Perché non si parla mai della gioia?

 

Buon 2016! Sei pronto a ricominciare? Io voglio iniziare questo nuovo anno con un post sulla gioia.

Perché ti auguro di coltivarne un bel po’ ogni giorno, da solo e in compagnia. Perché mi piacerebbe che diventasse una tua routine quotidiana. Perché spero che le scelte che fai abbiano come obiettivo la gioia, e mai la sofferenza, l’insoddisfazione, il senso di costrizione.

E poi anche perché mi sono accorta che ne parla sempre troppo poco, tutti così concentrati a captare quello che non va, quello che ci provoca disagio o anche semplicemente fastidio, quello che sarebbe fantastico se andasse come desideriamo (ma non è così, giusto?).

 

E la gioia? Quanto spazio rimane per la gioia?

 

Prendi quella situazione, quel luogo, quella persona, qualcosa che hai fatto, visto, sentito, odorato e ti ha fatto sentire contento e appagato, ti ha fatto sorridere, ti ha dato serenità.

Prenditi un momento per riflettere, individua quel che ti dà piacere e gioia, prendi nota.

  • Cosa fai, ogni giorno, per coltivare quel che ti procura gioia?
  • Quanto tempo e quanta energia gli dedichi?
  • Come alimenti la gioia che hai conquistato, quando tutto finisce? In pratica, come te ne ricordi?

Se trovare una risposta a queste domande ti sembra difficile e faticoso, allora hai proprio bisogno di allenarti a procurarti e sperimentare l’emozione più nutriente di tutte: la gioia.

Ti va di iniziare a parlare della tua gioia? Puoi farlo con una persona vicina con cui ti senti a tuo agio (e che magari – chissà - ne è parte...). E poi, invitalo a fare lo stesso con te o con qualcun altro, a sua volta. Condividere la gioia con qualcuno di cui ti fidi ed è importante per te, renderà più forte e presente la tua emozione. Che aspetti?!

 

Fammi sapere come è andata: sai dove trovarmi! Intanto...cin cin! :)

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 2
  • #1

    giorgia (domenica, 17 gennaio 2016 16:57)

    Grazie per questo post pieno di speranza!

  • #2

    Liria (giovedì, 04 febbraio 2016 10:46)

    :) evviva la speranza!