Bambini che mettono a dura prova (...e Genitori in tilt!)

 

Se sei un genitore, un educatore o un adulto che ha che fare con i bambini, probabilmente ti sarai trovato nella sgradevole situazione in cui il tuo bimbo ti ha messo a dura prova, suscitando con i suoi comportamenti emozioni di rabbia, frustrazione, rassegnazione, difficili da gestire e controllare nella relazione con lui. In effetti, è questa una delle difficoltà più frequenti che mi trovo a trattare nel mio lavoro con i genitori:

 

come mantenere la calma e la lucidità davanti a un comportamento di sfida e protesta?

 

Con le aggravanti, nella maggior parte dei casi, di stanchezza del genitore a fine giornata (hai notato anche tu che i bambini tirano fuori le loro proteste migliori quando sono stanchi, anche loro, a fine giornata?!) e comportamenti oppositivi ripetuti e non occasionali.

Non ho una risposta a questa domanda. Ma voglio raccontarti 3 delle cose che ritengo sia importante che tu sappia per trovare la tua risposta.

 

I NO mettono a dura prova tutti.

Grandi e piccini. Ricevere un NO non piace a nessuno: si traduce in un divieto di quello che desideriamo e scegliamo. Comporta frustrazione, a volte rabbia, a volte tristezza e rassegnazione. Quando il tuo bambino si oppone, magari anche con urla, pianti disperati e comportamenti melodrammatici, a un tuo divieto o a una richiesta, sta facendo due cose importanti. La prima è confrontarsi con la realtà, uno spazio dove non sempre i nostri desideri coincidono con quelli degli altri, né tanto meno con quello che realisticamente si può o deve fare: una fatica immensa per lui, un po’ come per una persona che si trova a dover maneggiare per la prima volta uno strumento di cui non sa nulla. La seconda è iniziare a sviluppare il senso di sé e capire quale posto occupa nel mondo. I limiti esterni gli servono proprio a dove finisce lui e dove cominciano gli altri e che non tutto è realizzabile subito.

 

Se tuo figlio mette a dura prova i tuoi limiti…

… attenzione! State rischiando di costruire una relazione bellissima! Fatta di intesa, condivisione, intimità. Può sembrare una presa in giro ma ti assicuro che non è così. Quello che vedo generalmente nel mio lavoro, è che i genitori sono sensibili proprio a quei comportamenti che poi ritrovano in se stessi, così come molte caratteristiche di personalità. Probabilmente tuo figlio ti fa tanto arrabbiare perché è simile a te più di quanto pensi o immagini, perché in lui rivedi, senza neanche rendertene conto, te quando eri piccolo, o quegli atteggiamenti che vorresti cambiare in te. Ci avevi mai pensato? E se fosse davvero così, allora chi meglio di te può capirlo quando si comporta in un certo modo?!

 

Uno dei motivi per cui un bambino protesta è che non è in grado di considerare il punto di vista altrui.

Se quel bambino si mettesse nei vostri panni potrebbe accettare più facilmente il vostro No: capirebbe che non volete procurargli volutamente frustrazione e rabbia, ma proteggerlo, insegnargli un comportamento o un valore che ritenete importante trasmettergli, crescere un bambino sicuro e consapevole del senso di realtà. E se fossi tu, invece, a metterti nei suoi panni? Cosa scopriresti? Chissà quale bisogno nasconde la protesta del tuo bambino…

 

Una delle cose che amo di più del mio lavoro quando accompagno i genitori è vedere che tutti trovano la loro risposta, che non è mai la stessa, ma è sempre efficace!

 

CONDIVIDI


 

Sono Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta.

 

Mi piace accompagnare le persone in percorsi di cambiamento,

aiutandole a sentirsi padrone della loro vita e a fare scelte consapevoli e felici. Del mio lavoro amo: ascoltare, (ri)costruire, emozionarmi.




Scrivi commento

Commenti: 0