I desideri che NON fanno la felicità

 

Ti sei mai chiesto quali desideri, una volta realizzati, ti farebbero sentire davvero felice? E cosa fai Tu per realizzarli?

Io ho imparato che a volte ci ritroviamo a perseguire desideri che vanno esattamente nella direzione opposta a quella del nostro benessere – solo che non ce ne accorgiamo.

 

Oggi voglio raccontarti 4 desideri che incontro frequentemente nelle storie di chi incrocio nella mia strada di psicologa, amica, persona vicina che osserva, ascolta, accoglie altre persone.

 

Uno di quelli che vanno per la maggiore è desiderare di cambiare gli altri.

Prendi la tua amica che crede che potrà essere finalmente felice quando suo marito, il suo capo, la sua amica, suo figlio cambierà/nno, e dunque se le chiedi “cosa vorresti di più al mondo per essere felice?” ti risponde “che quella persona cambi”. In sostanza, la sede della sua felicità è nelle mani degli altri, che significa che la tua amica farà di tutto per cambiarli (così poi potrà gioire). Peccato che questo desiderio nasconda una falla, peccato che, in quanto esseri umani, non abbiamo il potere di cambiare nessuno.

Però possiamo cambiare noi stessi, e capire cosa Noi possiamo fare per essere felici. Su di Noi sì che possiamo esercitare un controllo e usare tutto il potere che desideriamo e riteniamo opportuno.

 

Secondo desiderio molto diffuso: essere perfetti.

Nella pratica si concretizza quando ti dici che ti sentirai finalmente soddisfatto, felice, appagato, fiero di te, quando raggiungerai l’apice dei tuoi standard di efficienza. L’eccellenza. Quando avrai fatto tutto (anche se tutto significa oltre ciò che una normale persona è in grado di fare) e l’avrai fatto anche bene, anzi benissimo. Insomma, una cosa abbastanza complicata e anche difficile (impossibile?) da realizzare. Una vera e propria condanna all’infelicità.

A meno che…non accetti che la felicità risiede anche nell’imperfezione. Che gli errori ti insegnano cose che ancora non sapevi, di te o degli altri. Che vai bene anche se non sei impeccabile, anche se scegli di fare una cosa e un’altra no, anche se una cosa ti riesce bene e un’altra proprio male.

 

Un altro desiderio che incontro spesso è mostrarsi forti.

Traduzione: non lasciare intravedere le proprie emozioni, mostrarsi allegro e felice anche quando si ha il cuore a pezzi, evitare di entrare in contatto con ogni piccola e grande emozione negativa. Pensa a quel tuo amico convinto che finché fingerà che tristezza, paura o rabbia non esistano e le terrà più lontane possibili dalla sua consapevolezza, sarà felice. Ma come fa una persona a esser felice se non vede e non vive pezzi importanti di sé?

Le emozioni, anche quelle spiacevoli, ci guidano verso la felicità, perché ci aiutano a capire di cosa abbiamo bisogno, cosa vogliamo e cosa possiamo fare. Il desiderio di sentirle tutte, consapevolmente, e di imparare a gestirle nel modo migliore sì, invece, che ci fa correre il rischio di sentirci felici!

 

E poi, c’è il desiderio di apparire diversi da quel che si è.

Nascondere i propri bisogni per far contenti gli altri, o le proprie idee per paura di essere criticati, o la propria identità sessuale per paura di essere rifiutati, mossi dalla convinzione che finché saremo per gli altri ciò che loro vogliono, allora saremo felici, semplicemente perché non saremo soli. Una vera illusione se ti metti nei panni di chi trascorre l’intera vita a fingere ciò che non è: non è un altro modo di essere solo? Solo senza sé?

Darci il potere di essere come siamo e mostrarci così, autentici e sinceri, ci fa sentire liberi e davvero appagati. Ne guadagnano immediatamente le nostre relazioni e anche noi stessi, perché possiamo muoverci con leggerezza, liberi da maschere e sensi di colpa, vivere all’aria aperta e non in mezzo alla nebbia.

 

Direi che è arrivato il momento di coltivare i desideri che fanno la felicità. Tu da quale vuoi iniziare?


 

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.



Scrivi commento

Commenti: 0