3 cose che puoi imparare ad accettare di Te

 

Una delle cose che più amo del mio lavoro è gustare, insieme a chi mi chiede aiuto, i piccoli e grandi passi verso l’accettazione di se stesso, mentre cambia quello che non va o che non gli piace nella sua vita.

Ho sperimentato io per prima, sulla mia pelle, il potere di accettarsi e lo osservo ogni giorno nei miei clienti.

 

Accettare noi stessi ci permette di vedere la vita da un’altra prospettiva, più ampia, più sana,

e di affrontarla con consapevolezza.

 

L’accettazione di sé è un percorso a volte faticoso, altre volte, invece, più semplice di quello che immagini. Ma sempre, illuminante! Di sicuro, è il primo passo per stare bene con se stessi e con gli altri intorno a noi.

 

E allora, oggi ti racconto (almeno) 3 cose che puoi imparare ad accettare di te.


La tua storia, fino ad oggi. Le scelte di chi si è preso cura di te e come queste hanno influito sulla tua vita e sul tuo modo di procedere. Le tue scelte nelle relazioni, nella scuola, nel lavoro, nelle passioni, che ti hanno portato fino a dove ti trovi adesso. Tutto questo fa la tua storia, come è stata la tua vita fino ad oggi, come sei cresciuto e come sei.

La tua storia non si può cambiare e si può accettare. Come? Perdonando. La rabbia e la tristezza nei confronti di certi eventi e persone ci tengono legati a loro. Per lasciare andare, e accettare quel che è stato, perdona. Gli altri, se hanno fatto delle scelte che ti hanno ferito: prova a metterti nei loro panni e a comprendere le loro motivazioni. Cosa li ha spinti a scegliere una cosa piuttosto che un’altra? E te stesso, per le tue scelte “sbagliate”: fermati a riflettere. Hai agito per un motivo, ti ricordi quale? In quel momento stavi forse pensando, dicendo, facendo la cosa migliore che potessi o riuscissi a fare?

 

E poi, ci sono le tue risorse personali. I tuoi talenti, quello che ti caratterizza, quelle cose che, se le notassi in un’altra persona, diresti “anche io vorrei avere quelle caratteristiche lì!”.

Sono i tuoi punti di forza. Li sapresti elencare? Sapresti dire come ti hanno aiutato a sentirti a  tuo agio, realizzato, soddisfatto, felice? Li sai riconoscere? E se te li fanno notare gli altri, magari facendoti un complimento, come ti senti? E cosa fai?

Se le vedi, se le accetti come parti (preziose) di te, puoi usarle al meglio e metterle al servizio del tuo benessere.

 

Infine, i tuoi limiti. Identificare i propri limiti per qualcuno è più facile che riconoscersi delle qualità (se sei uno “specialista” dell’autocritica sai di cosa sto parlando!), ma accettarli è il passo successivo. Significa accettare che vai bene anche con i tuoi limiti. Che hai valore nonostante tu non sia perfetto. Se accetti i tuoi limiti, e ti accetti tutto incluso, allora puoi gestirli, e anche cambiare quello che non ti piace e interferisce con la tua idea di benessere.

Se riconosci di avere la tendenza a criticarti molto, ad esempio, ti sarai accorto che questa può ostacolare tanto il tuo potere nelle scelte, la realizzazione dei tuoi obiettivi e anche la possibilità che ti dai (o non ti dai?) di godere dei tuoi risultati.

Accettare questo limite (al tuo benessere) come parte di te, allora, ti permette di prenderne consapevolezza e scegliere cosa vuoi farne: osservarti mentre ti critichi per vedere quanto può essere prepotente la sua influenza su ciò che pensi, senti e fai? Imparare a controllare la tua autocritica? Imparare un altro modo di trattarti, meno critico e più accogliente?

 

E allora, che ne dici di provare? O sei già impegnato a farlo? Se ti va di condividere con me le tue riflessioni, lascia un commento a questo post o scrivimi: sarò felice di leggerti!


 

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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 5
  • #1

    f. (martedì, 01 settembre 2015 16:22)

    "Identificare i propri limiti per qualcuno è più facile che riconoscersi delle qualità"...sembra il mio ritratto! help!
    ...grazie per queste parole. la parte sulla "nostra storia" è quella che mi sembra più difficile. non so se io ci riuscirò mai a perdonare e perdonarmi...

  • #2

    Liria (mercoledì, 02 settembre 2015 16:26)

    grazie a te, F., per il tuo commento! essere consapevole del proprio modo di "trattarsi" (nel tuo caso mi sembra sia criticarsi e svalutarsi con facilità) è una cosa davvero bella! puoi scegliere che farci, con le tue consapevolezze. anche imparare a perdonare e perdonarti, se vuoi, oltre che smettere di darti addosso :) ti auguro ogni bene!
    Liria

  • #3

    carmine (sabato, 12 settembre 2015 19:50)

    Salve dottoressa, il mio problema è che non riesco ad accettare di sposarmi e crescere ho partire per un lavoro più sicuro, quando io queste cose le ho sempre volute...adesso ci sto pensando tt I giorni e questo mi spaventa infatti ci sto stavendo malissimo, sono in cura farmacologica attacchi di panico e ansia nn c'è li ho più, ma la paura che arriverà questo giorno(e io non voglio) mi fa logora dentro e ho la paura di perdere la mia ragazza dopo 8 anni di ottima relazione

  • #4

    Liria (martedì, 15 settembre 2015 16:54)

    Benvenuto Carmine! Immagino quanto siano pressanti le paure che stai vivendo, tutte così contrastanti poi. Le situazioni che elenchi sono tutte di un certo peso e importanza: il matrimonio, un nuovo lavoro, nuovi inizi, per quanto desiderati, fanno sempre paura e mettono ansia. Bisogna riadattarsi, trovare compromessi, mettersi o rimettersi in gioco - tutte cose non sempre facili, e che richiedono tanta energia. La cosa bella della tua situazione è che sei consapevole di quello che ti succede, e ti assicuro che non è un dettaglio trascurabile, perché senza la consapevolezza di quel che ci capita non possiamo attuare nessun cambiamento nella nostra vita e non possiamo reagire o aggiustare quello che non ci piace. Tu, invece, ti accorgi che vivi sentimenti contrastanti e ti sei già attivato per procurarti qualche strumento (terapia farmacologica) per gestire gli attacchi di panico. Credo che il prossimo passo potrebbe essere riflettere su cosa hai bisogno per tranquillizzarti. Inizia dal chiederti cosa temi di perdere sposandoti o partendo per un lavoro più sicuro. Ho il sospetto che lì potresti trovare la tua risposta. Io, intanto, faccio il tifo per te!
    Liria

  • #5

    carmine (mercoledì, 16 settembre 2015 22:20)

    Buona sera liria e grazie per la risposta. ..
    Io temo di perdere le mie abitudini il paese(anche se da poco economicamente) la mia casa,in poche parole la mia adolescenza(quindi credo di essere affetto dalla sindrome di peter pan) premesso che io faccio tt come lavori cerco di darmi da fare aiutante meccanico, cameriere primo lavoro come priorità lavoro in una agenzia assicurativa che però nn tanto redditizio 300€/mese anche se il mio capo vorrebbe fare di più....premesso pure che sono pigro a casa mia non mi vengono stimoli di fare qualcosa per la casa...quindi quando uscirò da questa sofferenza grazie di nuovo e mi scuso per la grammatica