3 cose che ho imparato dai bambini

 

Quando ho iniziato a lavorare con i bambini sapevo benissimo la teoria, ma ben presto mi sono resa conto che la pratica era una occasione per imparare molto di più. E non solo per il mio lavoro, ma per la vita.

La prima esperienza è stata durante il tirocinio post lauream, in un centro di aiuto per bambini maltrattati e abusati, dove ho potuto vedere come le terribili storie di questi bambini non li avessero derubati del loro bisogno di contatto e relazione, così evidente, trasparente e schietto. Una schiettezza che il più delle volte mi lasciava disarmata, perché mi coglieva all’improvviso e anche e soprattutto perché mi rendevo conto che non avrei saputo dire meglio alcune cose: “Io voglio giocare con te!”. Facile, diretto, sincero. E che ci vuole – in effetti?!

Quando ho iniziato a lavorare in asilo come educatrice, ho deciso che il mio principale obiettivo sarebbe stato lasciarmi disarmare il più possibile! Osservare i bambini, nutrirmi della loro semplicità emozionale e di pensiero, imparare da loro mentre li accompagnavo nella crescita e nello sviluppo.


E così ho fatto. Ma oggi voglio dirti 3 cose che, tra le tante, ho imparato dalla mia relazione con i bambini e che reputo particolarmente importanti.

  1. Le coccole servono. Sono un ottimo rimedio per nervosismo, stanchezza, tristezza, paura. Non solo dei piccoli, ma anche dei grandi. Hanno uno straordinario potere calmante e rassicurante, e se sono fisiche funzionano ancora meglio. Aiutano a soddisfare il bisogno di amore, contatto, relazione, ci fanno sentire che l’altro ci è vicino, che contiamo per lui, che possiamo contare su di lui. Una coccola è in grado di raccogliere un messaggio così: ti vedo, mi piaci, ci sono per te. Provare per credere!
  2. Le emozioni pure. Due bambini di 2 anni corrono in giardino, uno inciampa e cade. Non si è fatto nulla, ma lui ancora non lo sa e questo lo spaventa molto. L’altro bimbo se ne accorge e torna indietro, si china verso di lui, gli fa una carezza, sussurra qualche parola indefinita (ha solo 2 anni!) con un tono di voce molto confortante. Un attimo di sguardi, il bimbo caduto sorride, si rialza, torna a giocare. È successo davvero e io ho avuto la saggezza di non correre in soccorso del bambino inciampato e spaventato, ci stava già pensando qualcun altro! L’empatia goffa eppure efficace di un bambino ha permesso all’altro di sentirsi accolto (nello spavento della caduta e di ciò che poteva essergli successo), consolato e rassicurato: le lacrime svaniscono, tornano i sorrisi. Se non è vita vera questa...
  3. Se ti diverti è più facile. E non parlo solo di apprendimento in senso stretto: se impari una cosa in modo divertente piuttosto che noioso, sarà più facile farla tua. Ma il punto è che i bambini si divertono, nonostante tutto; o, perlomeno, sono disponibili a farlo, se qualcuno non glielo proibisce. E la vita è decisamente più facile se la conduci in modo divertente (può bastare davvero poco per far ridere un bambino!), se fai delle pause divertenti (mi applico, sì, ma poi vado a giocare!), se ti concentri sul lato divertente della cosa (quanto è divertente per un bambino correre senza ombrello sotto la pioggia?! E per un adulto…?). E così via.

Nell’arco degli anni, dai bambini ho imparato e imparo ancora molto. E quando i genitori in difficoltà chiedono il mio aiuto, una parte del lavoro è guidata proprio da questa domanda: cosa impari grazie a tuo figlio su di te e la vostra relazione, che ancora non sapevi o avevi dimenticato?

Se sei un genitore, un educatore, o un adulto che in qualche modo ha a che fare con i bambini, riflettici anche tu: mi racconti quello che hai imparato?!

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    giovanna (domenica, 17 maggio 2015 06:43)

    Buongiorno Liria, mi piace l'articolo perché punta al cuore di questioni importanti. Quella che mi tocca di più é la'invito alla riflessione : mi racconti cosa hai imparato oggi da tuo figlio?.
    Sono una mamma e una psicologa, da poco tempo mi occupo di bambini con ADHD e posso garantire che quello che dici all'inizio dell'articolo lo riscontro costantemente , loro mi insegnano ad insegnare , a capire . Mi fanno interrogare continuamente sul mio operato e i miei figli mi aiutano a trovare le risposte.
    Grazie e buon lavoro.
    Giovanna

  • #2

    Liria (lunedì, 18 maggio 2015 21:16)

    Grazie a te per aver condiviso un pezzo della tua esperienza, Giovanna! I bambini sono nutrimento costante :) buona vita!