familiari, che contribuiscono a nutrire emozioni pesanti, pensieri inibenti, sensazioni di costrizione e infelicità.  

Se ascolti il tuo linguaggio, le frasi e le parole che usi spontaneamente senza pensarci, quale espressione ricorre frequentemente? E se metti in relazione le tue parole (o espressioni) con il tuo modo di sentirti, trattarti e comportarti ogni giorno, che collegamento intravedi?

 

Se hai trovato delle risposte a queste domande, se si è accesa una lampadina, ti invito a prenderne nota, perché:

  • Hai ottenuto delle nuove informazioni su ciò che non ti piace, ti sta stretto, non funziona: sono preziose, non perderle!
  • Puoi riflettere su ciò che vuoi cambiare: come vorresti, invece, sentirti ogni giorno? Quali parole – liberatorie e sbloccanti e non limitanti o inibitorie – vorresti allenarti a pronunciare?

Se poi hai voglia di condividere le tue scoperte con me, commenta questo post: sarò felice di leggerti!

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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