Essere genitori è anche una questione di stile (educativo)!

 

Hai mai riflettuto su quale stile genitoriale ti caratterizza? In altre parole: su quali sono i comportamenti, i modi in cui comunichi, il modo in cui vivi ed esprimi le tue emozioni nella relazione con tuo figlio - senza neanche accorgertene, in modo istintivo, automatico e il più delle volte (o sempre?) anche inconsapevole?

Ecco, se non l'hai mai fatto questo post è per te! E in realtà, puoi fermarti a leggere anche se hai già fatto le tue riflessioni, perché un po' di ripasso non fa mai male.

 

Classicamente, gli stili educativi che solitamente contraddistinguono chi si prende cura di bambini, si differenziano in autoritario, permissivo e autorevole.

 

Distinzione che viene fatta principalmente in base al calore e l’affetto manifestato dai genitori nei confronti dei propri figli, al controllo esercitato con l’uso di regole e punizioni, alla capacità o meno di comunicare, alle aspettative e richieste genitoriali di comportamenti appropriati all’età del figlio.

Scendo nel concreto.

 

Il genitore autoritario, tipicamente, è colui che non consente che la sua parola venga messa in discussione e punisce i comportamenti del figlio che non rispettano le regole che gli ha imposto. E' poco affettuoso, al punto da apparire distante e freddo. Ha delle aspettative molto elevate nei confronti dei figli, ai quali vengono richiesti comportamenti maturi anche quando si tratta di bambini ancora piccoli per quelle richieste. Si comunica poco:  l'opinione del figlio, bambino o adolescente che sia, non è ritenuta importante e, infatti, non viene neppure presa in considerazione quando la famiglia deve prendere delle decisioni, definire nuove regole, fare scelte che riguardano tutti, grandi e piccoli.

Un ambiente così rigido non offre a un bambino nè la possibilità di sperimentare né quella di comprendere il valore delle regole - rispettate, sì, ma per timore di essere puniti. Si tratterà di un bambino che, crescendo, svilupperà una bassa autostima, la tendenza a svalutarsi e ad assecondare passivamente i desideri e le opinioni altrui? Altamente probabile!

 

All'opposto, invece, il genitore permissivo. Quello che esige poco dai figli, ha difficoltà a imporre delle regole e anche a farle rispettare. Molto affettuoso e pieno di attenzioni, comunica molto con loro. Spesso le sue attenzioni e premure diventano eccessive al punto che tende a soddisfare tutte le richieste dei figli scoraggiando la loro autonomia, anche quando sarebbero pronti per fare delle cose da soli o prendersi delle responsabilità. Con molta probabilità, un genitore permissivo crescerà un figlio disorientato (la mancanza di regole provoca confusione e insicurezza nei bambini), spaesato (perché senza un'autorità genitoriale, che equivale a un punto di riferimento e una guida sicura) e poco competente (perché iperaccudito, anche quando non era necessario).

 

Infine, c'è il genitore autorevole, che mette dei limiti ai suoi figli e stabilisce delle regole chiare e coerenti per loro; però, diversamente dal genitore autoritario, non solo è disponibile ad ascoltare le richieste e le domande del figlio, motivando anche eventuali divieti e restrizioni, ma è anche interessato alla sua opinione e disponibile a negoziare con lui quando lo ritiene opportuno e fattibile. E' un genitore affettuoso e caldo, che parla con i suoi figli e fa richieste appropriate alla loro età. Questo è un clima familiare in cui un bambino può gradualmente imparare ad avere fiducia in se stesso e sviluppare una buona autostima, essere autonomo e accrescere le sue capacità di stare bene in relazione con gli altri.

 

In realtà, è abbastanza difficile trovare un genitore che, per il suo stile educativo,

rispecchi alla lettera uno di questi 3 modelli.

 

Nel mio lavoro mi è capitato di incontrare, piuttosto, genitori tendenzialmente autoritari con sprazzi di autorevolezza, altri a tratti permissivi a tratti autoritari, altri ancora autorevoli con tendenze permissive, ...insomma, tante, tante sfumature diverse e poco classificabili.

 

E tu, in quale stile ritrovi maggiormente il tuo? Se ti va, lascia un commento qui sotto o raccontamelo scrivendomi a liriavalenti@gmail.com: è bellissimo conoscere le vostre esperienze!

 

 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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