Di quella volta che la paura diventò una tua grande amica – prima puntata

 

Lo so, il senso di questo post può sembrarti assurdo, perché - diciamolo chiaramente - la paura è una delle emozioni più scomode che possiamo provare. Abbiamo paura perché avvertiamo un pericolo e dunque, in modo del tutto naturale, ci proteggiamo evitando o allontanandoci da quel che ci spaventa.

Fin qui tutto ok. Perché la “funzione” psicologica della paura è proprio quella di proteggerci dai pericoli, permettendoci di prenderci cura di noi e preservare il nostro benessere ed equilibrio.

 

La paura diventa un limite quando ci blocca dinanzi a qualcosa che percepiamo come un pericolo ma che in realtà non lo è. Anzi, diciamo pure che in molte circostanze trattasi di opportunità!


Se l’argomento ti suona familiare, probabilmente hai il dubbio o la certezza che le tue paure ti portano a evitare situazioni, cose, persone che potrebbero rappresentare la risposta ai tuoi desideri di vivere relazioni più soddisfacenti, sentirti più soddisfatto di te, realizzarti nel lavoro, e così via. Allora, non ti resta che trasformare la tua peggior nemica, la paura, nella tua amica del cuore.

 

Inizia da raccontare a te stesso di cosa hai paura: in pratica, di quale mostro stiamo parlando? Ad esempio, di una nuova relazione? E di cosa nello specifico? Hai paura di essere ferito? Di essere giudicato? Di non essere abbastanza interessante? Individua il punto centrale.

Qualsiasi cosa sia, in questo modo rendi la tua paura un ostacolo concreto, qualcosa di affrontabile, alleggerendola.

 

A questo punto è fondamentale capire se questo ostacolo dinanzi cui ti fermi, limitando la tua felicità, è un pericolo reale. Qualcosa da cui devi proteggerti perché può farti del male o un’occasione di crescere, realizzarti, sentirti felice…travestita da pericolo?

 

Ascolto spesso storie di persone impaurite proprio dinanzi a quello che hanno sempre voluto. Una relazione di reciproco rispetto, un lavoro in cui poter esprimere le proprie potenzialità, un figlio, un luogo in cui sentirsi accettati e compresi. Più l’obiettivo è vicino, più si fa grande la paura, più è forte l’intenzione di ritirarsi e tornare indietro, lasciando andare l’opportunità tanto desiderata.

Mi viene in mente, in particolare, la storia di un giovane uomo che desiderava moltissimo una relazione di coppia stabile ma che interrompeva puntualmente le sue relazioni nel momento in cui iniziavano a diventare più solide. Era questo il momento in cui la paura di essere abbandonato faceva capolino diventando sempre più pressante: la soluzione per metterla a tacere era lasciare prima di essere lasciato, così da non dover fare i conti poi con il dolore dell’abbandono. Era questo il modo in cui quest’uomo si privava di preziose opportunità di vivere una relazione intima ed essere felice.

 

Questo post non vuole di certo essere un inno all’impulsività. Non credo sia saggio tuffarci in tutto quello che ci fa paura, solo perché quella potrebbe essere un’occasione di felicità!

Penso, invece, sia fondamentale ascoltare le nostre paure, accoglierle come delle amiche e non evitarle come se fossero il nostro peggior nemico. Perché dietro la paura potrebbe nascondersi la consapevolezza di come ci stiamo boicottando mentre tentiamo faticosamente di realizzare i nostri desideri per sentirci pieni e soddisfatti.

 

Tu che ne dici? Fermati a pensarci se ti va. E poi ci ritroviamo qui la prossima settimana, con la seconda parte del post sull'amica paura.

 


CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 0