Ti sei perso? Accendi il tuo navigatore emozionale!

 

Le emozioni ci dicono quotidianamente moltissime cose di noi e anche di cosa potremmo fare per stare bene. Mi piace immaginarle come un marchingegno che ci indica la strada, come un vero e proprio navigatore emozionale.

 

Per cui, se ti sei perso, sintonizzati su di te, ascolta le tue emozioni e imbocca la direzione.

Aggiusterai il tiro strada facendo.


Beh, sì, facile a dirsi, ma in pratica…come si fa?! Voglio raccontartelo guardando da vicino tre emozioni che incontro frequentemente nel mio lavoro.

 

Insoddisfazione. La maggior parte delle persone che incontro (e non solo nel mio studio) si sente frustrata e insoddisfatta. Sono scontente della loro relazione di coppia, del loro lavoro, o anche semplicemente di come trascorrono le giornate. Fanno qualcosa che non dà loro piacere e aspirano ad altro che però non fanno. Alcune di loro, non sanno neppure cosa potrebbe renderle davvero soddisfatte e appagate - cosa, in pratica, le farebbe uscire dal costante stato di frustrazione e insoddisfazione che sperimentano spesso o quotidianamente.

L’insoddisfazione nasconde un mix di rabbia e tristezza: la prima dovuta a un desiderio negato, la seconda all’assenza di piacere, gioia, appagamento.

Se hai la sensazione che l’insoddisfazione guidi la tua vita, ecco, allora, le prime due domande che puoi farti per dare un senso a questa emozione: cosa desidero e non sto realizzando? E cosa mi piace e mi dà gioia?

 

Paura. Su questa emozione potrei scrivere all’infinito (e qualcosa ho già scritto qui): paura di essere criticati, di deludere le aspettative altrui, di essere rifiutati, di sentirsi soli, di dire si, di dire no, e via dicendo. La paura si cela dietro l’ansia sperimentata in determinate situazioni: per cui, per fare un esempio, chi ha paura della critica e del giudizio altrui si sentirà in ansia quando dovrà esprimere il suo punto di vista o mostrare il suo lavoro.

Abbiamo paura quando ci sentiamo in pericolo, e il comportamento che ci viene naturale mettere in atto mossi da questa emozione è la fuga (dal pericolo). Abbiamo paura di essere giudicati? Eviteremo il confronto (e anche, di contro, le possibilità di crescita e arricchimento che questo può darci). Temiamo di deludere le altre persone? Ci adatteremo alle loro esigenze e desideri, dimenticandoci dei nostri. E così via.

Se sei una persona ansiosa, è la paura l’emozione che sta accompagnando la tua vita, limitando le tue possibilità di essere serena e felice. Chiediti: perché ciò di cui ho paura rappresenta un pericolo per me? Cosa sto perdendo cedendo le redini della mia vita alla paura?

 

Esasperazione. Il vissuto emotivo a causa del quale molte persone decidono di iniziare un percorso psicologico. Che si tratti di una madre esasperata dai comportamenti di suo figlio, di una ragazza logorata dalla sua relazione di coppia, di una persona affaticata che non riesce più a tollerare le condizioni lavorative con cui si confronta giornalmente, di un ragazzo esasperato dalla sua vita familiare, la loro frase di rito generalmente è “non ce la faccio più!”.

L’esasperazione maschera una forte rabbia che si è accumulata nel tempo, e la rabbia è l’emozione che naturalmente proviamo quando subiamo un torto o un’ingiustizia. E allora, quando ti senti esasperato, ti invito a domandarti: che torto sto subendo? Quale torto sto facendo a me stesso? Come voglio rispettarmi?

 

Se hai trovato le tue risposte significa che: 1) ti sei sintonizzato su di te, e 2) hai ascoltato le tue emozioni, e cioè le hai viste e vi hai dato un significato. Quello che ti manca? Imboccare la strada. Puoi farlo a partire dalle risposte che hai trovato e scegliendo di tener presente quello che senti in modo diverso: attivo e propositivo.

È un po’ come dire: le tue emozioni ti stanno dicendo qualcosa di importante (che hai bisogno di fermarti? Di cambiare qualcosa nella tua vita? Di prenderti cura di te? Delle tue relazioni? Dei tuoi desideri?) e tu puoi scegliere come utilizzare questi messaggi. Dunque...buona avventura!

 


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Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




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Commenti: 1
  • #1

    Marco (giovedì, 20 aprile 2017 22:27)

    Lo farò.... grazie