"Vorrei ma..." - Quando la paura di sbagliare ti blocca

 

Decidere non è sempre facile, e non per tutti. Specialmente quando si tratta di scelte relative a grandi aspetti della nostra vita: le relazioni, i figli, il lavoro – solo per citarne qualcuno.

Ogni scelta porta la sua conseguenza, e può rivelarsi quella migliore o quella sbagliata.

Ecco, e io vorrei parlare delle scelte sbagliate – perché le migliori, possiamo immaginarlo tutti, non rappresentano un problema per nessuno!


Se ti interessa l’argomento, quello che forse già sai è che la paura di fare scelte sbagliate spesso blocca la scelta stessa.

Il risultato è una non-scelta, che è un po’ come dire: la scelta di non scegliere.

Pensiamo a una persona insoddisfatta del suo lavoro, che non cerca di meglio per paura di trovare di peggio, o che pur avendo trovato di meglio rimane fedele al vecchio lavoro per paura di aver valutato erroneamente la nuova possibilità. O a chi è insoddisfatta della sua relazione di coppia, ma non si prende cura di ciò che non le piace per paura di perdere l’altro o di restare sola, insomma per paura di trovarsi in una situazione peggiore rispetto all’attuale. In entrambi i casi, queste persone scelgono di non scegliere altro e di rimanere al punto in cui si trovano, con tutte le conseguenze che ne derivano (insoddisfazione, frustrazione, stress, tristezza, ansia). Vince la paura e fine: tutto resta uguale.

 

Quello che forse ti sei chiesto, se conosci bene la paura di sbagliare, è: perché ho paura?

Il perfezionista ti risponderebbe che la scelta deve essere necessariamente quella giusta, la migliore, quella perfetta. Lui non si muove se non è sicuro di fare bene. Anzi, benissimo.

Chi vuole controllare tutto ti direbbe che se non sa come va a finire non inizia neppure. E allora pensa e ripensa a tutte le possibilità, e a tutte le conseguenze di tutte le possibilità, che però appunto sono possibilità e non certezze, e allora meglio non rischiare.

C’è anche chi è ipersensibile alla critica, che ti racconterebbe che oltre ad aver paura di sbagliare, teme anche di essere criticato dagli altri. Così, chiede consigli in giro, spera che qualcun altro scelga al posto suo, mette avanti la sua paura (che poi in realtà sono due, quindi un bel malloppo!) e si ritira.

Insomma, una paura, tante persone, diversi perché.

 

Quello che ancora forse non sai o non immagini è che…

  •  Se guardi in faccia la tua paura, questa ti dirà molto di te. Pensa a quante e quali scelte vorresti fare ma la paura ti blocca. Cosa ti stai proibendo di conquistare? Pensando al lavoratore insoddisfatto, si starà forse privando della possibilità di autorealizzarsi? Di fare quello che lo appassiona? Di guadagnare quello che ritiene di meritare?
  • Se c’è la paura di fare la scelta sbagliata, c’è anche la possibilità di fare quella giusta! Se fino a oggi ti sei concentrato solo sulla prima parte, da oggi ti invito a tener conto anche della seconda. Ebbene sì, esiste il rischio di fare la scelta giusta. Di sentirsi soddisfatti, leggeri, sicuri delle proprie valutazioni e anche delle proprie capacità di valutare (alternative e possibilità) . Di vivere la paura come un’amica piuttosto che come una nemica, che ti spinge ad andare oltre invece che a bloccarti.
  • Sbagliare può aprirti nuove strade! Sbagliare ti fa capire cosa va bene per te e cosa no, quali sono i tuoi limiti e a quali tue capacità puoi affidarti, cosa puoi migliorare di te. Ti permette di essere in contatto con la realtà, di confrontarti con quello che ti circonda, di aggiustare il tiro se è necessario. Sbagliare una, due, tre volte non equivale a sbagliare sempre. Sbagliare non significa procedere a tutti i costi, anche quando ti sei accorto che hai sbagliato: così come esiste la possibilità di sbagliare, esiste quella di riparare.

E allora...se sei stanco di bloccarti e non scegliere, è il momento di darti la possibilità di sentire la tua paura, affrontarla e poi andare oltre. Anche verso nuovi errori, se necessario. È ora che vinca tu!

 


CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    Erica (sabato, 10 ottobre 2015 11:17)

    Sono una ragazza di 32 anni sono 5 anni che sto in terapia. E quando arriva un ragazzo mi blocco non combatto i pensieri mi portano lontano dalla realta' che vorrei vivere e che ho sempre sognato. Ma niente loro sono piu forti piu potenti della mia voglia e volonta' perche' gli attacchi di panic mi buttano a terra. E allora mi inizio a domandare cosa ho che nn va. Perche solo io vedo le cose cosi negative. Perche proprio io. Lui scappa inevitabilmente ed io mi incolpo ancora di piu . Nn ce la faccio piu a vive cosi

  • #2

    Liria (lunedì, 12 ottobre 2015 18:30)

    Buonasera Erica,
    posso immaginare quanto sia esausta e si senta abbattuta e frustrata dai suoi prepotenti attacchi di panico.
    Nonostante abbia dei desideri ben definiti, se li sente sfuggire perché la paura è così forte da immobilizzarla. La paura, appunto. Di cosa nello specifico, quando si trova con un ragazzo?
    Se è già impegnata in un percorso di terapia probabilmente se ne sta già prendendo cura. L'unico spunto che voglio darle è: i sintomi psicologici hanno sempre un senso, un messaggio per noi, che va letto e interpretato alla luce della nostra storia e dei nostri bisogni. Ha già scoperto qual è il senso dei suoi attacchi? Cosa teme di perdere così tanto da terrorizzarsi e rimanere ferma (invece di fare, stare, dire - che mi sembra invece quello che desidera di più)?
    Le auguro di ritrovare la serenità quanto prima. E di realizzare i suoi desideri!
    Un abbraccio,
    Liria Valenti