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Convivere con le scelte sbagliate: quando non è possibile cambiarle

 

Fare una scelta e poi accorgerti che non era quella giusta: quando si tratta di una scelta che ritieni definitiva, ti ritrovi a fare i conti con la realtà di non poter tornare indietro, né rimediare o cambiare idea e decisione.

Sono scelte che vivi come sbagliate e che portano con sé emozioni difficili da digerire. Ansia, ad esempio, quando temi di aver intrapreso una strada (che può essere anche una relazione o un lavoro, o qualsiasi altro aspetto importante della tua vita) che non fa per te. Frustrazione, perché ti senti intrappolato in una scelta di cui ti sei pentito. Tristezza, perché non vedi soluzioni alternative o perché con la tua scelta, hai ferito o perso qualcuno. Rabbia verso te stesso, perché ti critichi per quello che hai scelto (o non scelto) e continui a ripeterti che avresti dovuto fare altro. Rabbia verso gli altri, quando hai la sensazione di aver scelto cose sbagliate a causa di qualcun altro (per il suo bene, per dimostrargli qualcosa, per stare con lui o lei, e così via). 

Se sei arrivato qui, probabilmente quel che scrivo ti suona familiare e vorresti trovare un modo per vivere meglio con quella scelta di cui ti sei pentito e che reputi di non poter cambiare. Ti racconto due spunti che possono tornarti utili per cambiare prospettiva, anche solo per pochi minuti, e darti la possibilità di guardare la tua scelta sbagliata con occhi diversi.

  • Impara a perdonarti. Del resto, se ci pensi un momento, continuare a darti addosso o lasciarti soccombere dai sensi di colpa e dai rimpianti, finora non ti ha aiutato di certo a cambiare gli effetti della scelta che ti fa tanto soffrire. Ciò che puoi iniziare a fare di diverso, invece, è ricordare il motivo che ti ha portato a farla e fare pace con te. Mi viene in mente la storia di una paziente che aveva scelto un lavoro che non le piaceva: non si sentiva appagata, si rendeva conto che non le permetteva di esprimere il suo talento come avrebbe voluto e che non rispondeva alle sue aspettative e desideri. Per questo, ci andava malvolentieri e spesso era il suo corpo a esprimere il suo malessere e la sua frustrazione attraverso dermatiti e reazioni allergiche. Ma lo aveva scelto per un preciso motivo: quando l’aveva trovato, viveva grosse difficoltà economiche e quel lavoro le aveva permesso di risollevarsi e far fronte alle sue principali preoccupazioni. Forse la sua storia può esserti di ispirazione per individuare il tuo motivo, che ha dato o dà ancora valore alla tua scelta; quello che ti ha spinto a scegliere ciò che oggi ti sta stretto, ti fa soffrire o non ti fa dormire la notte. E mettendo a fuoco quel motivo di valore, concederti una tregua dalla tua autocritica e dai tuoi sensi di colpa.
  • Individua un aspetto positivo della scelta che hai fatto. Un beneficio non previsto che ne hai ricavato, o un aspetto che, nonostante tutto, ti tiene ancora lì, fermo in quella scelta al punto da renderla definitiva. La mia paziente, ad esempio, aveva poche amicizie prima di intraprendere quel lavoro e nell'ambiente lavorativo aveva incontrato due persone con cui, nel tempo, aveva sviluppato un legame intimo e di fiducia.

Che ne dici di darti questa possibilità? Di metterti in gioco e provare a dare un’altra faccia alla scelta con cui fatichi a convivere? E poi, se ne hai voglia, torna qui a raccontami come è andata: ti leggerò volentieri!

Se invece hai anche solo il minimo dubbio che convivere con le scelte di cui ti sei pentito, non sia quel che vuoi, puoi prendere in considerazione un altro modo di gestire la faccenda: te lo racconto qui

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 1
  • #1

    Pentita (lunedì, 25 febbraio 2019 18:31)

    Ciao!
    Sono capitata nel tuo blog per caso, alla ricerca di metodi per cercare di far fronte a questa sensazione di aver sbagliato una scelta e non riuscire a dormirci la notte.
    Ho rifiutato un lavoro, ora che ne ho bisogno, che era quasi perfetto. Perché? perchP sono un'eterna indecisa, mi sentivo in gabbia e avrebbe stravolto la mia vita.
    Ho avuto il panico e quindi mi son precipitata a rifiutarlo. Ora me ne pento perché la mia situazione economica è grave. Probabilmente finirò a fare qualcosa di molto più insoddisfacente. Ma ormai è fatta. Perchè invece questo peso non se ne va mai?