Il nutrimento che puoi concederti ogni giorno

 

La fine dell’anno è alle porte e forse anche tu, come molte, moltissime persone, stai facendo i conti con tutta la tua stanchezza (non solo fisica). Mi riferisco a quel senso di insoddisfazione che accompagna i tuoi pensieri riguardo al modo in cui hai gestito le tue giornate, sentendoti trascinato dalle circostanze e dai doveri e schiacciato dalle pressioni esterne, o in cui sei stato nelle tue relazioni (poco? troppo? con il corpo sì e con la testa no?), o in cui hai scelto cosa fare e a cosa rinunciare.

Se questa descrizione ti è familiare, è probabile che tu non sia procurato e concesso il nutrimento necessario per stare bene: non parlo dei cibi che hai mangiato, ma di affetti, passioni, spazi e tempi di solitudine, cose che ti piacciono, letture, abbracci, e tanto altro.

In sostanza, il nutrimento psicologico di cui tutti noi abbiamo bisogno, ogni giorno,

perché ci fa sentire pieni e soddisfatti (proprio come un bel piatto del tuo cibo preferito!) e ci da energia e forza per vivere serenamente e affrontare anche le giornate peggiori.

Pensaci un momento e individua i tuoi nutrimenti di ogni giorno. La persona con cui ti senti “a posto”, quel libro che ti piace tanto, il tempo che ti sei concesso per gustarti un caffè. Pensa alle piccole e grandi cose che metti nella tua vita e che ti fanno sentire appagato, contento, carico, nutrito: quanto spazio occupano nella tua giornata? È sufficiente o troppo poco?

La fatica o l’incapacità di concederti spazi, relazioni, situazioni nutrienti parla dell’idea che hai di te e di ciò che sei convinto tu possa realmente permetterti di avere. Gli esempi possono essere tantissimi, mi soffermo sui 2 che incontro più frequentemente nelle storie che ascolto.

 

Gli altri e le relazioni. Questo esempio mi fa pensare a due modi in cui le persone si privano di nutrimento: l’assenza di relazioni e le relazioni tossiche.

Alcune persone, seppur apparentemente circondate da numerosi affetti, non si danno la possibilità di entrare in relazione con loro: non si aprono, non condividono, non ascoltano, non stanno in relazione. Altre, invece, vivono relazioni anche molto intense, tuttavia non si sentono rivitalizzate dopo questi incontri, bensì intossicate, svilite e di cattivo umore.  

 

Se stessi e i propri desideri. Un modo in cui le molte persone rinunciano a nutrirsi è organizzando e trascorrendo delle giornate piene di cose da fare, in cui c’è tempo per gli impegni e i doveri e per le esigenze degli altri, ma non c’è tempo per sé. Per annoiarsi, dedicarsi ai piccoli e grandi piaceri, fare con calma, procurarsi ciò che si desidera.

 

Qual è la tua esperienza a riguardo? Sei allenato a concederti, ogni giorno, il nutrimento che meriti? E se la risposta è no...da quale vuoi iniziare?

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 2
  • #1

    Sole (lunedì, 20 giugno 2016 15:49)

    Conosco bene quel senso di insoddisfazione di cui parli, quello che, come affermi tu, "accompagna i tuoi pensieri riguardo al modo in cui hai gestito le tue giornate", perché l'ho provato molte volte. Ma queste ultime due settimane qualcosa è cambiato, qualcosa dentro di me ha iniziato a prendere forma e a fare capolino nella mia percezione. Molti giorni sono trascorsi senza portare con sé insoddisfazione. Ho vissute le mie giornate ricercando la fonte di benessere capace di riempirmi di emozioni positive e alla fine l'ho trovata: inizialmente ho cercato di mettere in atto quelle azioni e di attivare quei pensieri che prima mi rimanevano così difficili da riporre nella mia quotidianità, questi gesti e quei modi di pensare che in un tempo molto lontano (oramai) faceva parte della mia persona e della mia personalità con naturalezza, ma che poi con il tempo e le battaglie affrontate ho messo nel dimenticatoio, in qualche angolo sperduto di me. Successivamente, mi sono resa conto, a piccoli passi, dei benefici che apportava questo mio nuovo modo di affrontare e vivere le giornate. E, progressivamente, ho cercato di imprimermi bene a mente quali sono stati gli aspetti più significativi di questa nuova modalità di vivere, in modo da non perderla di vista e di poterla rafforzare fino ad acquisirla interiormente.
    Mi sono nutrita di me stessa. Ho elencato le mie qualità, i miei bisogni, i miei interessi e le mie motivazioni, mi sono concessa la possibilità di vivere come protagonista e di agire per far sì che ogni momento sia migliore del precedente. Ho ascoltato attentamente le mie esigenze e le mie difficoltà, non per permettergli di farmi trascinare nel fondo, ma per poterle analizzare e poi superare adeguatamente. Non nego che tutto questo sia stato difficile, nè che ci sono stati momenti di "rabbia" ed, ancora, non nego che ci sia stato un momento in cui ho vacillato e ho perso l'equilibrio, ma sono riuscita ad alzarmi, più forte e più consapevole di prima.
    Spero che questa sia la strada giusta e spero soprattutto di non perderla di vista.

  • #2

    Liria (sabato, 25 giugno 2016 13:37)

    Bentornata Sole, grazie per aver(mi) raccontato la sua esperienza di nutrimento qui e mi scusi se le rispondo solo ora, ma questo commento mi era sfuggito.
    Dare ascolto ai suoi bisogni, a ciò che le piace e vuole, è un ottimo modo per non perdersi di vista e procurarsi ciò che la fa stare bene. Come fosse una bussola che può guidarla nel suo percorso.
    Buona strada, dunque :)
    Un abbraccio,
    Liria