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Convivere con le scelte sbagliate: e se non fosse necessario?

La scorsa settimana scrivevo di scelte sbagliate, quelle che prima fai e poi te ne penti. Quelle definitive, a cui non vedi rimedio, perché è troppo tardi o perché le alternative che vedi disponibili non ti sembrano perseguibili. Quelle che vanno perdonate, nostro malgrado. Oggi torno a parlarne, ma da un punto di vista differente: di possibilità.

Perché se è vero che può succedere di fare delle scelte e poi accorgersi che non erano quelle giuste, non è altrettanto vero che diventa necessario conviverci per sempre. Come se, una volta scelto qualcosa, quel capitolo fosse chiuso e non fosse più possibile introdurre alcun cambiamento per modificare la scelta che non (ci) va più bene. 

Puoi sempre scegliere (ancora)

La realtà è che tutto ciò che fai nella tua vita, è scegliere – ci avevi mai pensato? Dalle azioni che intraprendi quotidianamente senza neanche pensarci, come rimanere in ufficio a lavorare fino a tardi, a quelle su cui ti ritrovi a riflettere molto, passando in rassegna tutte le possibili conseguenze: continuare o chiudere una relazione, accettare o meno una proposta lavorativa, partecipare a occasioni sociali anche quando vorresti goderti una serata solitaria, dire no o assecondare richieste esterne.  

 

Anche quando hai l’impressione di subire la scelta di qualcuno, ad esempio, scegli di dare potere all'altro e toglierlo a te, e di subirla (sicuramente per un motivo). E se ritieni di aver fatto una scelta sbagliata e vuoi conviverci, stai scegliendo di farlo (sicuramente per un motivo) e di accettare che quella è la tua scelta definitiva.  

Puoi sempre cambiare idea

Cambiare idea è una delle possibilità, e non c’è nulla di sbagliato nel farlo. Abbracciando anche una condizione oggettiva del nostro essere persone: i motivi per cui facciamo una scelta piuttosto che una altra nella nostra vita, possono variare nel corso della vita stessa.

Quando ti vieti la possibilità di cambiare idea, oltre a togliere una buona parte di potere a te stesso, rischi di svalutare possibili alternative a quel che non ti piace (o non più) e su cui invece è realistico e possibile attuare un cambiamento.  

Ciò che noto spesso nel mio lavoro, è che le persone si predispongono a rassegnarsi alle scelte infelici piuttosto che fare qualcosa per modificarle e sentirsi più appagate e tranquille, ossia per procurarsi o contribuire a costruire situazioni, luoghi, relazioni, che desiderano, in cui si sentono a casa e liberi di essere sé stessi, semplicemente così come sono.

Penso, ad esempio, a chi è immerso in relazioni trascuranti e insoddisfacenti che si è pentito di aver scelto: mentre si rimprovera di aver sbagliato, si dice anche che non c’è soluzione e ormai – ahimè - deve farsene una ragione. A volte, è come se la via della rassegnazione fosse vissuta come più facile e meno faticosa di una scelta di cambiamento; nella realtà, invece, si verifica l’esatto contrario, perché se la rassegnazione ti spegne e ti prosciuga, prenderti il potere di scegliere cosa e come cambiare, ti illumina e ti dà forza.  Alle relazioni non più appaganti, ad esempio, possono esserci diverse alternative perseguibili: è molto probabile che si tratti di scelte faticose, in alcuni casi anche dolorose, ma restano delle possibilità. Si può osservare e capire cosa non funziona più e tentare di aggiustarla. Si possono negoziare accordi e trovare compromessi. Si possono accettare alcune cose e cambiarne altre. Si possono chiudere e salutare. 

Ti lascio con uno spunto di riflessione. Se credi che l’unico modo di gestire le tue scelte sbagliate sia conviverci, chiediti se non hai il potere di scegliere ancora, e cambiare idea, o se invece te ne stai privando, per paura, sensi di colpa, insicurezza.  

Se avrai voglia di condividere le tue riflessioni in un commento, poi, le accoglierò molto volentieri.

