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Di quella volta che la paura diventò una (tua) grande amica

 

Anche se può sembrarti assurdo, perché la paura è una delle emozioni più scomode che possiamo provare. Abbiamo paura perché avvertiamo un pericolo e dunque, in modo del tutto naturale, ci proteggiamo evitando o allontanandoci da quel che ci spaventa: la funzione psicologica della paura è proprio quella di proteggerci dai pericoli, permettendoci di prenderci cura di noi e preservare il nostro benessere ed equilibrio.

La paura diventa un limite, però, quando ci blocca dinanzi a qualcosa che percepiamo come un pericolo, mentre in realtà non lo è (al contrario, in qualche circostanza trattasi di opportunità!).

Se l’argomento ti suona familiare, probabilmente hai il dubbio o la certezza che le tue paure ti portino a evitare situazioni, decisioni, persone che potrebbero rappresentare la risposta ai tuoi desideri di vivere relazioni più appaganti, sentirti più soddisfatto di te, realizzarti nel lavoro, e così via. Allora, non ti resta che trasformare la tua peggior nemica, la paura, in una grande amica: ti offro qualche spunto utile per farlo.

  • Raccontati di cosa hai paura. In sostanza, di quale mostro stiamo parlando? Ad esempio, di una nuova relazione? E di cosa nello specifico? Hai paura di essere ferito? Giudicato? Di non essere abbastanza interessante? Incuriosisciti, cerca l'aspetto (o gli aspetti) di cui prenderti cura. Di qualsiasi cosa si tratti, così rendi la tua paura un ostacolo concreto, qualcosa di affrontabile, alleggerendola.
  • Chiediti se sei in (reale) pericolo. L'oggetto delle tue paure è qualcosa da cui devi proteggerti perché può farti del male o un’occasione di crescere, realizzarti, sentirti felice? Tornando all'esempio della relazione: se può essere protettivo prendere le distanze da relazioni maltrattanti, perché questi contesti rappresentano un pericolo per la propria salute psico-fisica, non lo è invece evitare le relazioni che possono essere un terreno in cui mettere radici e sentirsi finalmente parte di

Ascolto spesso storie di persone impaurite proprio dinanzi a quello che hanno sempre voluto. Una relazione di reciproco rispetto, un lavoro in cui poter esprimere le proprie potenzialità, un figlio, un luogo in cui sentirsi accettati e compresi. Più l’obiettivo è vicino, più si fa grande la paura, più è forte l’intenzione di ritirarsi e tornare indietro, lasciando andare l’opportunità tanto desiderata.

Mi viene in mente, in particolare, la storia di un giovane uomo che desiderava moltissimo una relazione di coppia stabile ma che interrompeva puntualmente le sue relazioni nel momento in cui iniziavano a diventare più solide. Era questo il momento in cui la paura di essere abbandonato faceva capolino diventando sempre più pressante: la soluzione per metterla a tacere era lasciare prima di essere lasciato, così da non dover fare i conti poi con il dolore dell’abbandono. Era questo il modo in cui quest’uomo si privava di preziose opportunità di vivere una relazione intima ed essere felice. 

Questo post non vuole di certo essere un inno all'impulsività. Non credo sia saggio tuffarci in tutto ciò che ci fa paura; penso invece sia fondamentale ascoltare le nostre paure, accoglierle come delle amiche e non evitarle come se fossero il nostro peggior nemico. Perché dietro la paura potrebbe nascondersi la consapevolezza di come ci stiamo boicottando mentre tentiamo faticosamente di realizzare i nostri desideri per sentirci pieni e soddisfatti. E il cambiamento di quello che non ci piace parte proprio dalla consapevolezza: di noi, dei nostri bisogni, delle emozioni, di come ci muoviamo nel mondo, dei nostri desideri di cambiamento. 

 

Tu che ne dici? Fermati a pensarci se ti va. Se vuoi condividere le tue riflessioni, le leggerò volentieri. 

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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