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 8
  • #1

    Martina (sabato, 28 aprile 2018 18:22)

    Ciao Liria, ho letto il tuo blog e mi ha colpito molto

  • #2

    Liria (mercoledì, 01 agosto 2018 10:55)

    Ciao Martina, scusa ma mi accorgo solo ora del tuo commento! Grazie mille, ne sono contenta, spero tu possa trovarci degli spunti e consigli utili.
    Buona lettura!

  • #3

    Mirko (martedì, 25 agosto 2020 10:19)

    Ciao Liria, ho letto il tuo articolo sulle scelte sbagliate. Ma se una scelta sbagliata riguarda una questione su cui non si può tornare indietro, a meno che uno non sappia riavvolgere il tempo, e si accorge di aver sbagliato e si sente in colpa e dispiaciuto per aver perso un'occasione cosa si può fare? Io mi riferisco a sensazioni che mi attanagliano e non riesco ad allontanare in nessun modo. Grazie.

  • #4

    Liria (venerdì, 28 agosto 2020 11:53)

    Buongiorno Mirko, hai già letto questo post?
    https://www.psicologapsicoterapeutaroma.com/2015/09/20/come-convivere-con-le-scelte-sbagliate-prima-puntata/
    Inizia dal chiederti quanto sei disposto a perdonarti per l'errore che hai fatto. E se sei disposto a concederti questa possibilità, invece di continuare a darti addosso e sentirti in colpa, e ti accorgi che da solo non ce la fai, valuta un percorso di psicoterapia in cui farti accompagnare.
    Buona strada!

  • #5

    Giulia (domenica, 15 novembre 2020 21:01)

    Buonasera Liria, ho letto con molto interesse il tuo blog. Io sono convinta di aver fatto una scelta lavorativa sbagliata che mi ha portato in un'altra città. Non sbagliato perché il lavoro sia brutto, è il lavoro della vita per me, ma perché da quando mi sono trasferita ho perso mia sorella e mia madre ha scoperto di avere un brutto male. So che è stupido, ma credo che se avessi rinunciato a questo lavoro, ld cose sarebbero andate meglio. Sono sensazioni che non riesco a farmi passare. Grazie

  • #6

    Valentina (sabato, 05 dicembre 2020 16:22)

    Ho lasciato un matrimonio di 10 anni con figli,perché mi ero innamorata di un altra persona!ma tornassi indietro non lo rifarei...non é la vita che mi.aspettavo...ho preso una decisione troppo affrettata..e ora mi tocca vivere con il pentimento

  • #7

    Liria (venerdì, 01 gennaio 2021 19:53)

    Care Giulia e Valentina,
    non tutte le scelte che facciamo sono sempre irrimediabili, anche quando crediamo lo siano. Ma se appartengono a un periodo passato, e dunque tornare indietro per cambiarle non è realisticamente possibile, occorre farci pace e cercare la propria strada per ritrovare la serenità.
    Vi consiglio di leggere la prima parte di questo post, *Convivere con le scelte sbagliate: quando non è possibile cambiarle*, lo trovate qui: https://www.psicologapsicoterapeutaroma.com/2015/09/20/come-convivere-con-le-scelte-sbagliate-prima-puntata/
    Un sorriso per voi.

  • #8

    Rita Benedetti (giovedì, 26 agosto 2021 14:52)

    Gentile dottoressa,

    io 3 anni fa ho cambiato ambito lavorativo per passare da una situazione più precaria ad una più stabile. Purtroppo nel nuovo ambiente (pur impegnandomi )non mi trovo bene. Non mi sento a mio agio, non mi piace del tutto,soffro d'ansia e rimpiango molto il vecchio settore. Qui sono a tempo indeterminato...sto comunque mandando cv e facendo colloqui ma non trovo nulla.
    Che fare? Devo accettare di aver sbagliato scelta e andare avanti ma non riesco. Vorrei trovare più cose positive nel quotidiano.
    Mi fa rabbia questa situazione.
    Ringrazio dell'attenzione